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Sentenza

Sentenza n. 1091/2026 - Torino, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento prot. n. 12317/2022 del 12.05.2022, a firma Direttore Area Sviluppo e Tutela Territorio Comune di Alpignano, avente ad oggetto il diniego dell’istanza di permesso di costruire in sanatoria ex art. 36, comma 1, del D.P.R. 380/001 presentata in data 07.07.2021 (prot. 17118 - pratica 2021/021).

Giustizia amministrativa202200928

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del permesso di costruire in sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 relativo a opere realizzate su un fabbricato residenziale e sul cortile pertinenziale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato il diniego comunale dell’istanza di sanatoria relativa a opere qualificate dall’amministrazione come ristrutturazione edilizia, anziché restauro e risanamento conservativo, e quindi ritenute non conformi alla disciplina urbanistica applicabile. Con il primo motivo hanno dedotto la violazione dell’art. 36 d.P.R. 380/2001 e delle NTA del PRG, sostenendo che, anche ove qualificate come ristrutturazione edilizia, le opere sarebbero ammesse dall’art. 54 delle NTA per gli edifici ricadenti nel centro storico. Con il secondo e il terzo motivo hanno sostenuto che gli interventi integrassero restauro e risanamento conservativo ai sensi dell’art. 3, comma 1, lett. c), d.P.R. 380/2001 e dell’art. 14 delle NTA, contestando il difetto dei presupposti, il travisamento, il vizio del procedimento e il difetto di motivazione. Con il quarto motivo hanno dedotto la contraddittorietà e l’illogicità del diniego rispetto alla precedente ordinanza di demolizione, che aveva prospettato la possibile sanabilità degli interventi previa demolizione parziale, ripristino degli elementi originari e parere favorevole della Commissione locale del paesaggio. Le opere comprendevano, tra l’altro, il rifacimento della copertura e degli impianti, la realizzazione di un nuovo bagno, interventi su pavimenti, intonaci, balcone, serramenti, marciapiede e cortile; erano state eseguite contestualmente ad altre opere sul medesimo compendio, tra cui l’ampliamento e la trasformazione di un locale serra in ulteriori spazi abitativi.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Quanto al primo motivo, ha ritenuto che l’art. 54 delle NTA, relativo agli interventi ammessi nelle aree di centro storico, dovesse essere coordinato con l’art. 40 delle NTA, applicabile alle aree di interesse paesaggistico e ambientale, nel quale per le strutture esistenti sono consentiti soltanto manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria e restauro conservativo. Poiché l’immobile era soggetto anche a tale disciplina più restrittiva, gli interventi non potevano eccedere il restauro e risanamento conservativo. Quanto al secondo e al terzo motivo, il Collegio ha richiamato la precedente sentenza relativa all’ordinanza di demolizione, ritenendo che la realizzazione del nuovo bagno e il collegamento funzionale con le altre opere, inclusa la trasformazione e l’ampliamento del locale serra con creazione di ulteriori spazi abitativi, avessero modificato l’organismo edilizio originario, determinando aumento dei volumi e parziale mutamento di destinazione d’uso. Tali interventi sono stati quindi qualificati come ristrutturazione edilizia e non come restauro e risanamento conservativo. Quanto al quarto motivo, il TAR ha escluso che l’inciso contenuto nell’ordinanza di demolizione sulla possibile sanabilità costituisse un autovincolo per il Comune: esso prospettava soltanto un’eventualità, subordinata a ripristini non eseguiti e al parere favorevole della Commissione locale del paesaggio. Il rilascio della sanatoria ex art. 36 d.P.R. 380/2001 è un’attività vincolata, subordinata all’accertamento dei presupposti di legge, tra cui la doppia conformità, e non può essere imposto da precedenti indicazioni erronee dell’amministrazione. I ricorrenti sono stati condannati in solido alle spese di giudizio, liquidate in euro 2.500, oltre accessori.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. 380/2001

    La sanatoria edilizia è subordinata all’accertamento vincolato dei presupposti di legge, in particolare della doppia conformità delle opere; una precedente prospettazione amministrativa della possibile sanabilità non vincola l’amministrazione.

  • art. 3, comma 1, lett. c), d.P.R. 380/2001

    Il restauro e risanamento conservativo presuppone la conservazione della struttura dell’edificio; l’inserimento di nuovi locali, l’ampliamento della superficie o la modifica della consistenza dell’immobile riconducono l’intervento alla ristrutturazione edilizia.

  • art. 40 NTA del PRG del Comune di Alpignano

    In tali aree non è ammessa l'edificazione di nuovi volumi, per le strutture esistenti è prevista solamente la possibilità di manutenzione ordinaria, straordinaria e restauro conservativo

    Per gli immobili ricadenti nelle aree di interesse paesaggistico e ambientale sono consentiti soltanto gli interventi espressamente indicati, con esclusione di opere eccedenti il restauro conservativo.

  • art. 54 NTA del PRG del Comune di Alpignano

    La previsione che ammette interventi di ristrutturazione edilizia nelle aree di centro storico deve essere coordinata con la disciplina speciale e più restrittiva applicabile alle aree di interesse paesaggistico e ambientale.

  • art. 14 NTA del PRG del Comune di Alpignano

    Il restauro conservativo costituisce una sub-categoria del più ampio restauro e risanamento conservativo, secondo la disciplina urbanistica comunale richiamata dal provvedimento.

  • art. 3 l. 241/1990

    Nel caso esaminato non è stato ravvisato un difetto di motivazione, poiché il diniego esponeva la qualificazione delle opere e la relativa incompatibilità con la disciplina urbanistica applicabile.

Massime di principio

  • Ai fini della sanatoria edilizia ex art. 36 d.P.R. 380/2001, la qualificazione delle opere deve essere effettuata considerando unitariamente gli interventi contestualmente realizzati sul medesimo compendio e il loro collegamento funzionale, non soltanto la singola opera isolatamente considerata.
  • Gli interventi di restauro e risanamento conservativo presuppongono la conservazione della struttura e della consistenza dell’edificio; l’inserimento di nuovi locali, l’ampliamento della superficie o dei volumi e la creazione di ulteriori spazi abitativi comportano la qualificazione dell’intervento come ristrutturazione edilizia.
  • Quando un immobile ricade contemporaneamente in una zona per la quale il PRG ammette la ristrutturazione edilizia e in un’area soggetta a disciplina paesaggistica o ambientale più restrittiva, gli interventi devono rispettare quest’ultima, con prevalenza delle limitazioni speciali.
  • L’ordinanza di demolizione che prospetti la possibile presentazione o accoglibilità di una sanatoria non determina un autovincolo per l’amministrazione e non attribuisce al privato un affidamento qualificato sul rilascio del titolo, poiché la sanatoria resta subordinata all’accertamento vincolato dei presupposti di legge, inclusa la doppia conformità.
  • La sanatoria edilizia non può essere rilasciata sulla base di una precedente indicazione amministrativa eventualmente erronea, se le opere non risultano conformi alla disciplina urbanistica applicabile al momento della realizzazione e della domanda.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioQualificazione degli interventiDestinazioni d'uso e zone omogenee
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorio
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaLegittimo affidamentoDifetto di motivazionePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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