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Legge

L.R. Lombardia 11/2025

Legge per il clima: norme per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici. Modifica alla l.r. 26/2003

Normativa regionaleL.R. Lombardia 11/2025

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge lombarda definisce obiettivi e strumenti per neutralità climatica, mitigazione e adattamento, integra tali finalità nella pianificazione regionale e locale, istituisce un Comitato regionale per il clima e prevede misure su energia rinnovabile, edilizia, difesa del suolo, patti territoriali, formazione e supporto ai comuni. Molte disposizioni operative dipendono da atti della Giunta e varie misure hanno copertura finanziaria solo per il 2025-2027.

Legge regionale lombarda sul clima, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici

Legge regionale lombarda per il clima: mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici

La legge definisce il quadro regionale della Lombardia per la neutralità climatica, la riduzione delle emissioni e l’adattamento ai cambiamenti climatici. Essa orienta pianificazione, programmazione, incentivi e interventi settoriali regionali e locali, con applicazione limitata al territorio lombardo e con numerose misure demandate a deliberazioni della Giunta regionale.

Finalità generali e principi di riferimento

La Regione riconosce gli effetti dei cambiamenti climatici su ecosistemi e vita umana e si impegna a:

  • promuovere la neutralità carbonica e le azioni di adattamento per aumentare la resilienza dei territori, anche in caso di eventi emergenziali;
  • contribuire al contenimento dell’aumento della temperatura media globale nel rispetto della normativa internazionale, europea e statale.

Il quadro di riferimento è dato dai principi costituzionali, dagli impegni della Convenzione quadro ONU sui cambiamenti climatici, dall’Accordo di Parigi e dal regolamento (UE) 2021/1119 sul clima.

Politiche regionali di mitigazione

La Regione sviluppa politiche sul cambiamento climatico coerenti con la strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile, con la strategia regionale ambientale, con il Programma regionale di sviluppo sostenibile (PRSS) e con gli strumenti europei di programmazione economica. L’azione regionale punta alla graduale decarbonizzazione dell’economia lombarda, secondo fattibilità tecnica ed economica, e integra le politiche climatiche nella pianificazione e programmazione di settore, anche in materia di protezione civile e antincendio boschivo.

Le misure di mitigazione includono, tra l’altro:

  • riduzione delle emissioni mediante efficienza energetica, rinnovabili e, se consentito dalla normativa statale, energia nucleare;
  • incremento dell’assorbimento di carbonio nei sistemi naturali;
  • cattura e stoccaggio della CO2;
  • sviluppo dell’idrogeno a basse emissioni.

La Regione sostiene iniziative proposte anche da enti pubblici, imprese, cittadini e portatori di interesse, anche tramite partenariato pubblico-privato. I piani e programmi sottoposti a VAS devono concorrere alla neutralità carbonica; la Giunta approva linee guida su impatti climatici, misure di mitigazione/compensazione/adattamento e monitoraggio.

Interventi per la riduzione delle emissioni

La riduzione delle emissioni è perseguita mediante:

  • sostituzione progressiva delle fonti fossili con rinnovabili, anche valorizzando in loco la biomassa legnosa con impianti a basse emissioni;
  • incremento dell’efficienza energetica con tecnologie innovative, inclusi accumulo e stoccaggio;
  • risparmio energetico;
  • riduzione dei consumi tramite comunicazione, sensibilizzazione ed educazione alla sostenibilità;
  • ottimizzazione dell’uso della materia e sviluppo dell’economia circolare.

Assorbimento di carbonio, suolo e foreste

L’incremento dell’assorbimento di carbonio nei sistemi naturali è perseguito tramite:

  • tutela e valorizzazione di capitale naturale, filiera bosco-legno, sistemi verdi, biodiversità e servizi ecosistemici;
  • conservazione del suolo come serbatoio di carbonio organico e tutela della fertilità;
  • monitoraggio avanzato delle aree boscate per stimare il carbonio assorbito e contrastare incendi, tagli abusivi, parassiti ed eventi estremi;
  • gestione sostenibile del suolo e tutela delle aree umide;
  • forestazione rurale, urbana e lungo infrastrutture, con limitazione dell’impatto sull’agricoltura;
  • minimizzazione del consumo di suolo, de-impermeabilizzazione e recupero alla naturalità;
  • rigenerazione urbana e territoriale;
  • gestione forestale attiva e uso del legno a cascata.

