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Legge

L.R. Veneto 23/2017

Promozione e valorizzazione dell'invecchiamento attivo.

Normativa regionaleL.R. Veneto 23/2017

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina per il Veneto politiche integrate per l’invecchiamento attivo: partecipazione sociale, formazione, salute, cultura, turismo sociale, lavoro e domiciliarità. Prevede un Piano triennale e un programma annuale di attuazione, una Consulta regionale e bandi per progetti sperimentali. Abroga la legge regionale n. 9/2010 sul servizio civile degli anziani.

Promozione dell’invecchiamento attivo nella Regione Veneto

Promozione e valorizzazione dell’invecchiamento attivo

La legge della Regione Veneto promuove il ruolo delle persone adulte e anziane nella comunità, valorizzandone partecipazione, autonomia, benessere e contributo sociale, culturale ed economico. La disciplina si applica nel territorio regionale e si fonda su politiche integrate, programmazione triennale e coinvolgimento di enti locali, ULSS, terzo settore e associazionismo.

Finalità, principi e definizioni

La Regione riconosce le persone anziane come risorsa per la comunità e contrasta esclusione, pregiudizi e discriminazioni. Vengono valorizzate le esperienze di vita e il patrimonio relazionale maturato nel tempo, con attenzione specifica alle donne anziane. Ai fini della legge:

  • l’“invecchiamento” è il processo che accompagna l’intero arco della vita, con differenze individuali da riconoscere e valorizzare;
  • l’“invecchiamento attivo” è il processo che sostiene identità personale, progetto di vita, benessere, salute, sicurezza e partecipazione sociale, economica, culturale e spirituale.

Programmazione degli interventi e governance

La Regione persegue le finalità della legge tramite interventi coordinati negli ambiti di prevenzione, salute e sicurezza, partecipazione, formazione permanente, lavoro, cultura e turismo sociale, sport e tempo libero, volontariato, politiche abitative e ambientali. La programmazione si sviluppa in sinergia con Comuni, Aziende ULSS, soggetti del territorio e attraverso i Piani di zona.

La Giunta regionale definisce indirizzi e strategie e avvia, d’intesa con le rappresentanze sociali, un Piano triennale sull’invecchiamento attivo. Il Piano integra politiche e risorse regionali, coordina interventi regionali e territoriali, e indica modalità, azioni e risorse. Alla sua redazione partecipano i componenti della Consulta regionale per l’invecchiamento attivo; l’approvazione spetta al Consiglio regionale su proposta della Giunta, sentite le rappresentanze sociali.

L’attuazione è coordinata dall’Assessore competente in materia di politiche sociali e dalla struttura regionale competente, che opera tramite un tavolo di lavoro permanente tra le strutture regionali interessate. Il tavolo predispone un programma annuale di attuazione, presentato alle rappresentanze sociali e alla Consulta e approvato dalla Giunta.

Soggetti attuatori e rete territoriale

La Regione promuove e sostiene la partecipazione delle persone anziane in collaborazione con una rete ampia di soggetti, tra cui:

  • Comuni, singoli o associati, con priorità per quelli associati;
  • Aziende ULSS;
  • centri servizi e strutture residenziali;
  • istituzioni scolastiche e universitarie e organismi di formazione accreditati;
  • associazioni di rappresentanza delle persone anziane;
  • associazioni di tutela dei consumatori e degli utenti;
  • enti e associazioni senza scopo di lucro, cooperazione sociale, Università del volontariato e della terza età, nonché soggetti privati operanti negli ambiti della legge.

Partecipazione attiva, volontariato e progetti sperimentali

La legge incentiva la partecipazione delle persone anziane alla vita di comunità, anche tramite volontariato, associazionismo e cittadinanza attiva. Le iniziative possono tradursi in progetti sociali finalizzati al benessere collettivo e inseriti prioritariamente in specifici protocolli operativi nell’ambito dei Piani di zona.

La Giunta regionale sostiene, tramite specifici bandi e secondo procedure di legge, progetti sperimentali proposti dai soggetti attuatori per:

  • sviluppare l’impegno degli anziani nella comunità e reti di supporto territoriali integrate;
  • realizzare servizi innovativi per l’invecchiamento attivo.

La famiglia è riconosciuta come risorsa fondamentale: la Regione promuove azioni di sostegno integrato alle famiglie per favorire la permanenza dell’anziano nel proprio contesto domiciliare. Sono previste anche azioni specifiche per le persone anziane che vivono sole, al fine di garantire qualità della vita, domiciliarità e partecipazione alla comunità.

Attività di utilità sociale e rimborsi

Sono qualificate come attività di utilità sociale, tra le altre, la sorveglianza in scuole, parchi, manifestazioni ed eventi pubblici; la tutela dell’ambiente e della cultura locale; la gestione di terreni per orticoltura e giardinaggio; l’aiuto e l’accompagnamento di persone in difficoltà; la diffusione della conoscenza dei servizi territoriali; la promozione dell’abitare sociale; la valorizzazione del patrimonio culturale e degli antichi mestieri.

Alle persone anziane impegnate nei progetti di invecchiamento attivo può essere riconosciuto, tramite Comuni, associazioni di volontariato o associazioni di promozione sociale iscritte ai registri regionali, un rimborso forfettario delle spese sostenute e crediti sociali fruibili in servizi regolati dagli enti locali promotori.

