Sentenza del 28/09/2015 n. 108 - Comm. Trib. Prov. Vercelli
Avviso di accertamento - Occupazione di suolo pubblico - Ente privato che svolge un servizio di pubblica utilità (acquedotto) - Fondatezza della pretesa.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha contestato la debenza della TOSAP sostenendo, presumibilmente, che l'occupazione di suolo pubblico fosse strumentale alla gestione di un servizio di pubblica utilità e derivasse da un rapporto concessorio formalizzato mediante contratto di appalto. La controversia riguardava quindi l'applicabilità dell'esenzione alla occupazione del suolo pubblico per impianti e infrastrutture dell'acquedotto, anche in presenza delle previsioni contrattuali tra gestore ed ente pubblico.
La decisione
La pretesa tributaria è stata ritenuta fondata. L'occupazione del suolo pubblico connessa alla gestione dell'acquedotto non è esente dalla TOSAP quando il contratto prevede, alla scadenza della convenzione, un corrispettivo per la restituzione degli impianti. La natura di servizio di pubblica utilità e l'esistenza di una concessione o di un contratto di appalto non fanno venir meno, di per sé, l'obbligo tributario. Il criterio decisivo è l'esistenza di un'utilità economica e di un rapporto patrimoniale connesso all'occupazione, indipendentemente da eventuali clausole contrattuali che dispongano diversamente.
Norme richiamate
TOSAP - disciplina dell'occupazione di spazi e aree pubbliche
L'occupazione di suolo pubblico da parte di un soggetto privato è soggetta al tributo anche quando l'attività svolta costituisce un servizio di pubblica utilità, salvo che ricorrano specifiche condizioni di esenzione previste dalla legge.
Norme sull'esenzione TOSAP per occupazioni funzionali a servizi pubblici
L'esenzione non opera automaticamente per il solo fatto che l'occupazione sia collegata a un servizio pubblico o sia regolata da una concessione. Occorre verificare concretamente la natura dell'occupazione e l'eventuale presenza di un'utilità o di un corrispettivo economico a favore del gestore.
Contratto di appalto o concessione per la gestione dell'acquedotto
Le pattuizioni contrattuali tra ente pubblico e gestore non possono escludere o neutralizzare un'obbligazione tributaria prevista dalla legge. La previsione di un corrispettivo per la restituzione degli impianti alla scadenza della convenzione costituisce elemento rilevante per escludere l'esenzione.
Massime di principio
- La gestione di un servizio di pubblica utilità non comporta automaticamente l'esenzione dai tributi sull'occupazione di suolo pubblico.
- Per stabilire se l'esenzione sia applicabile occorre esaminare la disciplina tributaria e le caratteristiche concrete dell'occupazione, non soltanto la qualificazione formale del rapporto come concessione o appalto.
- La presenza di un corrispettivo, di un vantaggio economico o di una restituzione patrimoniale degli impianti può dimostrare che l'occupazione è svolta nell'interesse economico del gestore e non esclusivamente nell'esercizio diretto di una funzione pubblica.
- Le clausole di un contratto stipulato con un ente pubblico non possono derogare alle norme tributarie imperative né escludere il tributo se i presupposti impositivi sono integrati.
- In situazioni analoghe, il soggetto che invoca l'esenzione deve individuare una specifica previsione normativa applicabile e dimostrare che l'occupazione rientra esattamente nei relativi presupposti.
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