Provvedimento AGCM A549 n. 30609 del 18/04/2023
RIDA/ECOLOGIA VITERBO
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL’AGCM ha chiuso senza accertare infrazioni il procedimento avviato nei confronti di Ecologia Viterbo S.r.l. su segnalazione di R.I.D.A. Ambiente S.r.l., relativo a presunti ostacoli all’accesso alla discarica di Viterbo per lo smaltimento degli scarti prodotti dal trattamento dei RUR. Le contestazioni riguardavano tre profili: la pretesa applicazione di una tariffa di libero mercato, il ritardo nell’omologa degli scarti di RIDA e il contingentamento dei quantitativi conferibili. L’Autorità ha escluso innanzitutto la sussistenza di una posizione dominante di EV nel mercato rilevante, ritenuto almeno sovraregionale alla luce della circolazione extra-regionale degli scarti e della presenza di sbocchi alternativi. In ogni caso, ha ritenuto che le condotte di EV fossero coerenti con il quadro regolatorio e non abusive o discriminatorie, deliberando che erano venuti meno i motivi di intervento ex art. 3 L. 287/1990 e art. 102 TFUE.
Ecologia Viterbo/RIDA Ambiente: asserito abuso di posizione dominante nello smaltimento in discarica degli scarti RUR nel Lazio, archiviato per insussistenza dei presupposti
Ecologia Viterbo/RIDA Ambiente: asserito abuso di posizione dominante nello smaltimento in discarica degli scarti RUR nel Lazio
Il provvedimento conclude il procedimento avviato dall’AGCM nei confronti di Ecologia Viterbo S.r.l. su segnalazione di R.I.D.A. Ambiente S.r.l., relativo a presunti ostacoli all’accesso alla discarica di Viterbo per il conferimento degli scarti prodotti dal trattamento dei rifiuti urbani residui. L’Autorità esclude l’abuso di posizione dominante e dispone che sono venuti meno i motivi di intervento ai sensi dell’art. 3 della legge n. 287/1990 e dell’art. 102 TFUE.
Parti e origine del procedimento
Ecologia Viterbo S.r.l. è attiva nel trattamento dei rifiuti urbani indifferenziati tramite un impianto TMB a Viterbo e nella gestione di una discarica per gli scarti del trattamento. RIDA Ambiente S.r.l. opera un TBM ad Aprilia. Il procedimento è stato avviato il 30 novembre 2021 per verificare possibili violazioni dell’art. 102 TFUE e/o dell’art. 3 L. 287/1990, sulla base di segnalazioni di RIDA rivolte contro condotte di EV ritenute ostative all’accesso alla discarica.
Condotte contestate
Le contestazioni riguardavano tre nuclei di condotta:
- la pretesa di EV di subordinare il contratto di conferimento all’applicazione di un prezzo di libero mercato, anziché della tariffa provvisoria regionale;
- il ritardo nel procedimento di omologa degli scarti di RIDA necessari per il conferimento;
- il successivo contingentamento dei quantitativi conferibili, fissati in 50.000 tonnellate annue e 250 tonnellate al giorno.
RIDA ha sostenuto che tali condotte fossero espressione di una strategia escludente diretta a impedirle di servire anche il fabbisogno connesso ai rifiuti di Roma Capitale e degli altri ambiti deficitari del Lazio.
Il settore e il quadro normativo
L’Autorità ricostruisce il settore dei rifiuti urbani, distinguendo tra raccolta indifferenziata, trattamento in TMB/TBM, recupero energetico e smaltimento in discarica. Evidenzia la carenza di impiantistica di smaltimento nel Lazio, la presenza di soli due siti di discarica rilevanti nel periodo considerato e il ruolo del PRGR regionale, dei principi di autosufficienza e prossimità, degli ATO e degli EGATO.
Per gli scarti da trattamento dei RUI, qualificati come rifiuti speciali ai sensi dell’art. 184, comma 3, lett. g), TUA, l’Autorità ribadisce che non opera il divieto di circolazione extra-regionale: tali scarti possono essere smaltiti anche fuori Regione, in assenza di sbocchi adeguati nel territorio di origine.
Valutazione della posizione di mercato di EV
Secondo l’AGCM, il mercato dello smaltimento degli scarti in discarica non può essere ridotto alla sola discarica di EV. Nel quadro concreto del Lazio, il mercato ha dimensione almeno sovraregionale, poiché gli operatori ricorrono anche a conferimenti fuori Regione e vi sono sbocchi alternativi, seppure limitati. Ne deriva che non è provata una posizione dominante di EV, pur essendo essa titolare dell’unica discarica attiva nel territorio laziale rilevante per il caso.