Cattura e stoccaggio della CO2

La Regione promuove, in coerenza con la disciplina statale sullo stoccaggio geologico della CO2 e tenendo conto degli impatti ambientali e della priorità della riduzione delle emissioni:

  • tecnologie innovative per cattura e riutilizzo del carbonio;
  • studio delle potenzialità di stoccaggio del territorio lombardo;
  • iniziative sperimentali di stoccaggio.

Politiche di adattamento climatico

La Regione persegue obiettivi di adattamento, anche tramite programmazione negoziata, per tutelare cittadini e territori e aumentare la resilienza. Le azioni riguardano, tra l’altro:

  • protezione delle persone più esposte e informazione sulla salute;
  • prevenzione e riduzione del rischio di eventi calamitosi;
  • resilienza dei sistemi urbani, anche con edilizia bioclimatica e spazi pubblici progettati con criteri di sostenibilità;
  • protezione del patrimonio culturale;
  • incremento di aree verdi, mobilità attiva e intermodalità;
  • protezione di agricoltura, zootecnia e foreste;
  • tutela di capitale naturale, biodiversità e servizi ecosistemici;
  • gestione di ondate di calore, precipitazioni intense, tempeste, siccità e incidenti industriali connessi a rischi naturali;
  • prevenzione del rischio idraulico e idrogeologico, con soluzioni ambientalmente compatibili;
  • uso efficiente dell’acqua e risparmio idrico;
  • accordi con parti sociali per misure contro le emergenze da ondate di calore;
  • promozione dei tetti verdi nelle aree urbane e di rigenerazione.

La Regione elabora scenari climatici, valuta esposizione e vulnerabilità di territori e settori, analizza i rischi per popolazione e beni, sviluppa indicatori climatici e sanitari, mantiene i sistemi di allerta e monitora l’efficacia delle politiche di adattamento.

Strategia integrata di adattamento

La Giunta regionale approva, sentiti gli enti locali, una strategia integrata di adattamento che:

  • ricognisce politiche e interventi settoriali regionali;
  • individua i settori prioritari;
  • indica le tipologie di azioni e misure regionali;
  • valuta il rapporto tra impatti, obiettivi e misure.

La Giunta individua e verifica anche le tempistiche di attuazione. La strategia è aggiornata se necessario dopo l’approvazione del PRSS o nei relativi aggiornamenti annuali.

Pianificazione energetica, ambientale e climatica

Viene modificato l’articolo 30 della l.r. 26/2003, sostituendolo con una disciplina che istituisce la pianificazione regionale energetica, ambientale e climatica composta da:

  • un atto di indirizzo approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta;
  • il Programma regionale energia ambiente e clima (PREAC), approvato dalla Giunta.

Il PREAC definisce obiettivi e misure su:

  • riduzione dei consumi e incremento dell’efficienza;
  • produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • riduzione delle emissioni climalteranti per settori d’uso finali, con esclusione del sistema ETS;
  • decarbonizzazione del sistema produttivo;
  • resilienza del sistema energetico;
  • contrasto alla povertà energetica;
  • strumenti per i comportamenti individuali coerenti con gli obiettivi;
  • monitoraggio delle emissioni e misure correttive;
  • diversificazione delle fonti, privilegiando l’adeguamento degli impianti fossili esistenti.

Il PREAC è integrato con la valutazione ambientale ed è aggiornato ogni cinque anni e comunque quando cambiano gli obiettivi europei o nazionali.

Misure territoriali e difesa del suolo

Gli interventi soggetti al principio di invarianza idraulica e idrologica devono contenere misure di mitigazione, adattamento o compensazione, stabilite dalla Giunta differenziando tra nuove realizzazioni e ristrutturazioni. Gli obiettivi includono, tra gli altri:

  • assorbimento e mantenimento del carbonio nei suoli;
  • rinaturalizzazione, forestazione e de-pavimentazione;
  • riduzione del consumo idrico;
  • uso di materiali sostenibili o riciclati;
  • superfici ad alta riflettanza e ombreggiamento;
  • mobilità sostenibile;
  • riduzione dei rifiuti.

