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Legge

L.R. Toscana 37/2012

Acquisti verdi e procedure per gli acquisti sostenibili nella pubblica amministrazione. Modifiche alla legge regionale 13 luglio 2007, n. 38 (Norme in materia di contratti pubblici e relative disposizioni sulla sicurezza e regolarità del lavoro).

Normativa regionaleL.R. Toscana 37/2012

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge rafforza, in Toscana, l’integrazione della dimensione ambientale negli appalti pubblici modificando la l.r. 38/2007. Introduce la promozione degli acquisti verdi, un vincolo minimo del 35% per i finanziamenti regionali agli enti locali che bandiscono appalti “green”, obblighi di programmazione, monitoraggio e rendicontazione, oltre al richiamo alla quota del 30% di prodotti riciclati.

Acquisti verdi negli appalti pubblici regionali

Acquisti verdi e sostenibilità negli appalti pubblici

La legge regionale Toscana 19 luglio 2012, n. 37 interviene sulla l.r. 38/2007 per rafforzare l’integrazione della dimensione ambientale nelle procedure di appalto pubbliche. La disciplina mira a orientare amministrazioni e cittadini verso comportamenti ecologicamente sostenibili, in coerenza con la normativa europea e nazionale di recepimento.

Ambito e finalità della disciplina

La Regione promuove l’uso degli appalti pubblici come leva per la tutela dell’ambiente. Nelle procedure di affidamento viene privilegiata l’acquisizione di lavori, forniture e servizi a ridotto impatto ambientale, definiti come acquisti verdi, con riferimento a obiettivi strategici ambientali e ai costi lungo l’intero ciclo di utilizzo del bene o servizio.

La legge conferma anche l’incentivazione all’acquisto di forniture e beni realizzati con materiali riciclati, nel rispetto degli obblighi vigenti.

Incentivi regionali agli enti locali

Quando la Regione concede incentivi agli enti locali per azioni che comportano procedure di appalto nell’ambito di tipologie suscettibili di acquisti verdi, l’erogazione del finanziamento è subordinata alla presenza, nel bando, di acquisti verdi in misura minima pari al 35%.

Si tratta quindi di una condizione per l’accesso al finanziamento regionale, collegata alla struttura del bando e alla quota minima di criteri ambientali previsti.

Programmazione degli acquisti e beni riciclati

Il programma degli acquisti della Regione e la programmazione annuale dei contratti di forniture e servizi devono tenere conto anche degli acquisti verdi.

Il programma contiene inoltre l’elenco degli acquisti verdi e, in particolare, delle forniture di beni realizzati con materiali riciclati che si prevede di acquisire. Per tali acquisti resta fermo il rispetto della quota percentuale minima del 30% prevista dal d.m. ambiente 8 maggio 2003, n. 203.

Indicatori di sostenibilità e monitoraggio interno

Le amministrazioni devono adottare specifici indicatori di conformità agli elementi di sostenibilità ambientale scelti, in relazione all’efficienza richiesta ai soggetti erogatori di lavori, servizi e forniture.

Per le proprie strutture e per gli enti dipendenti, la Giunta regionale riceve una relazione sugli acquisti effettuati, con finalità di monitoraggio degli acquisti verdi, verifica dei risultati e orientamento delle scelte gestionali verso il contenimento dei costi ambientali.

Osservatorio e raccolta dati

L’Osservatorio regionale elabora i dati relativi agli appalti di lavori, servizi e forniture a ridotto impatto ambientale effettuati dai soggetti pubblici interessati. Per l’acquisizione dei dati, la Regione è chiamata a promuovere intese con l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici e con il Ministero dell’ambiente.

Relazione periodica sullo stato di attuazione

La relazione prevista dalla l.r. 38/2007 passa da cadenza annuale a cadenza triennale. A decorrere dal 2013, essa deve includere anche lo stato di attuazione delle misure sugli acquisti verdi, con particolare riferimento a:

  • procedure di appalto svolte secondo i criteri dell’articolo 1 bis e criticità emerse;
  • attuazione delle previsioni sull’articolo 51 in materia di acquisti verdi;
  • difficoltà nel reperimento sul mercato di prodotti e servizi verdi;
  • incentivi erogati agli enti locali ai sensi dell’articolo 3 bis.

Deprecazione

L’atto introduce modifiche ancora utili come quadro normativo di riferimento, ma alcune disposizioni contengono riferimenti a relazioni e monitoraggi ancorati a partire dal 2013 o a programmazioni specifiche; non risulta tuttavia integralmente obsoleto dal solo contenuto fornito.

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