Sentenza del 14/09/2018 n. 7783 - Comm. Trib. Reg. per la Campania
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente contestava l'inesistenza o l'omessa prova della notificazione dell'intimazione di pagamento e delle cartelle, nonché la mancata allegazione delle cartelle all'intimazione. Deduceva inoltre la decadenza o, comunque, la prescrizione del diritto di riscossione. Nel giudizio di primo grado l'Agenzia delle entrate-Riscossione si era costituita tramite un avvocato del libero foro senza produrre una specifica e motivata delibera autorizzativa e non aveva rispettato l'ordine di regolarizzare la costituzione. La Camera di commercio contestava invece l'annullamento delle cartelle, producendo le relate di notifica.
La decisione
La Commissione ha riunito i due appelli. Ha dichiarato inammissibile l'appello dell'Agenzia delle entrate-Riscossione, poiché l'ente, nei giudizi tributari, deve stare in giudizio direttamente oppure tramite l'Avvocatura dello Stato; il ricorso a un difensore del libero foro richiede una specifica e motivata delibera, che non risultava adottata. L'inosservanza dell'ordine di regolarizzazione ha quindi reso invalida la costituzione e l'appello. Ha inoltre rigettato l'appello della Camera di commercio, ritenendo applicabile ai diritti camerali la prescrizione quinquennale e non quella decennale. Tra la notificazione delle cartelle, avvenuta tra il 2006 e il 2010, e la notificazione dell'intimazione, avvenuta il 10 novembre 2015, era decorso il termine quinquennale. È rimasto quindi confermato l'annullamento dell'intimazione e delle cartelle. Le spese sono state compensate per la novità delle questioni.
Norme richiamate
Art. 1, comma 8, decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225
L'Ente è autorizzato ad avvalersi del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato competente per territorio. L'ente può stare in giudizio avvalendosi direttamente di propri dipendenti davanti al tribunale e al giudice di pace. Per il patrocinio nei giudizi davanti alle commissioni tributarie continua ad applicarsi l'articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
L'Agenzia delle entrate-Riscossione può essere rappresentata dall'Avvocatura dello Stato oppure può stare direttamente in giudizio nei contenziosi tributari; la norma non consente, di regola, il ricorso a un avvocato del libero foro senza una specifica autorizzazione.
Art. 11, comma 2, decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546
L'ufficio dell'Agenzia delle entrate e dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli nonché dell'agente della riscossione, nei cui confronti è proposto il ricorso, sta in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata.
Nei giudizi tributari l'agente della riscossione può stare in giudizio direttamente o tramite la struttura territoriale sovraordinata, senza necessità ordinaria di un difensore esterno.
Art. 43, regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611
Salve le ipotesi di conflitto, ove tali amministrazioni ed enti intendano in casi speciali non avvalersi della Avvocatura dello Stato, debbono adottare apposita motivata delibera da sottoporre agli organi di vigilanza.
Il conferimento dell'incarico a un avvocato del libero foro, in alternativa all'Avvocatura dello Stato, richiede una delibera specifica, motivata e sottoposta agli organi di vigilanza. In mancanza, il mandato difensivo è nullo.
Art. 2948, n. 4, codice civile
Si prescrive in cinque anni tutto ciò che deve pagarsi periodicamente ad anno o in termini più brevi.
I diritti camerali, qualificati come obbligazioni periodiche, sono soggetti alla prescrizione quinquennale.
Art. 1, decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, convertito dalla legge 1 dicembre 2016, n. 225
L'ente subentra, a titolo universale, nei rapporti giuridici attivi e passivi, anche processuali, delle società del Gruppo Equitalia.
L'Agenzia delle entrate-Riscossione subentra nei rapporti processuali già facenti capo a Equitalia, ma deve rispettare le specifiche regole sulla propria rappresentanza processuale.
Massime di principio
- Nei contenziosi tributari l'Agenzia delle entrate-Riscossione può difendersi direttamente o tramite l'Avvocatura dello Stato; l'utilizzo di un avvocato del libero foro richiede una specifica e motivata delibera autorizzativa, la cui mancanza può comportare la nullità della procura e l'inammissibilità dell'impugnazione.
- Se il giudice ordina all'ente di riscossione di regolarizzare la propria costituzione e l'ente non adempie, gli atti compiuti dal difensore privo di valido mandato possono essere dichiarati inefficaci o l'impugnazione può essere dichiarata inammissibile.
- Per i diritti camerali opera, secondo l'orientamento richiamato, la prescrizione quinquennale prevista dall'art. 2948, n. 4, c.c., non quella decennale.
- La mancata opposizione a una cartella non trasforma automaticamente il termine di prescrizione breve in quello ordinario decennale, salvo che il credito sia stato consacrato in un titolo giudiziale definitivo, come una sentenza passata in giudicato o un decreto ingiuntivo irrevocabile.
- Quando tra la notificazione della cartella e l'intimazione di pagamento decorre il termine prescrizionale applicabile senza validi atti interruttivi, l'intimazione può essere annullata e il credito non può più essere efficacemente riscosso.
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