Cassazione Penale, Sentenza n. 18374/2025 del 15/05/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha chiesto il riconoscimento del principio ne bis in idem sostenendo che il capo 24) della sentenza del Tribunale di Pesaro (ricettazione di moduli di patente provenienti dal furto del 6/3/2003 alla M.C.T.C. di Lodi) coincideva col capo 20) della sentenza del Tribunale di Milano del 18/7/2016 (ricettazione per gli stessi moduli), posto che i beni contestati provenivano dallo stesso furto. La difesa ha quindi dedotto la identità del fatto in base alla comune provenienza dei beni.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Il rigetto si basa sul principio che l'identità del fatto ai fini del ne bis in idem richiede corrispondenza storico-naturalistica di tutti gli elementi costitutivi del reato (condotta, evento, nesso causale) e delle circostanze di tempo, luogo e persona; inoltre la giurisprudenza considera la ricettazione reato istantaneo che si consuma al momento dell'acquisto/possesso della cosa, sicché pluralità di beni dà luogo a un unico reato solo se ricevuti nello stesso contesto spazio-temporale. Il giudice dell'esecuzione ha ritenuto che la difesa non ha indicato le concrete modalità, tempi e luoghi della ricezione dei moduli (in un capo erano indicati numeri seriali, nell'altro la descrizione era generica), sicché non è possibile ritenere la coincidenza dei fatti.
Norme richiamate
art. 669 cod. proc. pen.
«se più sentenze di condanna divenute irrevocabili sono state pronunciate contro la stessa persona per il medesimo fatto, il giudice ordina l'esecuzione della sentenza con cui si pronunciò la condanna meno grave, revocando le altre»
La norma dispone la revoca delle sentenze di condanna eccedenti quando le pronunce riguardano lo stesso fatto; la Corte interpreta che l'identità del fatto richiede corrispondenza storico‑naturalistica fra tutti gli elementi costitutivi del reato e le circostanze di tempo, luogo e persona
art. 648 cod. pen. (ricettazione)
Dal testo e dalla giurisprudenza richiamata emerge che la ricettazione è reato istantaneo che si consuma con l'acquisto/ottenimento del possesso della cosa: più beni danno luogo a un unico reato solo se ricevuti nel medesimo contesto spazio‑temporale; in caso di ricezione distinta nel tempo o nello spazio si configurano reati autonomi
Massime di principio
- Per ottenere il riconoscimento del ne bis in idem tra due condanne per ricettazione non basta dimostrare la comune provenienza dei beni da un unico furto: occorre provare la coincidenza storico‑naturalistica dell'evento (stessa condotta, stesso momento di acquisto/possesso, medesimo contesto di tempo e luogo).
- La ricettazione è reato istantaneo: se il soggetto riceve più beni percepiti come autonomi e distinti e li acquista in tempi o luoghi diversi, si configurano più reati di ricettazione anche se la provenienza delittuosa è la stessa.
- In sede esecutiva/di impugnazione il ricorrente deve fornire elementi concreti e specifici (numeri seriali, data/luogo di ricezione, circostanze della ricezione) per dimostrare l'identità del fatto; affermazioni generiche sulla comune origine dei beni sono insufficienti.
- Le discrepanze nella descrizione dei beni tra i capi di imputazione (es. numeri seriali vs. descrizione generica) ostano al riconoscimento della coincidenza del fatto.
- Se si vogliono evitare condanne multiple per fatti connessi alla stessa fonte criminosa, è strategico documentare e contestualizzare temporalmente e localmente l'acquisizione dei beni in modo da dimostrare che la ricezione è avvenuta in un unico evento.
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