Per gli interventi di difesa del suolo e riduzione del rischio idrogeologico/alluvionale è richiesta la valutazione delle alternative progettuali; nelle aree di laminazione devono essere preferiti interventi integrati che coniughino qualità/risparmio idrico e riduzione del rischio, come soluzioni multifunzionali, rinaturazione, recupero dello spazio fluviale e de-impermeabilizzazione.

Gli studi di impatto ambientale dei progetti soggetti a VIA devono essere redatti sulla base di linee guida regionali per gli impatti climatici.

Produzione di energia rinnovabile e decarbonizzazione dell’edilizia

La Regione promuove la produzione di energia da fonti rinnovabili, incluse biomasse legnose e biocarburanti, nel rispetto del contenimento del consumo di suolo e della tutela ambientale, in coerenza con gli obiettivi nazionali ed europei e con il PNIEC.

In particolare favorisce:

  • progetti innovativi e sperimentali, anche in economia circolare;
  • biogas e biometano da filiere corte, FORSU, reflui zootecnici e biomasse agricole con digestato a basse emissioni;
  • soluzioni che aumentino la biodiversità delle aree interessate.

La Regione promuove anche ricerca e innovazione in ambito nucleare, ove consentito dalla normativa statale, al fine di diversificare le fonti energetiche.

Per la decarbonizzazione dell’edilizia, la Giunta può aumentare gli obblighi di installazione di impianti da fonti rinnovabili negli edifici indicati dal d.lgs. 199/2021 e può estendere gli obblighi anche ad edifici industriali, artigianali e agricoli di nuova costruzione o ristrutturati. Gli obblighi possono essere assolti, in certi casi, con biomassa legnosa secondo requisiti ambientali ed emissivi regionali. La Regione può inoltre incrementare gli obblighi relativi alle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici e definire le modalità applicative.

Le agevolazioni regionali per imprese non obbligate ai sensi del d.lgs. 102/2014 prevedono premialità per chi possiede la certificazione ISO 50001, se il fabbisogno medio annuo supera 50 TEP. Per enti dipendenti, società in house ed enti sanitari la Regione promuove sistemi di gestione dell’energia, contratti EPC e forniture elettriche da rinnovabili; analoghe previsioni valgono per gli immobili di proprietà regionale. L’inosservanza degli obblighi edilizi può comportare il diniego del titolo edilizio o l’assenza del presupposto per l’attività edilizia, oltre alle sanzioni previste dalla normativa richiamata.

Patti territoriali di sostenibilità

La legge riconosce i patti territoriali di sostenibilità come strumento per diffondere pratiche di economia circolare, transizione energetica, adattamento climatico, inclusione sociale e tutela dell’ecosistema locale.

Si tratta di accordi tra enti pubblici, società partecipate, privati, Terzo Settore e altri soggetti interessati. La Regione può sostenerli con risorse dedicate o con criteri di priorità nei bandi regionali, nel rispetto della concorrenza. La Giunta definisce contenuti minimi, modalità e condizioni di accesso alle risorse e ai benefici.

Transizione economica, lavoro e coesione sociale

La Regione sviluppa azioni per favorire nuove opportunità imprenditoriali e occupazionali nell’ambito della decarbonizzazione e dell’adattamento, con attenzione ai soggetti fragili, alla parità di genere e alla giustizia climatica.

La Giunta:

  • individua filiere, settori e aree vulnerabili nella transizione verso un’economia a basse emissioni;
  • promuove le filiere produttive collegate alle nuove tecnologie sostenibili;
  • orienta le politiche di sostegno per una diffusione equilibrata sul territorio delle nuove opportunità.

