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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 10896/2026 del 23/04/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ASL di Caserta aveva proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva accolto l'appello principale della Presidenza del Consiglio e dichiarato inammissibile l'appello incidentale tardivo della stessa ASL; nel merito originario la controversia verteva sulla domanda risarcitoria promossa da Agricola Visocchi contro la Presidenza del Consiglio e la ASL per i danni subiti a seguito di contaminazione da diossina del latte e dell'abbattimento della mandria. La ASL chiedeva la cassazione per motivi di diritto (due motivi indicati nel ricorso), mentre Agricola Visocchi aveva proposto controricorso e un ricorso successivo incidentale (notificato oltre il termine breve). Successivamente la ASL ha rassegnato rinuncia al ricorso principale in Cassazione.

La decisione

La Corte ha dichiarato estinto il giudizio di cassazione, per rinuncia, rispetto al rapporto processuale tra la ASL di Caserta e Agricola Visocchi s.p.a.; ha dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri (condizionato all'accoglimento del ricorso della ASL, poi rinunciato); ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale "successivo" proposto da Agricola Visocchi s.p.a. (per violazione del termine previsto dall'art. 371 c.p.c. ratione temporis e, comunque, per censurare valutazioni di merito riservate al giudice di merito). Sulle spese: non si provvede sulle spese relative al rapporto ASL vs Agricola (per effetto della rinuncia), vengono compensate le spese tra ASL e Presidenza del Consiglio; Agricola Visocchi è condannata a rimborsare alla Presidenza del Consiglio le spese del relativo rapporto, liquidate in Euro 50.000,00 oltre oneri e spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • art. 371 cod. proc. civ. (termine per il ricorso incidentale successivo)

    Interpretato in senso rigoroso: il ricorso incidentale successivo notificato oltre il termine breve previsto è inammissibile; la conversione in impugnazione incidentale è ammessa solo se la notifica non eccede i 40 giorni dalla notifica del ricorso principale (ragione della decadenza).

  • art. 391 cod. proc. civ. (rinuncia e sue conseguenze)

    La rinuncia al ricorso principale determina l'estinzione del giudizio di cassazione rispetto al rapporto processuale interessato e, se vi è adesione della controparte, non si provvede sulle spese di quel rapporto.

  • art. 335 cod. proc. civ. (riunione dei ricorsi)

    La Corte ha disposto la preliminare riunione dei ricorsi diretti contro la stessa sentenza ai sensi dell'art. 335, come regola di economia processuale.

  • art. 1227, comma 2, cod. civ. (responsabilità del debitore e concorso di cause)

    La Corte ha ritenuto che la valutazione sulla sussistenza di responsabilità esclusiva o concorrente è questione di fatto e di merito: la Corte d'appello ha ritenuto, sulla base delle prove, che la condotta di Agricola Visocchi fosse illicea e causa esclusiva degli eventi dannosi, valutazione non sindacabile in sede di legittimità.

  • Regolamento (CE) n. 2375/2001

    Il Regolamento ha fissato limiti massimi di contaminanti per latte e derrate alimentari; la Corte d'appello ha ritenuto che, per conoscenze scientifiche dell'epoca, la contaminazione dei mangimi si trasmette al latte, e che la violazione delle norme sui limiti alimentari costituiva elemento della responsabilità dell'azienda.

  • Direttiva 2001/102/CE e d.lgs. n.149/2004 (attuazione)

    La mancata o tardiva trasposizione della direttiva è stata valutata riguardo al nesso causale: la Corte d'appello ha ritenuto che non fosse provato che il tempestivo recepimento avrebbe fatto rientrare il latte nei limiti entro una data utile, per cui il nesso causale con lo Stato non risultava accertato; la Cassazione ha confermato che tale valutazione è di merito.

  • art. 33 cod. proc. civ. (unità dell'impugnazione) e relative regole sulla competenza per connessione

    La Corte richiama il principio dell'unità dell'impugnazione: notificato un ricorso in cassazione, le altre parti cui è stato notificato devono proporre eventuali impugnazioni nello stesso procedimento e nei termini previsti, pena la decadenza.

Massime di principio

  • La rinuncia al ricorso principale in Cassazione estingue il giudizio di legittimità rispetto al rapporto tra ricorrente e resistente e può determinare l'assorbimento di eventuali ricorsi incidentali condizionati all'accoglimento del ricorso principale.
  • I termini per proporre ricorso incidentale (in particolare quello "successivo" ai sensi dell'art. 371 c.p.c. ratione temporis) sono perentori: la notifica oltre il termine breve comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.
  • La Corte di Cassazione non riesamina il merito dei fatti né può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione delle prove; i motivi che, nella sostanza, chiedono una rivalutazione delle risultanze probatorie rilevano come inammissibili.
  • Per far valere una responsabilità da omissione normativa dello Stato (es. mancata trasposizione di direttive), il danneggiato deve fornire prova del nesso causale tra l'omissione e il danno; la prova causale non può fondarsi su mere congetture se le risultanze tecniche non consentono il nesso controfattuale.
  • In materia di contaminazione alimentare, la responsabilità dell'impresa può derivare sia da violazioni formali delle norme sui limiti dei contaminanti sia da condotte imprudenti nella gestione dei mangimi e dei reflui; le valutazioni tecniche e scientifiche dell'epoca sono rilevanti per l'accertamento del nesso di causalità.
  • Le spese processuali seguono l'esito procedurale: la rinuncia può evitare la decisione sulle spese tra le parti interessate, mentre le impugnazioni inammissibili possono comportare condanne alle spese a carico della parte che ha proposto l'impugnazione irregolare.

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