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Sentenza

Sentenza del 05/12/2018 n. 31408 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società contestava l'avviso di accertamento relativo al 2003, con cui erano stati recuperati a tassazione ai fini Irpeg e Iva alcuni costi ritenuti privi del requisito dell'inerenza. Deduceva: motivazione insufficiente dell'avviso, violazione dell'art. 42 del D.P.R. n. 600/1973 per mancata collaborazione e genericità delle contestazioni, nonché vizio di motivazione per omessa valutazione della documentazione prodotta. L'Agenzia proponeva ricorso incidentale sostenendo che la Commissione regionale avesse riconosciuto senza motivazione l'inerenza di un costo per consulenze legali di Euro 1.623,00.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso principale della società, ritenendo adeguata la motivazione dell'avviso e corretta la valutazione dei giudici di merito secondo cui la mera contabilizzazione e produzione delle fatture non dimostrano l'inerenza dei costi. Le fatture riportavano descrizioni generiche e la documentazione ulteriore non dimostrava il collegamento dei costi con l'attività d'impresa. Il terzo motivo è stato dichiarato inammissibile perché mirava a ottenere una nuova valutazione del merito. È stato inoltre dichiarato inammissibile il ricorso incidentale dell'Agenzia: l'assenza totale di motivazione sul costo di Euro 1.623,00 avrebbe dovuto essere censurata come violazione processuale ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c., non come vizio motivazionale ai sensi del n. 5. La società è stata condannata a rimborsare all'Agenzia i due terzi delle spese, liquidati in Euro 4.000,00 oltre spese prenotate a debito; il restante terzo è stato compensato.

Norme richiamate

  • Legge n. 212/2000, art. 7

    Richiede che gli atti dell'Amministrazione finanziaria siano motivati. Nel caso concreto la motivazione dell'avviso è stata ritenuta sufficientemente comprensibile, anche perché consentiva di individuare le contestazioni relative all'inerenza dei costi.

  • Legge n. 241/1990, art. 3

    Impone l'obbligo generale di motivazione dei provvedimenti amministrativi. La censura della contribuente è stata respinta perché la motivazione dell'atto permetteva di comprendere le ragioni del recupero fiscale.

  • D.P.R. n. 600/1973, art. 42

    Disciplina la motivazione degli avvisi di accertamento. La Corte ha escluso che vi fosse una motivazione meramente apparente o generica, rilevando che l'Ufficio aveva contestato l'inidoneità della documentazione a dimostrare l'inerenza.

  • D.P.R. n. 917/1986, art. 109, comma 5, già art. 75

    Consente la deduzione dei costi solo se riferibili ad attività da cui derivano ricavi o proventi che concorrono alla formazione del reddito. La prova dell'inerenza non deriva dalla sola contabilizzazione o dalla fattura, ma richiede documentazione idonea a dimostrare ragione, effettività e collegamento economico della spesa con l'attività d'impresa.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 36, comma 2, n. 4

    Richiede che la sentenza tributaria contenga la motivazione. L'omissione totale della motivazione su un capo decisorio costituisce violazione processuale, non un semplice vizio logico della motivazione.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 4

    È il corretto parametro per impugnare la sentenza per violazione di norme processuali, compresa l'omessa motivazione assoluta richiesta dall'art. 36 del D.Lgs. n. 546/1992.

  • Codice di procedura civile, art. 360, comma 1, n. 5

    Riguarda il vizio motivazionale nei limiti consentiti dal giudizio di cassazione. Non può essere utilizzato per ottenere una nuova valutazione delle fatture e degli altri elementi probatori già esaminati dal giudice di merito.

Massime di principio

  • Per dedurre fiscalmente un costo non basta dimostrare che la spesa è stata sostenuta, contabilizzata e documentata da una fattura: occorre provare il suo concreto collegamento con l'attività d'impresa e con la produzione di ricavi o proventi.
  • Le fatture con descrizioni generiche possono essere considerate insufficienti, soprattutto quando non siano accompagnate da contratti, relazioni, ordini, report, corrispondenza o altra documentazione che chiarisca prestazione, beneficiario, periodo e utilità economica.
  • La regolare tenuta della contabilità e l'effettivo pagamento del costo non dimostrano autonomamente l'inerenza, né impediscono all'Amministrazione di contestare la deducibilità.
  • In Cassazione non è normalmente possibile ottenere una nuova valutazione del materiale probatorio: il ricorso deve individuare una precisa violazione di legge o un effettivo vizio processuale nei limiti previsti dall'art. 360 c.p.c.
  • Per contestare la motivazione di un avviso di accertamento è necessario indicare concretamente quali parti dell'atto siano carenti e perché impediscano al contribuente di comprendere la pretesa fiscale; una critica generica o fondata su una diversa lettura dei fatti è insufficiente.
  • L'omessa motivazione assoluta di un capo della sentenza deve essere denunciata come violazione di una norma processuale, non semplicemente come insufficienza o illogicità della motivazione.
  • La parte che invoca documenti in Cassazione deve riprodurne o indicarne con precisione i passaggi rilevanti, rispettando il principio di autosufficienza del ricorso.

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