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Legge

L.R. Valle d'Aosta 8/2006

portant dispositions en matière d'activités et de relations européennes et internationales de la Région autonome Vallée d'Aoste.

Normativa regionaleL.R. Valle d'Aosta 8/2006Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge disciplina per la Valle d’Aosta le relazioni internazionali ed europee, la cooperazione transfrontaliera e la partecipazione ai processi normativi UE. Prevede sessioni annuali del Consiglio regionale, un Centro di informazione UE, l’Ufficio di Bruxelles, regole sulla programmazione FESR/FSE+ 2021-2027 e sulla legge europea regionale. Alcune previsioni sono connesse ai cicli di programmazione e ai programmi 2021/2027.

Politiche europee, rapporti internazionali e partecipazione della Valle d'Aosta all’UE

Politiche europee e relazioni internazionali della Valle d’Aosta

La legge disciplina, per il territorio della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste, l’azione regionale in materia di relazioni internazionali, politiche promosse dall’Unione europea e partecipazione ai processi normativi e attuativi europei. Il quadro è costruito nel rispetto delle competenze regionali, degli indirizzi di politica estera dello Stato e dei principi di leale collaborazione, sussidiarietà, proporzionalità, trasparenza, partecipazione democratica e sviluppo sostenibile.

Ambiti di intervento e finalità generali

La Regione opera in due grandi ambiti: attività di rilievo internazionale nelle materie di propria competenza e attività collegate alle politiche europee.

  • Sul versante internazionale, promuove cooperazione tra territori alpini, relazioni di buon vicinato, cooperazione interregionale, transfrontaliera e transnazionale, nonché convenzioni con enti territoriali di altri Stati e accordi con altri Stati nei limiti della normativa statale.
  • Sul versante europeo, promuove conoscenza dell’UE, partecipazione dei cittadini e degli enti locali, relazioni con organizzazioni europeiste, regionaliste e federaliste, partecipazione a organismi fra Regioni, Province autonome e Comuni, attuazione delle politiche europee e iniziative per le zone di montagna e per le strategie macroregionali alpine.
  • Per perseguire tali finalità può avvalersi, tramite convenzioni, di università, enti e istituti pubblici di studio o ricerca.

Francofonia

La legge riconosce la lingua francese come elemento essenziale dell’autonomia storica, culturale e istituzionale valdostana. La Regione promuove cooperazioni, scambi e partenariati volti alla diffusione internazionale del francese e partecipa, tramite il Consiglio regionale, all’Assemblée parlementaire de la francophonie.

Indirizzo politico e sessione europea e internazionale del Consiglio regionale

Il Consiglio regionale si riunisce in una sessione europea e internazionale:

  • una prima volta entro sei mesi dall’inizio della legislatura, per approvare, su proposta della Giunta, un atto pluriennale di indirizzo sulle attività europee e internazionali della Regione, coordinato con il documento strategico regionale;
  • ogni anno, per esaminare la relazione della Giunta sull’attività svolta, curare gli adempimenti relativi alla partecipazione ai processi normativi UE e agli obblighi europei, ed eventualmente approvare atti di indirizzo alla Giunta.

Attività internazionali ed europee della Giunta regionale

La Giunta regionale realizza iniziative in vari settori:

  • cooperazione allo sviluppo, solidarietà internazionale e aiuto umanitario;
  • assistenza istituzionale e scambio di esperienze con amministrazioni estere, specie su montagna, autonomie speciali e lingue regionali/minoritarie;
  • istruzione, università e politiche giovanili;
  • gemellaggi tra Comuni valdostani e enti europei ed extraeuropei;
  • marketing territoriale, commercio, cooperazione industriale, agroalimentare, cultura e sport. La Giunta disciplina inoltre, con proprie deliberazioni, la comunicazione delle iniziative di gemellaggio degli enti locali, le missioni all’estero, gli uffici di collegamento e supporto tecnico all’estero e l’eventuale uso di convenzioni con soggetti specializzati.

Centro di informazione sull’Unione europea

Presso la struttura regionale competente è istituito un Centro di informazione al cittadino sulle istituzioni, le politiche e le attività dell’Unione europea.

  • Il Centro può candidarsi alla selezione degli Europe Direct.
  • Svolge attività informative, di partecipazione democratica europea e di sensibilizzazione sulle opportunità offerte dall’UE, incluse quelle finanziarie.
  • Promuove attenzione verso scuole e agenzie formative sui temi di equità, coesione sociale e cittadinanza attiva.
  • Collabora con altre reti e punti di contatto UE. Ogni anno, entro novembre, la Giunta approva il piano di comunicazione del Centro, che può avvalersi anche di iniziative promosse da associazioni ed enti pubblici o privati, se inserite nel piano annuale.

Ufficio di rappresentanza a Bruxelles

La Giunta istituisce un Ufficio di rappresentanza presso le istituzioni dell’UE a Bruxelles, quale collegamento tecnico, amministrativo e operativo tra Regione e istituzioni europee.