Formazione, ricerca e innovazione

La Regione promuove formazione, ricerca e innovazione sul cambiamento climatico attraverso:

  • sostegno alla ricerca e a progetti di studio, anche internazionali;
  • rafforzamento dei contenuti climatici nei percorsi scolastici e nella formazione degli insegnanti;
  • percorsi di formazione e aggiornamento professionale per rispondere alle nuove esigenze produttive;
  • collaborazione con le università lombarde, anche post-laurea;
  • formazione e aggiornamento per la pubblica amministrazione;
  • programmi di istruzione e formazione tecnica superiore con università, ITS Academy, enti di ricerca e ordini professionali;
  • sensibilizzazione delle imprese e trasferimento tecnologico per la decarbonizzazione e l’adattamento;
  • riduzione dei consumi idrici e promozione dell’efficienza nell’uso dell’acqua.

Comitato regionale per il clima

È istituito il Comitato regionale per il clima, con funzioni tecnico-consultive a supporto della Regione per:

  • individuare misure di sensibilizzazione sugli impatti climatici;
  • proporre politiche e misure climatiche, incluse possibili misure premiali da inserire nei bandi.

Il Comitato è presieduto dall’assessore competente, comprende un rappresentante ARPA e fino a otto esperti nelle materie indicate dalla legge, ed è rinnovato all’avvio di ogni legislatura e comunque entro sei mesi. Opera in sinergia con il Foro regionale per la ricerca e l’innovazione. Ai componenti spetta il rimborso spese nei limiti stabiliti dalla Giunta.

Supporto regionale alle amministrazioni locali

La Regione sostiene comuni e altre amministrazioni locali nel percorso di mitigazione e adattamento, fornendo supporto tecnico per adeguare piani, programmi e interventi locali e per redigere piani specifici di resilienza e riduzione delle emissioni.

La Giunta può avvalersi degli enti del sistema regionale e di soggetti con competenze specifiche, nel rispetto delle regole sui contratti pubblici. Il programma di assistenza tecnica è definito nell’ambito dei programmi delle attività degli enti dipendenti e delle società in house o con deliberazioni specifiche.

Sinergia delle misure e premialità

Gli obiettivi della legge devono essere perseguiti con integrazione sistemica nelle politiche di settore e con uso coerente delle risorse regionali. Sono previste premialità e criteri di priorità nei finanziamenti per interventi e progetti che concorrono alle politiche regionali di mitigazione e adattamento, salve le specifiche regole sui benefici connessi ai patti territoriali e alle misure edilizie.

Copertura finanziaria e limiti temporali

La legge quantifica e copre le principali spese sul bilancio 2025-2027, tra cui:

  • Comitato regionale per il clima;
  • sviluppo del sistema informativo climatico-sanitario;
  • comunicazione e sensibilizzazione;
  • formazione;
  • sostegno ai patti territoriali di sostenibilità.

In prima applicazione e in fase sperimentale, gli interventi finanziati espressamente sono previsti per l’annualità 2025; per gli esercizi successivi si provvede con le rispettive leggi di bilancio annuali.

Disposizioni transitorie e decorrenze

La Giunta deve adottare diversi atti attuativi entro termini prefissati:

  • 90 giorni per composizione, rinnovo, funzionamento e rimborsi del Comitato;
  • 120 giorni per stabilire misure di mitigazione, adattamento e compensazione sugli interventi soggetti a invarianza idraulica/idrologica;
  • 180 giorni per le linee guida su VAS e VIA relative agli impatti climatici.

Il Comitato regionale per il clima deve essere costituito entro tre mesi dalla deliberazione giuntale prevista per la sua disciplina. Le disposizioni di modifica del PREAC si applicano dal termine del quinquennio decorrente dall’approvazione del PREAC adottato con deliberazione n. XI/7553 del 15 dicembre 2022, salvo anticipazione in caso di mutamenti degli obiettivi europei o nazionali.

Controllo e valutazione

Il Consiglio regionale controlla l’attuazione della legge e valuta i risultati delle politiche climatiche. La Giunta presenta una relazione biennale su interventi, indicatori climatici e sanitari, misure per rinnovabili ed edilizia, patti territoriali, transizione economica, formazione e supporto ai territori. Il Consiglio esamina la relazione secondo il proprio regolamento e la rende pubblica; la Giunta rende accessibili i dati raccolti. Il Comitato paritetico di controllo e valutazione e la commissione competente possono indicare priorità conoscitive.

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