Cassazione Penale, Sentenza n. 01440/2026 del 14/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore generale aveva chiesto, ai sensi dell'art. 240-bis c.p., il sequestro e la confisca fino alla concorrenza di 332.050,68 euro ritenuti sproporzionati rispetto ai redditi/attivita' del condannato nel periodo 2013-2022, in relazione a condanna per reati tra cui ricettazione e rapina del 6 dicembre 2013. La Corte territoriale, quale giudice dell'esecuzione, aveva disposto inizialmente una confisca per equivalente limitata al periodo 2013-2015 e quantificata in misura ridotta. Falco e la convivente Montani proposero opposizione deducendo insufficienza probatoria, errato uso degli indici ISTAT e l'esistenza di fonti lecite e risparmi che giustificavano i valori contestati; la Guardia di Finanza non aveva effettuato indagini bancarie mirate. La Corte di appello (sezione esecuzione) ha accolto l'opposizione di Falco e revocato la confisca; il Procuratore generale ha impugnato tale ordinanza in Cassazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Procuratore generale e ha confermato la revoca della confisca disposta dalla Corte di appello. I giudici di legittimità hanno ritenuto corretto l'iter motivazionale del giudice dell'esecuzione: pur riconoscendo il carattere lucrogenetico del reato di ricettazione nel contesto, la confisca non poteva essere mantenuta perche' non era stato adeguatamente provato un incremento patrimoniale ingiustificato nel periodo ritenuto sospetto (2013-2015), salvo l'acquisto della Lancia Ypsilon del 2013 che pero' veniva spiegato con risparmi e redditi leciti. La Cassazione ha richiamato i requisiti dell'art. 240-bis c.p. e la giurisprudenza di Sezioni Unite: confisca diretta su beni specifici non giustificabili; la confisca per equivalente e' ammissibile solo se non e' possibile agganciare beni direttamente confiscabili e quando sussista prova dell'origine illecita o della sproporzione; inoltre la prova di apporti finanziari illeciti richiede indagini bancarie mirate. Il ricorso e' stato quindi ritenuto infondato e respinto.
Norme richiamate
art. 240-bis cod. pen.
Disciplina la confisca in casi particolari per reati 'spia': la confisca colpisce denaro, beni e utilita' non giustificabili e in misura sproporzionata rispetto al reddito o all'attivita' economica; la confisca per equivalente e' consentita solo se non e' possibile procedere alla confisca diretta dei beni individuati
art. 183-quater disp. att. cod. proc. pen.
Consente al giudice dell'esecuzione di applicare la confisca allargata anche dopo l'irrevocabilita' della sentenza di condanna, nel rispetto dei limiti temporali e probatori richiamati dalla giurisprudenza
Sez. U, Montella (n. 920/2003)
principio richiamato nel provvedimento circa il confronto tra reddito dichiarato o proventi dell'attivita' e valore dei beni al momento dei singoli acquisti, e sulla necessita' della prova positiva della liceita' della provenienza
La confisca in casi particolari richiede accertamento rigoroso della sproporzione rispetto al momento degli acquisti e la prova della liceita' della provenienza dei beni; la giustificazione non puo' essere solo negativa
Sez. U, Crostella (n. 27421/2021)
Conferma il criterio di ragionevolezza temporale: la confisca può colpire beni entrati in patrimonio anche successivamente ma collegati a risorse pregresse; il giudice non può estendere la confisca a cespiti non riconducibili ragionevolmente al periodo spia
Massime di principio
- La confisca in casi particolari ex art. 240-bis richiede la prova di un incremento patrimoniale ingiustificato rispetto a redditi o attivita': non basta la sola indicazione di sproporzione statistica.
- La confisca diretta deve mirare a beni specifici presenti nel patrimonio del condannato; la confisca per equivalente e' uno strumento residuale utilizzabile solo se non e' possibile applicare la confisca diretta.
- Il periodo temporale rilevante per valutare la sproporzione va fissato con criterio di ragionevolezza fino alla sentenza per il reato-spia; beni acquistati molto tempo dopo richiedono prova del reimpiego di risorse pregresse.
- Per dimostrare apporti finanziari illeciti o flussi non tracciati sono necessarie indagini bancarie mirate: la mera consultazione dell'anagrafe rapporti puo' non essere sufficiente a fondare la confisca per equivalente.
- L'utilizzo di indici ISTAT per stimare le spese familiari e il reddito netto e' ammesso, ma la loro applicazione deve essere calibrata al nucleo familiare e alla situazione concreta; eccezioni fondate su prove documentali lecite possono modificare il calcolo della sproporzione.
- Lo status di moglie o convivente non comporta automaticamente la presunzione di intestazione fittizia: occorre prova specifica di intestazione fittizia o di disponibilita' effettiva per procedere contro beni intestati a terzi.
- La prova della provenienza illecita dei beni richiede in concreto elementi che colleghino gli acquisti a risorse non giustificate; in difetto, la confisca non puo' reggere.
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