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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 18401/2025 del 15/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha accertato la violazione di legge in relazione agli artt. 420-ter e 178, lett. c), c.p.p. e agli artt. 24 e 111 Cost., ha annullato senza rinvio la sentenza di appello e quella di primo grado e ha trasmesso gli atti al Tribunale di Trieste per il prosieguo.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione del diritto di difesa: il difensore della ricorrente ha chiesto il rinvio dell'udienza del 1° luglio 2022 per concomitanti impegni professionali (interrogatorio di indagato detenuto presso la Casa Circondariale di Salerno e discussione davanti al G.U.P. del Tribunale di Salerno). Il Tribunale aveva rigettato la richiesta ritenendo la comunicazione tardiva; il ricorso in Cassazione deduce che l'impedimento era stato tempestivamente documentato e che ricorrevano i requisiti dell'art. 420-ter c.p.p., nonché che il Tribunale non ha valutato né motivato la prevalenza dell'impegno contestato.

Norme richiamate

  • art. 420-ter c.p.p.

    Disciplina l'impedimento del difensore per concomitanti impegni professionali: l'impedimento dà luogo a impossibilità a comparire se prospettato tempestivamente, con indicazione delle ragioni essenziali, assenza di altro codifensore e impossibilità di sostituto.

  • art. 178, lett. c) c.p.p.

    Norma richiamata in relazione alla nullità per violazione del diritto di difesa; il rigetto non adeguatamente motivato di una istanza di rinvio può integrare vizio di nullità rilevante in Cassazione.

  • art. 24 Cost.

    Principio costituzionale del diritto alla difesa invocato come parametro di legittimità procedurale.

  • art. 111 Cost.

    Garanzia del giusto processo: impone che le decisioni procedurali rilevanti (come il rigetto di richieste di rinvio) siano motivate e rispettino il diritto di difesa.

  • art. 640 c.p.

    Norma del codice penale relativa al reato di truffa, contestato alla ricorrente nei gradi di merito (richiamata nella parte fattuale).

  • art. 159 c.p.p.

    Richiamata in relazione alla sospensione del termine di prescrizione: la minaccia di prescrizione non costituiva elemento decisivo per negare il rinvio, essendo il reato ancora ben lontano dalla prescrizione e comunque soggetto a sospensione.

  • art. 102 c.p.p.

    Riguarda la possibilità di avvalersi di un difensore sostituto: l'impossibilità di nominare un sostituto va documentata quando invocata quale causa dell'impedimento.

Massime di principio

  • La richiesta di rinvio per concomitanti impegni professionali del difensore costituisce legittimo impedimento se tempestivamente comunicata e documentata; la tempestività non richiede necessariamente che l'impegno sia sorto prima della fissazione dell'udienza.
  • Il giudice di merito deve valutare concretamente e motivare la prevalenza di un impegno rispetto ad un altro; la mera constatazione della comunicazione tardiva (es. due giorni prima) è insufficiente senza adeguata motivazione.
  • Impegni in procedimenti con imputati detenuti possono giustificare priorità rispetto a procedimenti con imputati in libertà, e ciò va tenuto in considerazione dal giudice.
  • Se il rigetto dell'istanza di rinvio non è adeguatamente motivato rispetto ai criteri dell'art. 420-ter c.p.p., si configura violazione del diritto di difesa e ciò può determinare l'annullamento della sentenza anche senza rinvio motivato al grado superiore.
  • La sola prossimità del termine di prescrizione non è automaticamente elemento idoneo a negare un rinvio, soprattutto se il termine non è prossimo o è soggetto a sospensione.

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