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Legge

L.R. Toscana 9/2010

Norme per la tutela della qualità dell’aria ambiente.

Normativa regionaleL.R. Toscana 9/2010

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina in Toscana la tutela della qualità dell’aria, il piano regionale per la qualità dell’aria (PRQA), le reti di monitoraggio, l’inventario delle emissioni, i piani di azione comunale e i poteri regionali e comunali in caso di superamenti dei limiti. Prevede anche regole su autorizzazioni, controlli e contributi. Molte disposizioni transitorie iniziali sono superate dall’adozione del piano successivo, ma la legge resta il quadro di riferimento vigente.

Tutela della qualità dell’aria ambiente in Toscana

Tutela della qualità dell’aria ambiente in Toscana

La legge regionale disciplina, per il territorio della Toscana, la programmazione e la gestione della qualità dell’aria ambiente, integrandola con le politiche su sanità, mobilità, trasporti, energia, attività produttive, agricoltura e rifiuti. Il provvedimento costituisce il quadro regionale di riferimento per pianificazione, monitoraggio, controlli e interventi di risanamento, miglioramento e mantenimento della qualità dell’aria.

Ambito e finalità

La disciplina mira a migliorare la qualità della vita e a salvaguardare ambiente e salute pubblica. La Regione promuove l’integrazione tra le politiche per la qualità dell’aria e la lotta ai cambiamenti climatici, coordinandole con la programmazione economica, la transizione ecologica e gli altri strumenti regionali di settore.

Riparto delle competenze istituzionali

Il Consiglio regionale approva il piano regionale per la qualità dell’aria ambiente e i relativi aggiornamenti, oltre a individuare i valori limite di emissione e, nell’ambito del piano, le misure di prevenzione e limitazione delle emissioni odorigene. La Giunta regionale provvede alla zonizzazione e classificazione del territorio, alla valutazione della qualità dell’aria, alla rete di rilevamento, all’inventario delle emissioni, alle linee guida tecniche e all’attuazione del piano. Le strutture regionali competenti rilasciano le autorizzazioni alle emissioni in atmosfera, operano nell’ambito dell’autorizzazione unica ambientale, svolgono controlli e applicano le sanzioni previste dalla normativa statale. I comuni elaborano e approvano i piani di azione comunale nei casi individuati dalla Regione e il sindaco è l’autorità competente per la gestione delle situazioni di rischio di superamento dei valori limite e delle soglie di allarme.

Autorizzazioni, oneri istruttori e controlli

Per gli impianti e le attività soggetti ad autorizzazione alle emissioni, la Regione disciplina il rilascio delle autorizzazioni generali e dei titoli ambientali connessi all’autorizzazione unica ambientale, nonché i controlli sulle emissioni, i poteri di ordinanza e l’applicazione delle sanzioni. Gli oneri istruttori per le autorizzazioni generali non coperte da tariffe nazionali sono fissati in misura fissa pari a 150 euro, da versare al momento della domanda, con possibilità di aggiornamento da parte della Giunta regionale.

Rete regionale di rilevamento e inventario delle emissioni

La rete regionale di rilevamento della qualità dell’aria è composta dalle postazioni individuate dalla Giunta regionale e integra il sistema informativo regionale; i dati sono raccolti dall’ARPAT e gestiti nel SIRA. È inoltre istituito l’Inventario regionale delle sorgenti di emissione (IRSE), aggiornato almeno ogni tre anni, per acquisire ed elaborare i dati sulle emissioni di inquinanti e gas climalteranti. La Giunta pubblica i relativi rapporti sull’entità e distribuzione delle emissioni.

Programmazione regionale: PRQA

Il piano regionale per la qualità dell’aria ambiente (PRQA) è lo strumento di programmazione della Regione. Definisce quadro conoscitivo, obiettivi, indirizzi e misure per risanamento, miglioramento o mantenimento della qualità dell’aria, include le prescrizioni su emissioni e combustibili, e prevede anche misure contro le emissioni odorigene. È approvato secondo il procedimento previsto per gli atti di governo del territorio e si coordina con gli altri strumenti regionali e territoriali.

Piani di azione comunale e gestione delle criticità

La Giunta individua i comuni obbligati a predisporre il piano di azione comunale (PAC) in base alla classificazione del territorio. I PAC devono contenere interventi strutturali permanenti e interventi contingibili da attivare nelle situazioni di rischio di superamento dei limiti. I comuni interessati devono adeguare i propri piani entro 150 giorni dalla pubblicazione delle modifiche alle linee guida tecniche. In caso di inerzia o difformità, la Regione può intervenire con poteri sostitutivi; se i comuni non adottano gli interventi contingibili nei termini, il Presidente della Giunta regionale può diffidarli e poi provvedere in loro vece.

Disposizioni transitorie e regime temporale

In origine la legge ha previsto la prosecuzione del piano regionale di risanamento e mantenimento della qualità dell’aria del 2008 fino all’approvazione del PRQA. Successive modifiche hanno prorogato quel piano e poi il PRQA approvato nel 2018 fino all’entrata in vigore del nuovo piano attuativo del PRS 2021-2025. La disciplina transitoria sui PAC e sugli interventi contingibili è stata affiancata da termini specifici per l’individuazione dei comuni e l’adeguamento dei piani.

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