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Legge

L.R. Puglia 2/2010

Istituzione del fondo regionale per il sostegno delle persone non autosufficienti e loro nuclei familiari(•)

Normativa regionaleL.R. Puglia 2/2010

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge istituisce in Puglia il fondo regionale per la non autosufficienza, definendone finalità, destinatari, accesso tramite PUA e UVM, tipi di prestazioni e forme di sostegno economico ai nuclei familiari. Prevede inoltre linee guida regionali e, dal 2013, un piano annuale per Alzheimer e demenze con copertura nel fondo e in risorse ASL vincolate.

Fondo regionale per il sostegno delle persone non autosufficienti e dei loro nuclei familiari

Fondo regionale per la non autosufficienza in Puglia

La legge istituisce il fondo regionale per la non autosufficienza nella Regione Puglia, nell’ambito della programmazione sociale e socio-sanitaria regionale. Il provvedimento disciplina finalità, destinatari, presa in carico, prestazioni finanziabili e ulteriori misure di sostegno alle famiglie che assistono persone non autosufficienti.

Finalità e obiettivi

Il fondo è finalizzato a rafforzare il sistema di protezione sociale e di cura per le persone non autosufficienti e per i loro nuclei familiari. La disciplina si fonda su universalità dell’accesso, integrazione tra politiche sociali e sanitarie e presa in carico mediante programmi assistenziali individualizzati.

Gli obiettivi perseguiti sono:

  • migliorare qualità, quantità e appropriatezza delle risposte assistenziali;
  • sviluppare e potenziare un sistema orientato alla prevenzione della non autosufficienza e della fragilità;
  • promuovere percorsi che favoriscano la vita indipendente e la permanenza a domicilio.

Dal 2013 è inoltre prevista l’adozione di un Piano annuale regionale per la cura e assistenza dei malati di Alzheimer e di altre forme di demenza, con copertura finanziaria a valere sul fondo regionale e su finanziamenti annuali delle ASL vincolati a tale finalità.

Destinatari e nozione di non autosufficienza

Sono considerate non autosufficienti le persone che abbiano perso, in tutto o in parte, l’autonomia personale nelle funzioni fisiche, psichiche, sensoriali, cognitive e relazionali, tali da non poter compiere gli atti essenziali della vita quotidiana senza l’aiuto determinante di altri. La perdita di autonomia può dipendere da età, patologie croniche e neurodegenerative, handicap fisici e psico-sensoriali o esiti traumatici.

La Giunta regionale può aggiornare o integrare tale definizione per adeguarla all’evoluzione normativa comunitaria e nazionale.

I destinatari delle prestazioni sono le persone non autosufficienti nate o residenti in Puglia e stabilmente domiciliate nel territorio regionale, purché sia accertata una grave condizione di non autosufficienza.

Accertamento, accesso e presa in carico

L’accesso alle prestazioni finanziate dal fondo avviene attraverso la rete territoriale dei servizi sociosanitari, in particolare mediante:

  • il servizio sociale professionale degli ambiti territoriali e dei comuni;
  • le Porte uniche di accesso (PUA) presso distretti sociosanitari e ambiti territoriali sociali.

La presa in carico è congiunta tra servizio sociale professionale e distretto sociosanitario competente ed è realizzata tramite attivazione dell’Unità di valutazione multidimensionale (UVM). Essa comporta:

  • valutazione multidimensionale della persona;
  • formulazione di un progetto assistenziale individualizzato;
  • predisposizione del mix di servizi e prestazioni più adeguato al bisogno della persona e al contesto familiare.

La valutazione tiene conto delle indicazioni OMS e utilizza lo strumento SVAMA, aggiornabile o modificabile con provvedimento della Giunta regionale.

Alla UVM partecipano anche l’ente competente per territorio, tramite il proprio servizio sociale professionale e le altre figure professionali socio-educative.

Entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge la Commissione regionale per l’integrazione sociosanitaria deve promuovere un gruppo di lavoro per elaborare linee guida regionali sul funzionamento delle PUA e delle UVM, sul consolidamento della SVAMA e sui percorsi di presa in carico integrata. La Giunta regionale approva le linee guida, previa intesa con ANCI e principali organizzazioni sindacali regionali, entro 90 giorni dall’entrata in vigore.

Per la valutazione economica del nucleo e del beneficiario, ai fini della compartecipazione al costo delle prestazioni, si applicano le disposizioni del regolamento regionale 4/2007, come modificate dal regolamento regionale 19/2008.

Prestazioni finanziabili dal fondo

Il fondo concorre al finanziamento di prestazioni sociosanitarie ad elevata integrazione sanitaria, prestazioni sanitarie a rilevanza sociale e prestazioni sociali a rilevanza sanitaria.

Le prestazioni sono orientate prioritariamente alla permanenza al domicilio dell’assistito e al contenimento del ricorso improprio al ricovero ospedaliero o residenziale. Sono previste priorità di accesso e gradualità nella compartecipazione al costo.

Le risorse possono essere destinate a:

  • interventi domiciliari sociosanitari, di aiuto alla persona e di miglioramento del contesto di vita;
  • inserimenti in strutture semiresidenziali;
  • inserimenti temporanei in residenza;
  • interventi domiciliari o per la vita indipendente erogati in forma indiretta, inclusi buoni servizio o titoli per l’acquisto di servizi;
  • interventi sperimentali per implementare elenchi di assistenti familiari e altre figure di sostituzione per l’assistenza di base;
  • inserimenti permanenti in residenza.

Le prestazioni sono assicurate tramite quote dedicate del fondo sanitario regionale e del fondo nazionale politiche sociali, secondo gli indirizzi del piano regionale di salute, del documento di indirizzo economico-funzionale annuale e del piano regionale delle politiche sociali. Il fondo regionale concorre prioritariamente a garantire la copertura dei livelli essenziali di assistenza indicati dalla normativa richiamata.

Ulteriori misure di sostegno economico alle famiglie

Il fondo finanzia anche interventi di sostegno economico integrativi per i nuclei familiari coinvolti nella cura domiciliare. In particolare sono richiamate:

  • l’assegno di cura per nuclei in povertà o fragilità economica legata al carico di cura;
  • l’assistenza indiretta personalizzata per la vita indipendente delle persone con grave disabilità e per il sostegno alle famiglie impegnate nel lavoro di cura.

Ambito territoriale e disciplina applicabile

La legge produce effetti esclusivamente nel territorio della Regione Puglia. L’attuazione si innesta sulla normativa regionale in materia di servizi sociali, sanità integrata e programmazione socio-sanitaria, oltre che sui regolamenti regionali richiamati per accesso, valutazione economica e compartecipazione.

Valutazione di attualità

Il provvedimento non appare obsoleto: istituisce e disciplina un fondo e un sistema di presa in carico ancora funzionalmente rilevanti per la gestione della non autosufficienza, con integrazioni successive in materia di Alzheimer e demenze.

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