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Legge

L.R. Sicilia 20/2021

Legge regionale per l'accoglienza e l'inclusione. Modifiche

Normativa regionaleL.R. Sicilia 20/2021Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge siciliana definisce un sistema regionale di accoglienza e inclusione per cittadini di Paesi extra UE, apolidi, richiedenti e titolari di protezione, estensibile ai cittadini UE se più favorevole. Prevede Piano triennale, programmi annuali, osservatorio, conferenza annuale e interventi su sanità, scuola, casa, lavoro e contrasto discriminazioni. Contiene inoltre modifiche finanziarie e un termine transitorio al 30 settembre 2021 per alcune domande di disabilità gravissima.

Accoglienza e inclusione dei cittadini stranieri e apolidi in Sicilia, con misure su sanità, scuola, lavoro e integrazione

Accoglienza e inclusione dei destinatari della legge in Sicilia

La legge istituisce un quadro regionale organico per l’accoglienza e l’inclusione dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea e degli apolidi presenti in Sicilia, con estensione anche ai richiedenti e titolari di protezione internazionale e ai beneficiari di protezione complementare. L’intervento regionale si applica entro il territorio della Regione siciliana e mira a garantire diritti fondamentali, pari opportunità di accesso ai servizi e contrasto alle discriminazioni.

Principi, finalità e destinatari

La disciplina regionale si fonda su uguaglianza, pluralismo culturale, inclusione sociale e tutela contro razzismo e xenofobia. Gli obiettivi dichiarati sono la centralità della persona indipendentemente dalla cittadinanza, il rafforzamento della coesione sociale, il monitoraggio del fenomeno migratorio, la partecipazione alla vita pubblica, la promozione dell’informazione sui diritti e doveri e il sostegno al legame con il Paese di origine, anche tramite rientro assistito.

I destinatari principali sono:

  • cittadini di Stati extra UE e apolidi dimoranti in Sicilia;
  • richiedenti, titolari di protezione internazionale e beneficiari di protezione complementare presenti nel territorio regionale;
  • cittadini dell’Unione europea, solo se non già destinatari di norme statali o regionali più favorevoli.

Assetto istituzionale e programmazione

La Regione assume un ruolo di programmazione e coordinamento delle politiche di accoglienza, in raccordo con Stato ed enti locali. Promuove progetti di prima accoglienza, adotta un Piano triennale per l’accoglienza e l’inclusione e valuta efficacia, efficienza e omogeneità degli interventi sul territorio regionale. Cura anche la formazione e l’aggiornamento degli operatori pubblici e degli enti che operano nel settore.

Gli enti locali, nell’ambito delle proprie competenze, promuovono interventi per rimuovere ostacoli all’esercizio dei diritti sociali e civili, con attenzione a casa, lavoro, identità culturale, integrazione, pari opportunità e partecipazione pubblica. Gli enti del Terzo settore sono riconosciuti come soggetti socialmente rilevanti e possono promuovere progetti di accoglienza, integrazione culturale e inclusione sociale.

Piano triennale e programma annuale

La Regione si dota di un Piano triennale per l’accoglienza e l’inclusione, che definisce indirizzi e linee strategiche e individua anche eventuali risorse regionali ed extraregionali destinabili agli interventi. Il Piano è elaborato con conferenze regionali promosse e coordinate dall’Assessore competente, con la partecipazione di dipartimenti regionali, ANCI, enti istituzionali, Terzo settore, comunità e associazioni rappresentative dei destinatari. In prima applicazione il Piano doveva essere approvato entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.

Sulla base del Piano, la Giunta approva un programma annuale che stabilisce azioni, modalità attuative, priorità e risorse disponibili. Il programma sostiene i comuni, anche associati, e finanzia servizi di informazione, mediazione, accoglienza, integrazione e protezione delle persone vulnerabili.

Monitoraggio e partecipazione

Presso l’Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e del lavoro è istituito l’Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio, con funzioni di monitoraggio e analisi. Ne fanno parte dirigenti regionali competenti, un rappresentante ANCI Sicilia e rappresentanti di istituzioni locali, Terzo settore e comunità/associazioni dei destinatari; la partecipazione è gratuita. L’Osservatorio redige un rapporto annuale, raccoglie ed elabora dati anche in raccordo con altri osservatori e rende i dati accessibili sul sito istituzionale del dipartimento competente.

Il Presidente della Regione convoca inoltre annualmente una Conferenza sul fenomeno migratorio, come sede di confronto tra cittadini, persone straniere, istituzioni locali, Terzo settore, sindacati, università e ricerca.

Interventi a favore di richiedenti e titolari di protezione

La Regione favorisce l’accoglienza e l’inclusione dei richiedenti e titolari di protezione internazionale e dei beneficiari di protezione complementare, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità. L’azione regionale si coordina con le strategie statali e coinvolge stabilmente enti locali, sistema sanitario regionale e Terzo settore. Nei programmi annuali possono essere previsti progetti di inserimento nelle comunità locali, orientamento al lavoro e accesso ai servizi territoriali.

Rientro volontario e reinserimento nei Paesi di origine

La legge prevede interventi di sostegno al rientro volontario e al reinserimento nei Paesi di origine, nell’ambito di programmi nazionali, comunitari e internazionali e anche in collaborazione con comunità e associazioni rappresentative dei destinatari.