Lavoro, completamento dell’attività lavorativa e formazione

La Regione favorisce, nel rispetto della normativa vigente e d’intesa con le rappresentanze sociali, interventi sociali che agevolino:

  • il completamento della vita lavorativa;
  • la preparazione al pensionamento;
  • il trasferimento di competenze ai lavoratori più giovani.

In materia di formazione, la legge valorizza l’apprendimento permanente lungo tutto l’arco della vita e prevede sostegno regionale a percorsi formativi per migliorare la comprensione della realtà sociale, aggiornare chi opera con le persone anziane, promuovere educazione permanente e favorire la formazione inter- e intragenerazionale, anche tramite Università del volontariato e della terza età e progetti europei. Sono inoltre previsti protocolli con scuole, università e organismi accreditati per la trasmissione di saperi da parte degli anziani alle nuove generazioni.

La Giunta promuove anche percorsi e campagne su:

  • invecchiamento attivo, cittadinanza attiva e volontariato;
  • stili di vita sani, alimentazione corretta, attività motoria e consumo sostenibile;
  • sicurezza domestica e stradale;
  • contrasto alle dipendenze;
  • prevenzione di truffe e raggiri;
  • sviluppo di competenze per attività di sostegno, accompagnamento e trasporto sociale.

È inoltre favorito l’accesso delle persone anziane alle tecnologie, alle informazioni e ai servizi digitali.

Prevenzione, salute, benessere e domiciliarità

La Regione sostiene la programmazione e la coprogettazione di azioni sostenibili per prevenire fragilità e mantenere il benessere bio-psico-sociale durante l’invecchiamento, anche tramite protocolli operativi nei Piani di zona in raccordo con la programmazione socio-sanitaria.

Le azioni regionali mirano a:

  • garantire dignità, autonomia e autodeterminazione;
  • prevenire isolamento, esclusione sociale e autosvalutazione;
  • migliorare comunicazione e accesso alle informazioni sui servizi;
  • favorire benessere fisico e psicologico tramite attività motoria, sport, attività ricreative e uso di animali;
  • promuovere inclusione abitativa con microresidenze, gruppi appartamento, condomini solidali e co-abitazioni;
  • sviluppare campagne di informazione ed educazione sanitaria;
  • ridurre ospedalizzazioni improprie e favorire appropriatezza degli inserimenti in strutture residenziali e semiresidenziali;
  • sostenere la domiciliarità, anche tramite domotica e telesoccorso.

Cultura, turismo sociale e reti locali

Per favorire la fruizione del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale, la Giunta regionale promuove iniziative culturali e di turismo sociale, facilitando l’accesso a eventi musicali, teatrali, cinematografici, mostre e musei. È anche favorito l’impegno attivo degli anziani nella promozione della storia, cultura e tradizioni locali.

Le strutture turistico-ricettive possono stipulare convenzioni con le Aziende ULSS competenti per garantire maggiore protezione agli anziani fruitori, senza oneri per le ULSS. La Regione, con gli enti locali, il terzo settore e i sindacati pensionati, promuove inoltre la partecipazione a attività culturali, ricreative e sportive della comunità, anche per rafforzare relazioni intergenerazionali e senso comunitario.

Alle attività di turismo sociale si applica la disciplina regionale sul turismo veneto richiamata dalla legge.

Consulta regionale per l’invecchiamento attivo

È istituita la Consulta regionale per l’invecchiamento attivo, strumento di partecipazione della popolazione anziana ai processi decisionali. Essa contribuisce alla redazione del Piano triennale, monitora l’attuazione degli interventi e propone eventuali rimodulazioni del programma annuale.

Ne fanno parte rappresentanti istituzionali e del territorio, tra cui l’Assessore regionale alle politiche sociali, dirigenti regionali competenti, un amministratore comunale designato da ANCI Veneto, rappresentanti dei centri servizi per anziani, del terzo settore, del volontariato, della cooperazione sociale, dei pensionati e dei CSV.

La Consulta è istituita dalla Giunta prima dell’adozione del Piano triennale; i membri restano in carica per tutta la durata del Piano e possono essere riconfermati per non più di due mandati consecutivi. Le sedute sono valide con la presenza della metà più uno dei componenti; le decisioni sono assunte a maggioranza dei presenti e, in caso di parità, prevale il voto del presidente. La partecipazione è di norma gratuita, con possibile rimborso delle spese.

Clausola valutativa e monitoraggio

A partire dal secondo anno dall’entrata in vigore della legge, la Giunta riferisce al Consiglio regionale sull’attuazione e sui risultati ottenuti. La relazione è presentata con cadenza triennale alla commissione consiliare competente e deve documentare, in particolare:

  • lo stato di attuazione del Piano e i finanziamenti utilizzati;
  • il coinvolgimento delle realtà associative e dei Comuni;
  • le criticità emerse e il grado di coordinamento e integrazione raggiunti, anche con riferimento alle reti solidali.

La relazione è resa pubblica sul sito del Consiglio regionale. La Consulta è inoltre convocata dalla struttura competente della Giunta per il monitoraggio e per eventuali proposte di rimodulazione.

Abrogazione e copertura finanziaria

Dall’entrata in vigore della legge è abrogata la legge regionale 22 gennaio 2010, n. 9, istitutiva del servizio civile degli anziani.

Per l’attuazione sono previsti oneri a carico del bilancio regionale 2017-2019:

  • euro 800.000 per l’esercizio 2017 per le misure dell’articolo 5;
  • euro 1.000 per ciascuno degli esercizi 2017, 2018 e 2019 per la Consulta regionale.

La copertura è indicata sulle relative missioni e programmi di bilancio regionali.

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