L.R. Valle d'Aosta 27/2022
Disposizioni in materia di attività della Regione autonoma Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste nell’ambito delle politiche promosse dall’Unione europea e dei rapporti internazionali. Modificazioni alla legge regionale 16 marzo 2006, n. 8.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge aggiorna la disciplina regionale delle attività europee e internazionali della Valle d’Aosta, riformula il ruolo del Consiglio e della Giunta, istituisce/rafforza il Centro di informazione UE e l’Ufficio di Bruxelles, e introduce regole su cooperazione territoriale, fondi FESR/FSE+ 2021-2027, partenariato e programmazione. Vigente per i cicli e i programmi europei richiamati; una norma finanziaria regionale del 2016 è abrogata.
Politiche UE, rapporti internazionali e attuazione dei fondi europei della Valle d’Aosta
Attività della Regione nell’ambito delle politiche UE e dei rapporti internazionali
La legge regionale aggiorna la disciplina della Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste sulle attività collegate alle politiche promosse dall’Unione europea, ai rapporti internazionali e all’attuazione dei programmi e fondi europei. Il provvedimento riorganizza gli strumenti di indirizzo politico, le strutture operative regionali e le regole di partecipazione ai programmi europei, con riferimenti specifici al ciclo di programmazione 2021/2027.
Finalità generali e principi ispiratori
La Regione, nel perseguire le proprie finalità in materia europea e internazionale, opera anche nell’ambito delle politiche promosse dall’Unione europea. Nella disciplina aggiornata viene espressamente richiamato il principio dello sviluppo sostenibile, inteso come esigenza di non compromettere la qualità della vita e le possibilità delle generazioni future.
Sessione europea e internazionale del Consiglio regionale
Il Consiglio regionale è chiamato a riunirsi in sessione europea e internazionale con cadenza sia iniziale sia annuale. Entro sei mesi dall’inizio della legislatura approva, su proposta della Giunta regionale, un atto pluriennale di indirizzo sulle attività regionali in ambito UE e internazionale, assicurando il raccordo con il documento strategico regionale.
Nella sessione annuale il Consiglio:
- esamina la relazione della Giunta sulle attività svolte nell’anno precedente;
- cura gli adempimenti relativi alla partecipazione della Regione ai processi normativi dell’Unione europea e alle procedure di adempimento degli obblighi europei;
- approva eventuali atti di indirizzo alla Giunta.
Rapporti internazionali e con l’Unione europea: funzioni della Giunta
La Giunta regionale, nell’ambito delle attività di rilievo internazionale e delle politiche UE, attua le iniziative regionali nei settori previsti dalla legge e nel rispetto degli eventuali indirizzi del Consiglio. La legge le attribuisce anche il compito di disciplinare, con propria deliberazione:
- le modalità di svolgimento delle missioni all’estero;
- l’apertura e l’organizzazione degli uffici di collegamento e supporto tecnico all’estero;
- l’eventuale attivazione di convenzioni con enti, società e associazioni dotati di capacità ed esperienza adeguate.
Centro di informazione sull’Unione europea
Presso la struttura regionale competente è istituito un Centro di informazione al cittadino sulle istituzioni, le politiche e le attività dell’Unione europea. Il Centro può candidarsi alla selezione degli Europe Direct presenti sul territorio nazionale.
Le sue principali attività sono:
- informare i cittadini sui temi dell’Unione europea;
- organizzare iniziative per favorire la partecipazione democratica al processo europeo;
- sensibilizzare sui vantaggi dell’UE, con particolare attenzione alle opportunità di finanziamento e ai risultati ottenuti in ambito regionale;
- sensibilizzare scuole e agenzie formative su equità, coesione sociale e cittadinanza attiva;
- collaborare con altre reti di assistenza e punti di contatto UE per coordinare le azioni regionali e migliorare il servizio ai cittadini.
La Giunta approva ogni anno, entro novembre, il piano di comunicazione del Centro. Il Centro può collaborare con associazioni ed enti pubblici e privati nell’organizzazione di iniziative, purché inserite nel piano annuale.
Ufficio di rappresentanza a Bruxelles
L’Ufficio di rappresentanza a Bruxelles svolge funzioni di raccordo e promozione della partecipazione regionale ai programmi e agli organi europei. In particolare:
- promuove la partecipazione della Regione ai Programmi a gestione diretta della Commissione europea;
- supporta i rappresentanti della Valle d’Aosta nelle attività preparatorie e nei lavori del Comitato europeo delle Regioni, degli altri organi UE e del Congresso dei poteri locali e regionali del Consiglio d’Europa;
- cura i rapporti con le istituzioni europee, la Rappresentanza permanente d’Italia presso l’Unione europea, gli uffici di rappresentanza di altre Regioni e gli altri organismi presenti a Bruxelles.
Il Capo dell’Ufficio è nominato dalla Giunta con incarico fiduciario. Presso l’Ufficio possono inoltre essere promossi tirocini formativi e di orientamento, curricolari o extracurricolari; quelli extracurricolari richiedono un sostegno economico esterno al bilancio regionale e sono approvati con apposita deliberazione della Giunta.
Cooperazione territoriale europea
La Regione svolge le attività connesse alla gestione dei Programmi di cooperazione territoriale europea e può rappresentarsi nei gruppi di lavoro istituiti a livello nazionale. Nell’ambito dei partenariati europei, adotta iniziative per valorizzare la propria posizione geografica, favorendo l’integrazione sociale e culturale con le regioni dell’arco alpino e partecipando al coordinamento tra amministrazioni regionali e provinciali italiane e al sistema di governance nazionale delle Strategie europee.
