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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 19373/2023 del 07/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

De Magistris aveva pubblicato su un proprio blog dichiarazioni ritenute diffamatorie da Mottola Di Amato, concernenti presunti favoritismi e anomale modalità di esercizio della funzione giurisdizionale connesse al processo 'Why Not'. In cassazione De Magistris contestava: (i) l'esclusione dell'immunità parlamentare (richiamando gli artt. 8 e 9 del Protocollo sui privilegi e le immunità dell'Unione europea) perché le dichiarazioni sarebbero state connesse alle sue funzioni di europarlamentare; (ii) l'esclusione della scriminante dell'esercizio del diritto di manifestazione del pensiero (art. 51 c.p. e art. 21 Cost.), sostenendo il rispetto dei requisiti di verità, interesse pubblico e continenza formale.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondato il vizio relativo all'immunità parlamentare perché mancava un nesso diretto ed evidente (o una sostanziale continuità) tra le dichiarazioni extra moenia e l'esercizio delle funzioni parlamentari; ha inoltre dichiarato inammissibile il secondo motivo perché la corte d'appello aveva esaminato e motivato in fatto la mancanza congiunta dei requisiti della verità (anche putativa) e della continenza formale, riscontrando omissioni di fatti rilevanti e l'uso di toni allusivi e insinuanti. Conseguentemente il rigetto conferma la condanna di merito nei confronti di De Magistris (risarcimento danni deciso in appello) e lo obbliga al rimborso delle spese del giudizio di legittimità e al versamento dell'ulteriore contributo unificato previsto.

Norme richiamate

  • Protocollo sui privilegi e le immunità dell'Unione europea, art. 8

    I membri del Parlamento europeo non possono essere ricercati, detenuti o perseguiti a motivo delle opinioni o dei voti espressi nell'esercizio delle loro funzioni

    L'art. 8 garantisce immunità per opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni parlamentari; la corte richiede un nesso diretto ed evidente (non la sola collocazione in un 'contesto politico') tra la dichiarazione extra moenia e l'attività parlamentare perché l'immunità operi.

  • Protocollo sui privilegi e le immunità dell'Unione europea, art. 9

    Per la durata delle sessioni del Parlamento europeo, i membri di esso: a) beneficiano, sul territorio nazionale, delle immunità riconosciute ai membri del Parlamento del loro Stato; b) non possono, sul territorio di ogni altro Stato membro, essere detenuti nè essere oggetto di procedimenti giudiziari...

    L'art. 9 disciplina la portata territoriale e le limitazioni (es. flagrante delitto, possibilità che il Parlamento revochi l'immunità). Non estende automaticamente l'immunità a tutte le dichiarazioni extra moenia.

  • art. 51 c.p.

    La scriminante dell'esercizio del diritto di manifestazione del pensiero (difesa in azioni di diffamazione) richiede, in ambito civile, la verifica dei requisiti della verità (anche putativa), dell'interesse pubblico alla comunicazione e della continenza formale; se mancanti, la scriminante non opera.

  • art. 21 Cost.

    Garantisce la libertà di manifestazione del pensiero ma va bilanciata con la tutela della dignità e della reputazione altrui; non legittima espressioni ingiustificate, insinuanti o toni che eccedono la continenza formale.

  • art. 68 Cost.

    Riguarda l'insindacabilità delle opinioni espresse nell'esercizio delle funzioni parlamentari; la giurisprudenza richiede che le opinioni extra moenia siano espressione dell'attività parlamentare per poter invocare tale prerogativa.

  • art. 360 c.p.c. (n. 3 e n. 5)

    Limita il controllo della Cassazione: i vizî di diritto (es. violazione di norme) sono sindacabili, mentre gli accertamenti di fatto e la valutazione della continenza/formalità delle espressioni spettano al giudice di merito e sono sindacabili da questa Corte solo nei casi previsti (es. mancanza o illogicità della motivazione).

  • art. 13, comma 1-quater, d.p.r. n. 115/2002

    Prevede l'ulteriore contributo unificato dovuto in sede di cassazione in specifiche ipotesi; la sentenza attesta l'ammissibilità del relativo versamento da parte del ricorrente.

Massime di principio

  • Per invocare l'immunità parlamentare (art. 8 Protocollo) per dichiarazioni rese fuori dall'aula è necessario dimostrare un nesso diretto ed evidente tra le dichiarazioni e le funzioni parlamentari: non basta il riferimento a temi politici o l'uso di una piattaforma 'politica'.
  • L'insindacabilità non copre affermazioni che siano, di fatto, espressione di valutazioni personali estranee all'esercizio della funzione parlamentare o ricostruzioni narrative collegate a precedenti ruoli professionali dell'autore (es. ex pubblico ministero).
  • La difesa della libertà di manifestazione del pensiero in cause per diffamazione richiede la verifica congiunta di verità (anche putativa), interesse pubblico e continenza formale: omissioni di fatti rilevanti o toni insinuanti possono far perdere la scriminante.
  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella valutazione storica e stilistica dei testi (verità, continenza, interesse pubblico); la Cassazione controlla soprattutto la correttezza giuridica e la congruità della motivazione, non rinnovando l'accertamento di fatto.
  • In situazioni analoghe è prudente documentare le affermazioni, evitare insinuazioni non supportate, mantenere toni misurati e, se si è parlamentari, cercare di collegare esplicitamente le dichiarazioni a iniziative o interventi parlamentari concreti per tutelare eventuali pretese immunitarie.

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