Tariffa di accesso alla discarica
L’Autorità rileva che, al momento della richiesta di RIDA, la Regione Lazio non aveva ancora fissato una tariffa per l’accesso alla discarica di Viterbo. EV aveva inizialmente prospettato un corrispettivo di libero mercato, ma già nei giorni successivi aveva accettato l’applicazione della tariffa provvisoria regionale, riservandosi di contestarne la legittimità in giudizio e di ottenere eventuali conguagli. Per l’AGCM, tali elementi non dimostrano un diniego abusivo o un ritardo ingiustificato nell’accesso.
Procedura di omologa degli scarti
In relazione all’omologa, EV aveva avviato le verifiche tecniche, riscontrando inizialmente criticità nei valori rilevati dal proprio laboratorio e chiedendo chiarimenti alla Regione. Successivamente ha comunicato a RIDA l’esito delle analisi, proponendo una omologa in deroga, consentita dalla disciplina transitoria. RIDA ha rifiutato tale soluzione e ha preferito attendere nuovi test, anche per timori connessi a un contenzioso amministrativo con Ecoambiente. L’AGCM ritiene che la procedura fosse sorretta da un fondamento tecnico-regolatorio e non integri un abuso.
Contingentamento dei conferimenti e criteri di riparto
Quanto al limite quantitativo imposto da EV, l’Autorità ha ritenuto che il riparto della volumetria residua fosse coerente con il criterio prioritario di tutela dell’autosufficienza dell’ATO di riferimento, ossia Viterbo e Rieti, e con la programmazione regionale. EV avrebbe riservato gli spazi necessari ai propri fabbisogni e ripartito il residuo tra i conferitori concorrenti senza escludere RIDA in modo sproporzionato. L’AGCM osserva inoltre che la quantità assegnata a RIDA era in linea con il suo fabbisogno medio di smaltimento e che la società disponeva comunque di sbocchi alternativi, anche fuori Regione.
Esito finale
In conclusione, l’AGCM non ha ravvisato elementi sufficienti a dimostrare che Ecologia Viterbo S.r.l. abbia posto in essere le condotte restrittive della concorrenza contestate. Ha quindi deliberato che sono venuti meno i motivi di intervento ai sensi dell’art. 3 L. 287/1990 e dell’art. 102 TFUE. Non sono state irrogate sanzioni, adottati rimedi né accolti impegni o misure cautelari.
Punti principali
Origine del procedimento e parti
Il procedimento è stato avviato nel novembre 2021 a seguito di segnalazioni di RIDA Ambiente S.r.l. contro Ecologia Viterbo S.r.l. EV gestisce una discarica a Viterbo e un impianto TMB, mentre RIDA opera un TBM ad Aprilia e Ecosystem S.p.A. è intervenuta come partecipante al procedimento. L’istruttoria è stata svolta anche con accertamenti ispettivi, richieste di informazioni, audizioni e Comunicazione delle Risultanze Istruttorie.
Mercato e quadro regolatorio dei rifiuti
L’Autorità ricostruisce in modo approfondito la disciplina del ciclo dei rifiuti urbani, dei TMB/TBM, delle discariche e dei principi di autosufficienza e prossimità. Sottolinea che gli scarti prodotti dal trattamento dei RUI sono qualificati come rifiuti speciali e possono circolare anche fuori Regione, a differenza dei RUI. Richiama inoltre il ruolo del PRGR del Lazio, degli ATO, degli EGATO e della regolazione tariffaria ARERA sugli impianti minimi e aggiuntivi.
Condotte contestate da RIDA
RIDA ha contestato: la pretesa di EV di applicare una tariffa di accesso a libero mercato invece della tariffa regionale provvisoria; il ritardo e le modalità della procedura di omologa degli scarti; e il limite massimo di 50.000 tonnellate annue e 250 tonnellate/giorno imposto da EV per il conferimento in discarica. Secondo RIDA, tali condotte avrebbero avuto finalità escludenti e discriminatorie.
Esito dell’istruttoria e valutazione dell’AGCM
L’AGCM ha ritenuto che il mercato dello smaltimento degli scarti in discarica nel contesto laziale avesse, nel caso concreto, dimensione almeno sovraregionale, anche per la presenza di conferimenti fuori Regione e di sbocchi alternativi. Ha quindi escluso che EV detenesse una posizione dominante. In ogni caso, ha considerato non abusiva la pretesa iniziale sulla tariffa, non strumentale il comportamento sull’omologa e giustificato il contingentamento dei conferimenti in funzione dell’autosufficienza dell’ATO di riferimento e della programmazione regionale.
Provvedimento finale
L’Autorità ha deliberato che, sulla base delle informazioni acquisite, sono venuti meno i motivi di intervento ai sensi dell’art. 3 della legge n. 287/1990 e/o dell’art. 102 TFUE nei confronti di Ecologia Viterbo S.r.l. Non sono state irrogate sanzioni, né adottati rimedi, misure cautelari o impegni.
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