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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 31938/2024 del 11/12/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di avviso di pagamento di € 5.860,82 (poi rideterminati in € 5.706,18) per presunta indebito utilizzo dell'agevolazione sulle accise per il gasolio impiegato nei filobus. L'Agenzia sosteneva che le agevolazioni spettano solo agli "autoveicoli" secondo il codice della strada (art. 54 d.lgs. 285/1992) e che i filobus rientrano nella categoria dei "filoveicoli" (art. 55) e quindi non potevano beneficiare delle riduzioni quando il gasolio non alimenta direttamente le ruote ma serve a produrre energia elettrica per le batterie. ATC Esercizio contestava, sostenendo che l'agevolazione è riferita all'attività di trasporto pubblico di persone e non alla tipologia tecnica del mezzo, per cui il gasolio impiegato a supporto dei filobus ibridi elettrici rientra nella disciplina agevolativa.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Dogane. Ha affermato che le agevolazioni in tema di accise per il gasolio, previste originariamente per l'autotrasporto merci e poi estese al trasporto pubblico di persone dall'art. 5 del d.l. 452/2001, hanno finalità di sostegno all'attività economica del trasporto su strada e non sono vincolate alla specifica qualificazione tecnica del veicolo. Pertanto l'uso del gasolio per alimentare generatori che ricaricano batterie nei filobus ibridi elettrici rientra nell'ambito dell'agevolazione. La Corte ha inoltre condannato l'Agenzia al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 giugno 2000, n. 277

    Norma originaria che riconosceva agevolazioni sulle accise per il gasolio destinato all'autotrasporto; nella giurisprudenza e nella sentenza è richiamata come fonte storica dell'agevolazione per autotrazione e come riferimento normativo collegato all'estensione operata dal d.l. 452/2001.

  • d.l. 28 dicembre 2001, n. 452, art. 5, comma 2

    «La riduzione prevista al comma 1 si applica, altresì, ai seguenti soggetti: a) agli enti pubblici ed alle imprese pubbliche locali esercenti l'attività di trasporto di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n. 422, e relative leggi regionali di attuazione; b) alle imprese esercenti autoservizi di competenza statale, regionale e locale di cui alla legge 28 settembre 1939, n. 1822, al Regolamento (CEE) n. 684/92 del Consiglio del 16 marzo 1992, e successive modificazioni, e al citato decreto legislativo n. 422 del 1997; c) agli enti pubblici e alle imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico per trasporto di persone».

    Estende l'ambito applicativo dell'agevolazione al trasporto pubblico di persone; secondo la Corte la disposizione riflette una scelta di politica economica/sociale volta a compensare i costi del combustibile per l'esercizio dell'attività di trasporto, perciò l'agevolazione è riferita all'attività e non esclusivamente alla tipologia tecnica del veicolo.

  • d.lgs. 30 aprile 1992, n. 285, artt. 54 e 55

    «[...] veicoli a motore elettrico non vincolati da rotaie e collegati a una linea aerea di contatto per l’alimentazione»

    Art. 54 elenca le categorie di 'autoveicoli'; art. 55 definisce i 'filoveicoli' (filobus). L'Agenzia aveva fondato il rifiuto sull'esclusione dei filobus dalla definizione di autoveicolo. La Corte ha ritenuto però secondaria questa tassonomia rispetto alla finalità dell'agevolazione, che è legata all'attività di trasporto pubblico.

  • L. 28 dicembre 2015, n. 208, art. 1, comma 645

    Richiama la terminologia 'veicoli' in luogo di 'autoveicoli' ma, secondo la Corte, tale richiamo non muta la sostanza della disciplina agevolativa; non vana l'argomentazione dell'Amministrazione sul punto.

  • Decisione del Consiglio dell'Unione Europea n. 362 del 2002

    Fornisce la base comunitaria che autorizza gli Stati membri a introdurre esenzioni o riduzioni di accisa per considerazioni politiche e socio-economiche; la Corte la cita per spiegare che le agevolazioni italiane hanno motivazione di politica economica/sociale e sono indirizzate all'attività di trasporto su strada piuttosto che alla specifica tipologia di veicolo.

  • Direttiva 92/81/CEE (art. 8, par. 4) richiamata

    Citata come fonte normativa comunitaria che consente l'autorizzazione a misure di esenzione o riduzione delle accise in presenza di specifiche considerazioni di politica pubblica; supporta l'interpretazione che lo Stato possa concedere agevolazioni per ragioni economiche e sociali.

Massime di principio

  • Le agevolazioni sulle accise per il gasolio riconosciute per il trasporto su strada devono essere interpretate in funzione della finalità di sostegno all'attività economica del trasporto e non esclusivamente in base alla qualificazione tecnica del mezzo.
  • Se il gasolio è utilizzato nell'ambito dell'esercizio del trasporto pubblico di persone (anche indirettamente, per esempio per alimentare generatori che ricaricano batterie che muovono il veicolo), può rientrare nell'agevolazione purché sia effettivamente funzionale all'attività di trasporto.
  • La classificazione del veicolo come 'filoveicolo' o la sua esclusione dalla definizione tecnica di 'autoveicolo' nel codice della strada non è di per sé ostativa al riconoscimento del beneficio quando la ratio normativa è la compensazione del costo del carburante per l'esercizio dell'attività.
  • Le misure agevolative in materia di accise, pur essendo eccezionali, vanno interpretate tenendo conto anche del contesto comunitario e delle autorizzazioni dell'UE a misure compensative per ragioni socio-economiche.
  • Nelle situazioni analoghe è opportuno documentare che l'impiego del carburante è funzionalmente connesso all'attività di trasporto (quantitativi, destinazione d'uso, modalità di impiego) per ottenere o difendere l'agevolazione.

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