  • Promuove la partecipazione della Regione ai programmi a gestione diretta della Commissione europea.
  • Supporta i rappresentanti valdostani nei lavori del Comitato europeo delle Regioni, degli altri organi UE e del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa.
  • Cura i rapporti con istituzioni, Rappresentanza permanente d’Italia, uffici regionali italiani ed europei e altri organismi presenti a Bruxelles. Il capo dell’Ufficio è nominato con incarico fiduciario. Presso l’Ufficio possono essere promossi tirocini formativi e di orientamento; quelli extracurriculari richiedono una congrua copertura economica esterna e apposita deliberazione della Giunta.

Partecipazione ai consessi europei e cooperazione territoriale

La Regione designa i propri rappresentanti presso il Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa e presso il Comitato delle Regioni tramite le procedure previste con le Conferenze interregionali competenti. Sul piano della cooperazione territoriale europea, la Regione gestisce attività connesse ai programmi di cooperazione, può rappresentarsi nei gruppi di lavoro nazionali, valorizza la posizione geografica alpina e informa il Consiglio regionale sulle fasi di predisposizione, approvazione e riprogrammazione sostanziale dei programmi cui partecipa.

Attuazione delle politiche di coesione 2021/2027

Per il ciclo 2021/2027 la Regione partecipa ai fondi UE in gestione concorrente, in particolare FESR e FSE+, e ai programmi e progetti dell’Unione. La disciplina regionale afferma che l’attuazione deve rispettare:

  • sviluppo sostenibile;
  • obiettivi di sviluppo sostenibile ONU;
  • Accordo di Parigi;
  • principio del non arrecare un danno significativo;
  • diritti fondamentali, Pilastro europeo dei diritti sociali e Carta dei diritti fondamentali UE;
  • parità di genere e prevenzione di ogni discriminazione. La Regione adotta un documento strategico regionale per ogni periodo di programmazione, approvato dal Consiglio su proposta della Giunta e previo parere del CPEL. Il documento funge da strumento intermedio tra Accordo di partenariato e Programmi dei fondi, definendo indirizzi, governance e priorità. È inoltre istituito un Tavolo permanente di partenariato sulla Politica regionale di sviluppo, con partecipazione gratuita, e la Regione può promuovere il coinvolgimento della società civile. Per la gestione dei Programmi la Giunta individua le autorità di gestione, audit ed eventualmente contabile; i Programmi FESR e FSE+ 2021/2027 sono approvati dal Consiglio su proposta della Giunta e previo parere CPEL. La Regione può avviare iniziative anche prima dell’approvazione europea, può aggiungere risorse regionali con legge regionale e può certificare spese ammissibili alla Commissione e allo Stato. È prevista una riserva fino al 40% nei concorsi per il personale a tempo indeterminato a favore di personale a termine con almeno 36 mesi di servizio nelle funzioni di gestione dei programmi e dei progetti di cooperazione territoriale.

Partecipazione alla formazione del diritto dell’Unione europea

Nelle materie di competenza regionale la Regione concorre alla definizione della posizione italiana nella fase di formazione degli atti UE, partecipando alle delegazioni governative, al dialogo politico con le istituzioni UE, alle sessioni europee della Conferenza Stato-Regioni e ai gruppi di lavoro collegati al CIAE. Giunta e Consiglio possono formulare osservazioni su progetti di atti UE e sui relativi atti preparatori; le osservazioni sono trasmesse al Governo e contestualmente alle Camere e alle Conferenze interregionali. La Giunta può proporre una deliberazione consiliare sulla posizione regionale, da adottare entro 15 giorni; in mancanza, può comunque procedere. Il Consiglio regionale può inoltre esprimere osservazioni sul principio di sussidiarietà e le modalità di partecipazione sono demandate a propri atti organizzativi.

Legge europea regionale e adeguamento all’ordinamento UE

La Regione dà tempestiva attuazione alle direttive UE, alle sentenze della Corte di giustizia e agli altri obblighi europei nelle proprie materie. A tal fine:

  • entro il 31 dicembre di ogni anno la Giunta verifica la conformità dell’ordinamento regionale al diritto UE;
  • entro il 15 gennaio trasmette le risultanze al Dipartimento per le politiche europee;
  • entro il 31 marzo presenta al Consiglio il disegno di legge europea regionale. La legge europea regionale recepisce gli atti UE, detta disposizioni per l’esecuzione delle sentenze e delle decisioni della Commissione, modifica o abroga norme regionali conseguenti e individua gli atti attuabili per via regolamentare o amministrativa. Il testo e gli altri provvedimenti di recepimento sono trasmessi via PEC al Dipartimento per le politiche europee.

Impugnazione di atti normativi europei

Nelle materie di competenza legislativa regionale, il Presidente della Regione, previa deliberazione conforme della Giunta, può chiedere al Governo di impugnare dinanzi alla Corte di giustizia dell’Unione europea un atto normativo europeo ritenuto illegittimo e può sollecitare la richiesta in sede di Conferenza Stato-Regioni. Il Consiglio regionale può invitare il Presidente a promuovere tali richieste.

Disposizioni finanziarie e abrogazioni

Per l’avvio delle strutture del Centro di informazione UE e dell’Ufficio di Bruxelles, la legge ha previsto un onere complessivo di 230.000 euro annui a decorrere dal 2006, coperto con riduzioni di stanziamenti del bilancio regionale 2006-2008. La Giunta è autorizzata a disporre le variazioni di bilancio necessarie. È stato inoltre abrogato il comma 2 dell’articolo 3 della legge regionale 20 luglio 2004, n. 13.

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