Minori stranieri non accompagnati

Il Piano triennale e il programma annuale devono prevedere modalità di sostegno agli enti locali per accoglienza, tutela e inserimento sociale dei minori stranieri non accompagnati. Gli interventi avviati durante la minore età proseguono fino al completamento del percorso scolastico e formativo e di integrazione sociale. È previsto anche il coinvolgimento del garante regionale dell’infanzia e dell’adolescenza.

Mediazione culturale

Presso l’Assessorato competente è istituito un elenco regionale dei mediatori culturali. L’iscrizione richiede adeguata professionalità, attestata da specifica formazione o da comprovate esperienze lavorative. Requisiti e modalità di inserimento sono disciplinati con decreto dell’Assessore competente.

Assistenza socio-sanitaria

La Regione garantisce ai destinatari parità di accesso ai servizi sanitari e socio-assistenziali rispetto ai cittadini italiani. Per persone in grave marginalità o a rischio di vulnerabilità sociale è comunque assicurato l’accesso a cure urgenti o essenziali, anche continuative, e a interventi sociali emergenziali, anche tramite soluzioni temporanee di accoglienza.

L’Assessore regionale per la salute promuove strumenti di valutazione dei bisogni di salute, monitoraggio sanitario, formazione degli operatori, mediazione linguistico-culturale nelle strutture sanitarie, prevenzione delle mutilazioni genitali femminili e delle circoncisioni clandestine, assistenza alle donne in gravidanza e nei sei mesi successivi al parto e piani di prevenzione e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Politiche abitative, scuola e formazione

Sul fronte abitativo, la Regione promuove l’edilizia sociale e azioni per garantire parità di condizioni nella ricerca di soluzioni abitative, considerando anche il ricongiungimento familiare. Favorisce inoltre il recupero e l’utilizzo del patrimonio edilizio disponibile e la rete di soggetti che svolgono mediazione abitativa.

In materia di istruzione, ai minori dimoranti sul territorio regionale sono garantite pari condizioni di accesso ai servizi per l’infanzia, alla scuola e agli interventi della normativa regionale richiamata. Regione ed enti locali promuovono misure contro barriere linguistiche, discriminazione, abbandono e dispersione scolastica. Sono previste iniziative per alfabetizzazione e perfezionamento della lingua italiana, educazione interculturale, integrazione delle famiglie, modelli di accoglienza plurilingue e promozione della mobilità studentesca internazionale.

Orientamento, formazione professionale e lavoro

La Regione favorisce tirocini e formazione per i destinatari che abbiano conseguito il titolo di cui al d.P.R. n. 263/2012, finalizzati all’acquisizione o valorizzazione di competenze per l’inserimento lavorativo. Sono promossi protocolli con università e Ufficio scolastico regionale e iniziative di informazione, orientamento, formazione continua e sicurezza sul lavoro.

In materia di inserimento lavorativo e autoimprenditorialità, la Regione sostiene l’accesso al lavoro stabile, anche tramite qualificazione dei servizi per l’impiego e degli operatori, e promuove attività informative e accordi con associazioni di categoria e camere di commercio per lo sviluppo di attività autonome, imprenditoriali o cooperative. Sono previste anche azioni per assicurare condizioni di lavoro idonee e informazione sui diritti dei lavoratori.

Contrasto al lavoro irregolare e al caporalato

La Regione favorisce l’emersione del lavoro irregolare e delle intermediazioni illecite di manodopera e monitora l’attuazione delle norme su sicurezza e regolarità del lavoro. Sulla base del Piano triennale, la Giunta definisce annualmente interventi prioritari, risorse e standard di tutela e qualità del lavoro, soprattutto in agricoltura.

Per il contrasto al caporalato e allo sfruttamento agricolo, la legge prevede o incentiva:

  • trasporto gratuito casa-lavoro per lavoratrici e lavoratori agricoli;
  • presidi medico-sanitari mobili;
  • utilizzo di immobili disponibili come centri di servizio e assistenza;
  • ospitalità dignitosa e salubre per lavoratori stagionali;
  • servizi di orientamento al lavoro tramite i centri per l’impiego;
  • intese con imprese e filiere per prodotti agricoli etici, privi di sfruttamento e intermediazione illecita.

Misure contro la discriminazione e inclusione sociale

Nell’erogazione dei servizi, Regione ed enti locali devono rispettare i principi di adeguatezza e personalizzazione. Devono inoltre favorire rapporti trasparenti e uniformi con le pubbliche amministrazioni e promuovere il recupero e reinserimento sociale delle persone assoggettate a schiavitù o vittime di violenza, anche tramite Terzo settore, associazioni e comunità di migranti.

Clausola valutativa

Ogni tre anni, prima della presentazione del Piano triennale, la Giunta regionale presenta all’Assemblea regionale siciliana una relazione sull’attuazione della legge.

Modifiche normative e copertura finanziaria

La legge modifica l’articolo 41 della legge regionale 15 aprile 2021, n. 9, autorizzando l’Assessore competente ad avviare progetti e servizi integrativi, migliorativi e aggiuntivi in favore degli studenti con disabilità, previa ricognizione del fabbisogno e riparto proporzionale tra Città metropolitane e liberi Consorzi comunali. Per l’esercizio finanziario 2021 è autorizzata una spesa di 4 milioni di euro.

Modifica inoltre l’articolo 9 della legge regionale 9 maggio 2017, n. 8, prevedendo che, in sede di prima applicazione e limitatamente al primo semestre 2021, per i soggetti con disabilità gravissima il termine per la presentazione delle domande sia fissato al 30 settembre 2021.

Entrata in vigore

La legge entra in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

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