La Giunta informa il Consiglio sulle fasi di predisposizione, approvazione ed eventuale riprogrammazione sostanziale dei Programmi cui la Regione partecipa, nei limiti consentiti dai rapporti con l’autorità titolare dei programmi.
Attuazione delle politiche europee: principi comuni per FESR e FSE+ 2021/2027
La Regione partecipa alle iniziative finanziate dall’Unione europea, in particolare ai fondi in gestione concorrente, con riferimento prioritario al FESR e al FSE+ per la Politica di coesione 2021/2027, nonché a programmi e progetti promossi dall’UE secondo la normativa europea, statale e regionale.
L’attuazione deve rispettare i seguenti principi:
- sviluppo sostenibile;
- obiettivi di sviluppo sostenibile ONU;
- Accordo di Parigi sul clima;
- principio di non arrecare un danno significativo;
- tutela dei diritti fondamentali;
- Pilastro europeo dei diritti sociali;
- conformità alla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea;
- parità tra uomini e donne, integrazione di genere e prevenzione di ogni discriminazione sociale in tutte le fasi di programmazione, attuazione, sorveglianza, rendicontazione e valutazione.
Documento strategico regionale
Per ogni periodo di programmazione europea, la Regione adotta un documento strategico che definisce indirizzi e governance dell’attuazione regionale della Politica di coesione economica, sociale e territoriale. Il documento:
- si colloca tra l’Accordo di partenariato dell’Italia e i Programmi dei singoli fondi UE;
- esplicita la strategia regionale;
- individua gli ambiti prioritari di intervento;
- mira a coordinare i diversi programmi cofinanziati attivi in Regione.
È approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, previo parere del CPEL.
Partenariato, enti locali e società civile
Nell’attuazione delle politiche di coesione la Regione garantisce il coinvolgimento degli enti locali e delle loro forme associative, nel rispetto del principio di sussidiarietà e utilizzando gli strumenti che assicurino la più ampia partecipazione.
È istituito il Tavolo permanente per il confronto partenariale sulla Politica regionale di sviluppo, in coerenza con il codice europeo di condotta sul partenariato. Il Tavolo assicura il contributo del partenariato istituzionale, economico, sociale e ambientale nella definizione, elaborazione e attuazione dei documenti programmatici.
La Giunta definisce con deliberazione:
- composizione;
- articolazione;
- modalità di funzionamento.
La partecipazione è gratuita e non comporta oneri per il bilancio regionale. La Regione può inoltre promuovere forme di coinvolgimento della società civile nella predisposizione dei documenti programmatici.
Programmazione, gestione e autorità dei Programmi
Per ciascun Programma a regia regionale, la Giunta individua, sulla base di specifiche professionalità:
- un’Autorità di gestione;
- un’Autorità di audit;
- eventualmente un’Autorità cui affidare la funzione contabile prevista dal regolamento (UE) 1060/2021.
La disciplina richiama la separazione delle funzioni e l’indipendenza delle autorità, ma prevede anche collaborazione e reciproca informazione per migliorare il flusso informativo, prevenire errori e irregolarità e rafforzare la capacità amministrativa.
Per i Programmi FESR e FSE+ 2021/2027:
- le proposte da presentare alla Commissione europea sono approvate dal Consiglio regionale su proposta della Giunta, previo parere del CPEL;
- la Giunta prende atto della decisione della Commissione europea e informa il Consiglio sulle eventuali modifiche conseguenti alla valutazione europea;
- durante l’attuazione, la Giunta informa tempestivamente il Consiglio in caso di riprogrammazione sostanziale.
La Regione può avviare iniziative anche prima dell’approvazione dei Programmi da parte della Commissione, nel rispetto delle regole di ammissibilità. Può inoltre stanziare risorse regionali aggiuntive, con apposita legge regionale, per autorizzare livelli di spesa superiori a quelli dei Programmi approvati o per compensare insufficienze di finanziamento, rinunce, economie di spesa o vincoli di ammissibilità. Le spese sostenute con tali risorse, e altre spese coerenti con i Programmi, possono essere certificate alla Commissione europea e allo Stato se conformi ai criteri vigenti.
Reclutamento del personale per i Programmi europei e la cooperazione territoriale
Per valorizzare l’esperienza acquisita dal personale a tempo determinato impiegato nelle funzioni di coordinamento, programmazione, attuazione, gestione, rendicontazione, controllo e valutazione degli interventi dei Programmi e dei progetti di cooperazione territoriale europea, la Regione può prevedere nei bandi di concorso una riserva di posti fino al 40 per cento.
La riserva è destinata al personale che, alla data di pubblicazione del bando, abbia svolto almeno trentasei mesi di servizio, ai sensi della disciplina regionale richiamata.
Partecipazione ai processi decisionali europei e Comitato europeo delle Regioni
Nell’ambito della partecipazione ai processi decisionali europei, la Regione rappresenta le istanze territoriali presso il Comitato europeo delle Regioni. Le funzioni dell’articolato già vigente sono integrate con il richiamo alla normativa statale di raccordo con l’Unione europea.
Abrogazione finale
È abrogato il comma 16 dell’articolo 20 della legge regionale n. 24 del 2016, relativo alla stabilità regionale 2017/2019.
Ambito temporale e attualità della disciplina
La legge disciplina in modo strutturale l’organizzazione regionale in materia europea e internazionale, ma contiene anche riferimenti specifici al ciclo di programmazione 2021/2027 e ai relativi Programmi FESR e FSE+. La parte su sessioni consiliari, documento strategico, partenariato, uffici di Bruxelles e attuazione dei programmi è attualmente utile per la gestione delle politiche europee regionali; l’abrogazione finale riguarda invece una norma finanziaria pregressa e ormai non più applicabile.
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