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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26659/2025 del 21/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Violazione degli articoli 125, comma 3, e 411, comma 1-bis, c.p.p.: l'indagato lamentava che l'archiviazione per particolare tenuità del fatto presuppone l'iscrizione nel casellario giudiziale e che ciò gli arrecava un pregiudizio che avrebbe voluto evitare mediante la proposizione dell'oblazione speciale; perciò sosteneva di avere un interesse qualificato ad impugnare l'ordinanza e che il giudice non aveva risposto alla sua istanza subordinata di ammissione all'oblazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ammissibile. Ha affermato che, dopo la giurisprudenza e le modifiche normative (d.lgs. 2/10/2018, n.122), la sola iscrizione nel casellario dell'archiviazione per particolare tenuità non costituisce di per sé un pregiudizio concreto idoneo a giustificare sempre il riesame in sede superiore; tuttavia, l'allegazione e la documentazione di un interesse concreto (qui: la richiesta di ammissione all'oblazione speciale depositata dall'indagato) possono fondare la legittimazione a proporre ricorso. Nel caso concreto la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata senza rinvio e ha trasmesso gli atti al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova perché valuti nuovamente la richiesta di archiviazione ai sensi dell'art. 131-bis c.p. e la richiesta di ammissione all'oblazione del 12 aprile 2025.

Norme richiamate

  • art. 125, comma 3, c.p.p.

    Norma richiamata nel motivo di ricorso; la Corte non entra nel merito di una specifica interpretazione della norma diversa da quella processuale generale ma la menziona come parte della censura relativa ai rimedi esperibili contro l'iscrizione nel casellario.

  • art. 411, comma 1-bis, c.p.p.

    Regola l'archiviazione per particolare tenuità del fatto in presenza di opposizione dell'indagato; la Corte conferma che l'ordinanza adottata ex art. 411, comma 1-bis è impugnabile in Cassazione per violazione di legge purché sia allegato un interesse concreto ed attuale alla rimozione del provvedimento.

  • art. 131-bis c.p.

    Previene l'estinzione del reato per particolare tenuità e disciplina il sottosistema delle modalità definitorie; la Corte ricorda che l'iscrizione dell'archiviazione per tale causa nel casellario ha rilevanza essenzialmente interna e non costituisce automaticamente un pregiudizio esterno concreto.

  • art. 111, comma settimo, Cost.

    Fondatezza del ricorso per cassazione per violazione di legge contro l'ordinanza di archiviazione ex art. 411, comma 1-bis, in presenza di interesse concreto dell'opponente.

  • d.P.R. 14/11/2002 n. 313 (Testo Unico del casellario giudiziale), artt. 24, 25-bis, 28 comma 7

    Richiamate per spiegare che, dopo le modifiche del d.lgs. 122/2018, l'iscrizione dell'archiviazione per particolare tenuità non compare nei certificati richiesti dal privato, dal datore di lavoro o destinati alle pubbliche amministrazioni, riducendo il pregiudizio collegabile all'iscrizione.

  • d.lgs. 2/10/2018, n. 122

    Modifica la disciplina del casellario giudiziale e limita gli effetti esterni dell'iscrizione dell'archiviazione per particolare tenuità, elemento centrale nella valutazione del pregiudizio idoneo a giustificare il ricorso.

  • art. 5, comma 2, lett. d-bis, d.P.R. 313/2002

    Prevede l'eliminazione dell'iscrizione trascorsi 10 anni; la Corte la cita per sottolineare la natura temporanea e circoscritta dell'iscrizione nel casellario.

  • art. 2 del Protocollo n. 7 alla CEDU

    Richiamato per precisare che il diritto al riesame da parte di una giurisdizione superiore, come garantito da norme sovranazionali, trova applicazione soprattutto in rapporto a dichiarazioni di colpevolezza o condanne, non automaticamente rispetto all'iscrizione interna dell'archiviazione per particolare tenuità.

Massime di principio

  • L'archiviazione per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) può essere iscritta nel casellario ma, dopo le modifiche normative del 2018, tale iscrizione ha effetti esterni molto limitati e non costituisce automaticamente un pregiudizio concreto.
  • Per impugnare con successo in Cassazione un'ordinanza di archiviazione per particolare tenuità adottata ai sensi dell'art. 411, comma 1-bis, occorre allegare e documentare un interesse concreto e attuale alla rimozione del provvedimento (es. domanda concorrente di estinzione del reato come l'oblazione speciale, richiesta di restituzione di beni confiscati, remissione di querela che porta estinzione).
  • La mera avversione all'iscrizione nel casellario, intesa in astratto, non basta a dare titolo al riesame in sede di legittimità: bisogna dimostrare un pregiudizio effettivo e attuale collegato all'archiviazione.
  • La presenza di una richiesta alternativa estintiva (es. istanza di oblazione) depositata prima o contestualmente al provvedimento può costituire interesse concreto e rendere ammissibile il ricorso.
  • Se il ricorrente dimostra interesse concreto, la Corte può annullare il provvedimento impugnato e rinviare gli atti al giudice a cui compete la valutazione sulla archiviazione e sulle richieste estintive correlate; inoltre il giudice deve valutare e rispondere alle istanze subordinate (es. oblazione).
  • La giurisprudenza di legittimità costituisce guida: verificare sempre l'attuale portata delle modifiche al casellario e i criteri consolidati dalle Sezioni Unite per valutare il concreto pregiudizio.

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