Sentenza n. 828/2026 - Genova, Sezione 1
per l’annullamento del provvedimento del Segretario Comunale - Responsabile del Settore Finanziario 11 dicembre 2021 n. 127, -OMISSIS-di concessione per occupazione temporanea di suolo pubblico in località Manarola -OMISSIS-. Provvedimento definitivo di rigetto”, e per l’annullamento di ogni atto al medesimo preparatorio, presupposto, conseguente e comunque connesso, ed in particolare: i) in parte qua, del Regolamento per la disciplina del canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico e di esposizione pubblicitaria e del canone mercatale approvato con deliberazione del Consiglio comunale 30 aprile 2021 n. 11 e s.m.i.; ii) della deliberazione della Giunta comunale -OMISSIS-, recante divieto di concessione di suolo pubblico a fini commerciali nelle Piazze di Riomaggiore e Manarola; iii) della comunicazione di motivi ostativi -OMISSIS-.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di concessione per l’occupazione temporanea di suolo pubblico a fini commerciali in una piazza di Manarola, adottato sulla base del divieto comunale di nuove occupazioni commerciali
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha impugnato il diniego comunale adottato in riedizione del potere, successiva all’annullamento d’ufficio del precedente diniego per omessa comunicazione di avvio del procedimento. Ha dedotto: 1) violazione dell’art. 1, commi 816 e seguenti, l. 160/2019, dell’art. 9 del regolamento comunale sul canone patrimoniale e della deliberazione della Giunta comunale, nonché violazione dei principi di cristallizzazione della disciplina e di effettività della tutela, difetto di presupposto, istruttoria e motivazione e travisamento, sostenendo che il divieto comunale fosse sopravvenuto rispetto all’istanza e all’annullamento d’ufficio del precedente diniego e non fosse quindi applicabile; la ricorrente ha inoltre invocato la possibilità di ottenere una concessione in deroga. 2) Violazione o elusione del principio del one shot temperato, dell’effettività della tutela giurisdizionale e dell’art. 97 Cost., assumendo che il Comune avesse respinto per la terza volta la richiesta sulla base di una ragione nuova e diversa da quelle precedentemente dedotte. 3) Illegittimità derivata del diniego per illegittimità dell’art. 9 del regolamento comunale e della deliberazione della Giunta, per violazione dell’art. 1, commi 816 e 821, l. 160/2019 e incompetenza, sostenendo che la disciplina in materia di concessioni di suolo pubblico spettasse al Consiglio comunale e non alla Giunta. 4) In via subordinata, illegittimità derivata della deliberazione della Giunta per violazione della disciplina sulle concessioni di beni pubblici, eccesso di potere, difetto di presupposto, istruttoria e motivazione, illogicità, travisamento e contraddittorietà, poiché il divieto avrebbe riguardato tutte le piazze comunali senza specifiche ragioni concrete, non essendo sufficiente il generico richiamo alla fruibilità collettiva degli spazi.
