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Sentenza

Sentenza del 05/02/2021 n. 185 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Allevamento cuccioli di cane - numero inferiore a 30 - attività commerciale - è tale

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Determinare se l'attività di allevamento e successiva vendita di cuccioli di cane potesse essere qualificata come allevamento connesso all'attività agricola (esente da qualificazione come impresa commerciale ai sensi della l. 349/93, art. 2, co. 3) oppure configurasse un'attività d'impresa commerciale soggetta a tassazione; nel caso concreto il contribuente aveva effettuato 12 e 17 cessioni in due periodi d'imposta e invocava il requisito quantitativo per la connessione agricola.

La decisione

Il giudice ha ritenuto che l'attività costituisce impresa commerciale. Essendo il numero di animali ceduti inferiore al limite minimo previsto (30) per poter considerare l'allevamento connesso all'attività agricola ai sensi della normativa richiamata, i proventi non sono esclusi dalla tassazione agricola ma concorrono a formare il reddito come redditi d'impresa commerciale. In pratica le cessioni (12 e 17) sono state qualificate come redditi d'impresa e assoggettate a tassazione secondo le regole dei redditi commerciali.

Norme richiamate

  • Legge 349/1993, art. 2, co. 3

    limite quantitativo di 30 animali per il collegamento all'attività agricola

    La norma richiede un requisito dimensionale/minimo (qui indicato in 30 esemplari) perche' l'allevamento sia considerato connesso all'attività agricola; se il numero di animali è inferiore a tale soglia, non opera l'esclusione e l'attività va valutata come impresa commerciale.

  • Normativa fiscale sui redditi d'impresa (TUIR – principi generali)

    I proventi derivanti da attività organizzata, abituale e connessa alla produzione di beni destinati alla vendita concorrono a formare il reddito d'impresa secondo le regole del diritto tributario.

Massime di principio

  • Se l'allevamento di animali per la vendita non raggiunge i requisiti dimensionali/minimi previsti dalla normativa che consente la connessione all'attività agricola, l'attività va qualificata come impresa commerciale e i proventi sono tassabili come reddito d'impresa.
  • Il numero di cessioni/animali è un elemento rilevante ma non l'unico: per la qualificazione rilevano anche la periodicità, l'organizzazione (es. uso di strutture, personale, attività promozionale), l'intento di lucro e la sistematicità dell'attività.
  • Anche cessioni di entità moderata possono essere considerate commerciali se svolte con carattere professionale e organizzativo; viceversa, vendite veramente occasionali, non organizzate e non sistematiche possono rimanere occasionale e non qualificarsi come impresa, ma ciò richiede prova concreta.
  • Per evitare contestazioni fiscali è consigliabile mantenere documentazione completa (registrazioni delle vendite, fatture/receipts, contabilità, evidenze dell'organizzazione) e, se necessario, valutare l'iscrizione come impresa, l'apertura di partita IVA e gli adempimenti previdenziali/tributari con consulenza specialistica.
  • Se si intende qualificare l'attività come agricola connessa, occorre verificare e, se possibile, adeguare il rispetto dei requisiti normativi (es. soglia numerica) o documentare elementi che giustifichino la connessione agricola oltre il mero numero di animali.

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