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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-329/22

Sentenza della Corte (Decima Sezione) del 7 dicembre 2023. — Zamestnik izpalnitelen direktor na Darzhaven fond « Zemedelie » contro IW. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Varhoven administrativen sad. — Rinvio pregiudiziale – Agricoltura – Finanziamento da parte del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr) – Regolamento (UE) n. 1305/2013 – Sostegno allo sviluppo rurale – Articolo 29, paragrafo 3 – Agricoltura biologica – Sostegno finanziario alla produzione biologica in conversione – Nozioni di “primo periodo” e di “periodo di conversione” – Regolamento (CE) n. 889/2008 – Apicoltura biologica – Periodo minimo di conversione – Articolo 38, paragrafo 3 – Regolamento (CE) n. 834/2007 – Articolo 17 – Conversione. — Causa C-329/22

Giurisprudenza europea62022CJ0329

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha risposto a un rinvio della Corte suprema amministrativa bulgara relativo a un diniego di aiuto FEASR per la conversione di apiari all’apicoltura biologica. Ha chiarito che il periodo minimo di conversione di un anno per i prodotti dell’apicoltura è armonizzato dal regolamento n. 889/2008 e può essere assunto dallo Stato membro come limite massimo del sostegno. La pronuncia conferma l’ampio margine nazionale nell’attuazione della misura, purché resti allineata ai periodi di conversione fissati dal diritto UE per ciascun tipo di produzione.

Sostegno FEASR per la conversione all’apicoltura biologica: gli Stati membri possono limitare il periodo finanziabile al periodo minimo armonizzato di conversione.

La questione giuridica

Se l’articolo 29, paragrafo 3, seconda frase, del regolamento (UE) n. 1305/2013 consenta a uno Stato membro di prevedere, per la misura di sostegno alla conversione all’agricoltura biologica, che il finanziamento sia limitato al periodo minimo di conversione previsto dalla normativa UE per l’apicoltura; se tale facoltà possa essere esercitata in astratto in base al tipo di produzione e non al singolo caso; e se le nozioni di «primo periodo» e di «periodo di conversione» coincidano oppure no.

Principio di diritto

L’articolo 29, paragrafo 3, seconda frase, del regolamento n. 1305/2013 non osta a una disciplina nazionale che, per la conversione degli apiari all’apicoltura biologica, limiti il sostegno al solo periodo minimo di conversione armonizzato dall’articolo 38, paragrafo 3, del regolamento n. 889/2008. Gli Stati membri possono quindi fissare, in funzione del tipo di produzione e non delle peculiarità del singolo caso, un periodo massimo di finanziamento coincidente con il periodo di conversione previsto dal diritto dell’Unione, e possono prevedere che il primo periodo di impegno sia più breve rispetto alla durata generale di cinque-sette anni; le nozioni di «primo periodo» e di «periodo di conversione» non sono sinonime.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Regolamento (UE) n. 1305/2013
  • Articolo 29, paragrafo 3, regolamento (UE) n. 1305/2013
  • Regolamento (CE) n. 834/2007
  • Articolo 2, lettera h), regolamento (CE) n. 834/2007
  • Articolo 17, regolamento (CE) n. 834/2007
  • Regolamento (CE) n. 889/2008
  • Articolo 36, paragrafo 1, regolamento (CE) n. 889/2008
  • Articolo 37, paragrafo 1, regolamento (CE) n. 889/2008
  • Articolo 38, regolamento (CE) n. 889/2008
  • Articolo 38, paragrafo 3, regolamento (CE) n. 889/2008

Sostegno FEASR per la conversione all’apicoltura biologica: limiti del periodo finanziabile

La sentenza riguarda un rinvio pregiudiziale del Varhoven administrativen sad (Corte suprema amministrativa, Bulgaria) in materia di sostegno allo sviluppo rurale FEASR per la misura "Agricoltura biologica". La controversia nasce dal diniego di aiuto a un apicoltore per la conversione degli apiari alla produzione biologica.

