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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 2461/2025 del 02/02/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione del decreto della Corte d'appello di Trento che aveva confermato il rigetto, da parte del Tribunale di Bolzano, dell'istanza di esdebitazione ai sensi dell'art. 142 l. fall. per una condanna di Bernhard Alber per omesso versamento delle ritenute previdenziali/assistenziali ritenuta 'connessa' con l'esercizio dell'attività di impresa. Il ricorrente deduceva (i) violazione dell'art. 142 l. fall. perché il reato contestato sarebbe stato commesso come datore di lavoro e non come imprenditore e quindi non rientrerebbe nella fattispecie ostativa salvo riabilitazione; (ii) errata esclusione dell'equipollenza tra la riabilitazione penale e l'esito positivo dell'affidamento in prova ai servizi sociali; (iii) omissione di valutazione del requisito oggettivo dell'art. 142, comma 2 (percentuale di soddisfacimento dei creditori), sostenendo che tale requisito era stato superato oltre la soglia richiesta.

La decisione

Il ricorso è stato respinto. La Corte ha ritenuto che: (1) il delitto di omesso versamento delle ritenute fosse stato commesso in connessione con l'esercizio dell'attività di impresa (con valore di strumentalità, avendo aumentato la liquidità aziendale) e pertanto costituisse causa ostativa all'esdebitazione; (2) l'art. 142, comma 1, n. 6, l. fall. richiama espressamente la riabilitazione ex art. 178 c.p. (termine al singolare e rinvio a uno specifico istituto), per cui non è possibile estendere per interpretazione quel riferimento all'affidamento in prova, nonostante l'affidamento potesse estinguere gli effetti penali ai fini della recidiva; (3) la differenza di ratio e di presupposti tra la riabilitazione e l'affidamento in prova impedisce l'equiparazione richiesta dal ricorrente; (4) il secondo motivo (mancata valutazione dell'art. 142, comma 2) è inammissibile perché la Corte territoriale aveva ritenuto assorbente l'eccezione relativa alla mancanza di riabilitazione, sicché la questione non è stata esaminata in merito e non poteva essere riesaminata in sede di legittimità. Conseguentemente il ricorso è rigettato.

Norme richiamate

  • art. 142, comma 1, n. 6, legge fallimentare

    condanna per delitti compiuti "in connessione con l'esercizio dell'attività d'impresa"

    La Corte interpreta l'espressione come riferimento al legame concreto (presupposizione o strumentalità) tra reato e attività imprenditoriale; il richiamo alla riabilitazione è al singolare e rinvia allo specifico istituto degli artt. 178 e ss. c.p., perciò non può essere esteso all'affidamento in prova.

  • art. 178 cod. pen. (riabilitazione)

    La riabilitazione ex art. 178 c.p. è l'istituto espressamente richiamato dall'art. 142 l.f. come condizione per superare l'ostatività: ha presupposti e finalità specifiche (espiazione/estinzione della pena e periodo successivo di buona condotta) diversi dall'affidamento in prova.

  • art. 47, comma 12, l. 354/1975 (affidamento in prova ai servizi sociali)

    "l'esito positivo del periodo di prova estingue la pena detentiva ed ogni altro effetto penale"

    L'affidamento con esito positivo estingue la pena e gli effetti penali ai sensi dell'art. 47/12; tuttavia, nonostante l'equipollenza degli effetti penali in alcuni ambiti (es. recidiva), la differente ratio e presupposti impediscono di considerarlo automaticamente equivalente alla riabilitazione ai fini dell'esdebitazione.

  • art. 106, comma 2, cod. pen.

    Richiamato per l'effetto che, se una causa di estinzione elimina anche gli effetti penali, la condanna non può essere tenuta in conto per la recidiva; la giurisprudenza ha usato questo principio per valutare gli effetti dell'affidamento positivo, ma non ciò non basta a sovvertire il richiamo specifico della legge fallimentare alla riabilitazione.

  • art. 20 cod. pen. (pena accessoria/effetti penali)

    Utilizzato per definire che le pene accessorie rientrano negli "effetti penali" estinti dall'esito positivo dell'affidamento in prova.

  • art. 120, comma 1, codice della strada

    "fatti salvi gli effetti di provvedimenti riabilitativi"

    Citato per confronto: la formulazione plurale e generale del codice della strada consente di ricomprendere più provvedimenti riabilitativi (anche l'affidamento positivo), ma la legge fallimentare usa un rinvio formale e specifico che non si presta all'analoga lettura estensiva.

  • legge 9 gennaio 2019, n. 3

    Esaminata nella motivazione per segnalare che la decisione opera nel quadro normativo anteriore ad alcune modifiche (la pronuncia si attiene al regime previgente rispetto a specifiche modifiche introdotte dalla l. 3/2019).

Massime di principio

  • Per ottenere l'esdebitazione quando si è stati condannati per reati elencati dall'art. 142 l. fall., se la condanna è stata ritenuta "in connessione con l'esercizio dell'attività di impresa" è necessario ottenere la riabilitazione ex art. 178 c.p., salvo che la legge disponga diversamente.
  • La 'connessione' tra reato e impresa si valuta concretamente: può consistere in 'presupposizione' (il reato non sarebbe stato possibile senza l'attività) o in 'strumentalità' (il reato ha agevolato l'attività imprenditoriale). La valutazione è fattuale e compete al giudice di merito.
  • L'esito positivo dell'affidamento in prova estingue la pena e gli effetti penali ai fini della recidiva, ma, secondo questo indirizzo di legittimità, non è automaticamente equivalente alla riabilitazione ai fini dell'esdebitazione quando la legge fallimentare richiama espressamente la riabilitazione.
  • Prima di proporre ricorso in cassazione, è fondamentale che il giudice di merito si sia pronunciato su tutte le questioni rilevanti (es. percentuale di soddisfacimento dei creditori ex art. 142, comma 2): le questioni ritenute assorbite dal giudice di merito non saranno riesaminate in sede di legittimità.
  • In casi simili è opportuno verificare il quadro normativo applicabile temporalmente (modifiche legislative intervenute dopo la condanna o dopo l'affidamento in prova possono incidere sull'esito), e valutare la strategia difensiva: ottenere la riabilitazione formale quando possibile o contestare in fatto la sussistenza del nesso di connessione con l'attività d'impresa.

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