L.R. Sardegna 2/2024
Disposizioni in materia di istruzione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale disciplina, per la Sardegna, l’avvio di un’intesa con lo Stato per mantenere le autonomie scolastiche esistenti nel 2023-2024, il dimensionamento annuale della rete scolastica e, in via sperimentale per il solo anno scolastico 2024-2025, un presidio organizzativo nelle scuole oggetto di soppressione. La legge è stata poi dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte costituzionale con sentenza n. 168/2024.
Disposizioni regionali sarde su istruzione, dimensionamento della rete scolastica e sostegni alle autonomie scolastiche
Disposizioni regionali in materia di istruzione nella Regione autonoma della Sardegna
La legge interviene sull’organizzazione della rete scolastica regionale e su misure di sostegno alle istituzioni scolastiche, con riferimento esclusivo al territorio della Sardegna. Tuttavia, il testo reca l’avvertenza che la Corte costituzionale, con sentenza 25 settembre - 28 ottobre 2024, n. 168, ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale.
Obiettivi e quadro generale
Il provvedimento si colloca in una fase transitoria, nelle more di una futura riforma organica regionale in materia di istruzione e formazione. La Regione richiama le proprie peculiarità territoriali, insularità e condizioni di svantaggio socio-economico per giustificare un intervento volto a preservare l’assetto scolastico regionale e a contenere gli effetti dei parametri statali di dimensionamento.
Intesa con lo Stato per la tutela delle autonomie scolastiche
La Regione avvia le procedure previste dall’articolo 56 dello Statuto speciale tramite la Commissione paritetica, con l’obiettivo di definire una norma di attuazione che consenta il mantenimento di tutte le autonomie scolastiche esistenti nell’anno scolastico 2023-2024. L’iniziativa è espressamente concepita come misura provvisoria, in attesa della riforma organica regionale.
Dimensionamento della rete scolastica e programmazione dell’offerta formativa
Nelle more della procedura di intesa e anche nell’ipotesi di esito negativo, la Regione si attribuisce la competenza a provvedere autonomamente al dimensionamento della rete scolastica e alla programmazione dell’offerta formativa. L’intervento deve essere coerente con i principi fondamentali in materia di istruzione e con i parametri statali sul dimensionamento, ma orientato a salvaguardare le specificità delle istituzioni scolastiche del territorio regionale.
La disciplina prevede un Piano annuale come strumento operativo di programmazione. In particolare:
- il Piano è adottato dalla Giunta regionale, su proposta dell’Assessore competente;
- l’adozione deve avvenire entro il 30 novembre di ogni anno;
- è necessario il parere della Commissione consiliare competente, che si pronuncia entro 30 giorni;
- decorso tale termine, il parere si intende favorevole;
- la Giunta può differire il termine di adozione per un periodo non superiore a 30 giorni, con deliberazione motivata.
È inoltre prevista una deliberazione della Giunta, sempre su proposta dell’Assessore competente, per definire la procedura di approvazione del Piano. Tale procedura deve garantire il massimo confronto interistituzionale e il coordinamento delle istanze espresse nei piani provinciali, al fine di realizzare un equilibrio territoriale. Anche in questo caso è richiesto il parere della Commissione consiliare, che deve essere reso entro 20 giorni, con silenzio-assenso in caso di decorso del termine.
Interventi sperimentali a sostegno delle istituzioni scolastiche
Per il solo anno scolastico 2024-2025, in via sperimentale e fermo restando il contingente organico determinato ai sensi della disciplina sul dimensionamento, la Regione può prevedere, previa intesa con lo Stato e nel rispetto della leale collaborazione, il mantenimento di un presidio con funzioni organizzative e gestorie presso le autonomie scolastiche destinate alla soppressione secondo i parametri del Piano annuale.
Il presidio può comprendere:
- un docente con funzioni di collaboratore del dirigente scolastico;
- un assistente amministrativo;
- fino a tre collaboratori scolastici.
La Regione si fa carico dei maggiori oneri relativi alla retribuzione e alle indennità del personale, calcolate su un parametro di 600 ore annue e da ripartire in sede di contrattazione d’istituto.
La Giunta regionale deve definire, con propria deliberazione e su proposta dell’Assessore competente, i criteri di attuazione dell’intervento e le modalità di trasferimento delle risorse, previo parere della Commissione consiliare competente entro 20 giorni, con silenzio-assenso decorso il termine.
Copertura finanziaria
Gli oneri previsti per gli interventi dell’articolo 3 sono quantificati in:
- euro 1.996.778 per il 2024;
- euro 2.995.167 per il 2025.
La copertura è assicurata mediante variazioni nel bilancio regionale 2024-2026, con corrispondenti aumenti e diminuzioni di stanziamento nelle missioni e programmi indicati dalla legge. Per l’attuazione delle disposizioni su intesa con lo Stato e dimensionamento della rete scolastica, il testo afferma che non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.
Entrata in vigore e attualità della disciplina
La legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione nel BURAS. In ogni caso, il testo deve considerarsi non utilizzabile nella pratica applicativa, poiché la Corte costituzionale ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale con sentenza n. 168 del 2024.
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