Fatti e procedimento principale

IW aveva chiesto il sostegno per il 2016, per il secondo anno consecutivo, nell’ambito del capitolo "Apicoltura biologica" della misura 11 del programma bulgaro 2014-2020. L’amministrazione aveva respinto la domanda sostenendo che non fosse rispettato l’obbligo di non superare i periodi minimi di conversione. Dopo due gradi di giudizio amministrativo, la controversia è giunta in cassazione dinanzi al giudice del rinvio.

Questioni pregiudiziali

Il giudice bulgaro ha chiesto, in sostanza:

  • se l’articolo 29, paragrafo 3, seconda frase, del regolamento n. 1305/2013 consenta di limitare il sostegno al solo periodo minimo di conversione;
  • se gli Stati membri possano fissare tale limite in astratto in base al tipo di produzione;
  • se l’espressione "primo periodo" coincida con "periodo di conversione" oppure indichi una fase distinta;
  • se il sostegno per la conversione possa essere finanziato per un periodo più breve rispetto alla durata generale quinquennale-settennale degli impegni.

Normativa rilevante

La Corte richiama:

  • il regolamento (CE) n. 834/2007, in particolare la definizione di "conversione" all’articolo 2, lettera h), e l’articolo 17 sulla conversione;
  • il regolamento (CE) n. 889/2008, soprattutto l’articolo 38, paragrafo 3, che prevede per i prodotti dell’apicoltura un periodo minimo di un anno;
  • il regolamento (UE) n. 1305/2013, in particolare l’articolo 29, paragrafo 3, sulla durata degli impegni e sulla possibilità di un "primo periodo più breve".

Ragionamento della Corte

La Corte rileva anzitutto che gli articoli 36, paragrafo 1, e 37, paragrafo 1, del regolamento n. 889/2008 non sono pertinenti alla fattispecie, perché riguardano rispettivamente vegetali e prodotti vegetali, non l’apicoltura. Al contrario, l’articolo 38, paragrafo 3, è direttamente applicabile e fissa un periodo minimo armonizzato per i prodotti dell’apicoltura.

Quanto all’articolo 29, paragrafo 3, del regolamento n. 1305/2013, la Corte osserva che:

  • la nozione di "conversione" è già definita dal regolamento n. 834/2007;
  • il "primo periodo" non coincide con il "periodo di conversione", ma indica il primo periodo di impegno assunto dal beneficiario nell’ambito della misura;
  • gli Stati membri dispongono di un margine di discrezionalità nell’attuazione dei programmi di sviluppo rurale, ma devono rispettare i periodi di conversione armonizzati dal diritto UE.

Ne consegue che uno Stato membro può prevedere che il sostegno per la conversione all’apicoltura biologica sia concesso solo per il periodo minimo di un anno previsto dall’articolo 38, paragrafo 3, del regolamento n. 889/2008. Questa scelta è coerente con la logica della misura, che mira a compensare i costi aggiuntivi e il mancato guadagno durante la fase di transizione, evitando al contempo il doppio finanziamento.

Decisione e dispositivo

La Corte dichiara che l’articolo 29, paragrafo 3, seconda frase, del regolamento n. 1305/2013:

  • non osta a una disposizione nazionale che limiti il sostegno per la conversione all’apicoltura biologica al periodo minimo di conversione previsto dall’articolo 38, paragrafo 3, del regolamento n. 889/2008;
  • consente agli Stati membri di fissare un periodo massimo di sostegno allineato al periodo di conversione armonizzato dal diritto UE in funzione del tipo di produzione;
  • consente quindi di prevedere un sostegno per un periodo più breve della durata generale di cinque-sette anni.

Principio affermato

La misura di sostegno alla conversione biologica può essere temporalmente ancorata al periodo minimo di conversione armonizzato per la specifica produzione; nel settore apistico, il limite di un anno è compatibile con il diritto dell’Unione.

Come è indicizzato

Materieagricoltura biologicasviluppo ruralefeasrapicoltura biologicaaiuti pubblici agricoli

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