La decisione
Il TAR ha respinto l’eccezione comunale di inammissibilità o improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, riconoscendo l’interesse della società a una pronuncia utile al riesercizio del potere, considerata la fisiologica reiterazione stagionale delle richieste di occupazione temporanea. Nel merito ha rigettato il ricorso. Il primo motivo è stato ritenuto infondato perché il precedente giudizio si era concluso con cessazione della materia del contendere conseguente all’annullamento d’ufficio del precedente diniego per ragioni meramente procedimentali; non vi era quindi una statuizione sulla spettanza del bene della vita né uno specifico effetto conformativo. In sede di riedizione del potere poteva pertanto applicarsi lo ius superveniens secondo il principio tempus regit actum. È stata inoltre esclusa la possibilità di una deroga non prevista dalle fonti regolamentari o dagli atti amministrativi generali. Il secondo motivo è stato respinto perché il principio del one shot non opera in presenza di ius superveniens. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile: l’art. 9 del regolamento comunale attribuisce al Consiglio la disciplina generale, stabilendo il divieto di nuove concessioni commerciali rispetto a quelle già esistenti al 31 dicembre dell’anno precedente, e rimette alla Giunta sia la possibilità di derogare al divieto sia quella di introdurre ulteriori limitazioni oggettive e di rafforzare il divieto in specifiche aree, anche rispetto a rinnovi. Non sussiste quindi violazione della competenza consiliare prevista dall’art. 1, commi 816 e 821, l. 160/2019. Il quarto motivo è stato respinto perché il divieto rientra nell’ampia discrezionalità dell’ente locale ed è sindacabile solo per macroscopica irragionevolezza o illogicità, non ravvisate nel caso concreto. La destinazione degli spazi pubblici alla fruizione collettiva rende coerente la limitazione delle occupazioni esclusive e non impone una particolare motivazione sul bilanciamento degli interessi. La società è stata condannata alle spese di lite, liquidate in euro 2.000, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 1, commi 816 e 821, l. 160/2019
La disciplina generale del canone e delle concessioni di occupazione del suolo pubblico è rimessa al Consiglio comunale; nel caso concreto l’art. 9 del regolamento, adottato dal Consiglio, ha legittimamente previsto un divieto generale e attribuito alla Giunta poteri di deroga e di introduzione di ulteriori limitazioni oggettive.
art. 9 del regolamento comunale sul canone patrimoniale di occupazione del suolo pubblico
La disposizione stabilisce il divieto generale di nuove concessioni commerciali rispetto a quelle già in essere al 31 dicembre dell’anno precedente e consente alla Giunta di derogare al divieto o di rafforzarlo individuando specifiche aree e limitando anche rinnovi.
art. 10-bis l. 241/1990
Il principio del one shot temperato non impedisce all’amministrazione di applicare una disciplina sopravvenuta quando il precedente giudizio si sia concluso senza una statuizione sulla spettanza del bene della vita o uno specifico effetto conformativo.
art. 97 Cost.
Il richiamo ai principi di buon andamento e imparzialità non impedisce la riedizione del potere con applicazione dello ius superveniens, in assenza di un vincolo conformativo derivante dal precedente giudizio.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La controversia è stata decisa all’udienza secondo il rito camerale previsto dalla disposizione.
Massime di principio
- Quando un precedente giudizio si conclude per cessazione della materia del contendere in seguito all’annullamento d’ufficio dell’atto impugnato per ragioni meramente procedimentali, senza accertamento della spettanza del bene della vita e senza specifico effetto conformativo, l’amministrazione, nel rieditare il potere, può applicare la disciplina sopravvenuta secondo il principio tempus regit actum.
- Il principio del one shot temperato non preclude all’amministrazione di fondare il nuovo provvedimento su una disciplina sopravvenuta, quando il precedente giudizio non abbia imposto un preciso vincolo conformativo né definito nel merito la spettanza del bene richiesto.
- La possibilità di derogare a un divieto di occupazione di suolo pubblico deve risultare da una previsione regolamentare o da un atto amministrativo generale; non può essere riconosciuta in via pretoria o sulla base della sola richiesta dell’interessato.
- È legittimo che il regolamento comunale stabilisca un divieto generale di nuove concessioni commerciali di suolo pubblico e attribuisca alla Giunta il potere di derogare al divieto o di introdurre ulteriori limitazioni oggettive e territoriali, purché tali poteri siano previsti dal regolamento adottato dall’organo competente.
- Le scelte dell’ente locale volte a preservare la fruizione collettiva degli spazi pubblici rientrano nell’ampia discrezionalità amministrativa e sono sindacabili solo in presenza di macroscopica irragionevolezza o illogicità; la sottrazione di spazi pubblici all’uso esclusivo privato non richiede, di per sé, una motivazione analitica sul bilanciamento degli interessi.
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