Ordinanza n. 337/2026 - Firenze, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, - del provvedimento emesso dal Questore della provincia di Grosseto che decreta la revoca del permesso di soggiorno UE per lungo periodo.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: provvedimento del Questore di Grosseto di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato, chiedendone anche la sospensione cautelare, il provvedimento del Questore di Grosseto che ha revocato il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che il Comune di Grosseto, a seguito di un accertamento del 23 giugno 2023 sulla dimora abituale dichiarata dal ricorrente, aveva constatato che l'immobile indicato era in fase di costruzione sospesa e non poteva costituire dimora abituale. Per tale ragione la richiesta di iscrizione anagrafica era stata respinta con atto comunale del 24 luglio 2023. Il giudice ha ritenuto dimostrata la non veridicità della dichiarazione resa in ordine alla dimora abituale e ha considerato tale circostanza ostativa al rilascio del titolo di soggiorno.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a., ritenendo insussistenti i presupposti per sospendere l'efficacia del provvedimento impugnato. In particolare, ha valorizzato l'accertamento comunale sulla non abitabilità dell'immobile indicato come dimora abituale e il conseguente rigetto della domanda di iscrizione anagrafica, elementi ritenuti dimostrativi della non veridicità della dichiarazione del ricorrente e ostativi al rilascio del titolo di soggiorno. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata e respinta in assenza dei presupposti per la sospensione dell'efficacia del provvedimento impugnato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati idonei a identificare il ricorrente.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.
Massime di principio
- Ai fini della tutela cautelare contro la revoca di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, la documentata non veridicità della dichiarazione relativa alla dimora abituale può costituire elemento ostativo al rilascio o al mantenimento del titolo e giustificare il rigetto della sospensione dell'atto.
- Un accertamento comunale dal quale risulti che l'immobile dichiarato come dimora abituale è in costruzione sospesa e non può costituire effettiva abitazione, unitamente al conseguente rigetto dell'iscrizione anagrafica, può essere valorizzato dal giudice quale prova della non veridicità della dichiarazione resa dallo straniero.
Come è indicizzato
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