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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 01587/2026 del 14/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza della Corte d'appello del 13/02/2025 lamentando vizio di motivazione: pur avendo la Corte riconosciuto le circostanze attenuanti generiche e concesso la sospensione condizionale della pena, non ha espressamente rideterminato la pena base fissata in primo grado (anni tre di reclusione). Chiede che la rideterminazione del trattamento sanzionatorio sia correttamente motivata e operata.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo fondato. Pur non essendovi una esplicita indicazione della nuova entità della pena nella motivazione o nel dispositivo impugnato, il Collegio ha desunto in modo univoco che la riduzione dovuta al riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche e alla concessione della sospensione condizionale corrispondeva ad una diminuzione di un terzo, con rideterminazione della pena principale da anni tre a anni due di reclusione. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente al trattamento sanzionatorio e la pena principale è stata rideterminata in anni due di reclusione; la durata delle pene accessorie fallimentari è stata fissata in anni due; è stato confermato il beneficio della sospensione condizionale della pena. La Cassazione ha motivato il provvedimento richiamando la possibilità di decidere senza rinvio ove non siano necessari ulteriori accertamenti di fatto.

Norme richiamate

  • art. 62-bis cod. pen.

    La norma sulle circostanze attenuanti generiche è stata applicata come causa di riduzione della pena; la Corte ha ritenuto che il riconoscimento delle attenuanti imponga la riduzione della pena base, qui quantificata in un terzo.

  • art. 620, comma 1, lett. i) cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione di annullare senza rinvio quando ritenga di poter decidere, non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto; qui è stata la base per rideterminare direttamente la pena senza rinviare al giudice di merito.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama il limite nella enunciazione del motivo di ricorso in cassazione; è stato citato solo in riferimento ai limiti formali del ricorso (enunciazione del motivo).

Massime di principio

  • Quando un giudice di merito riconosce le circostanze attenuanti generiche deve esprimere in modo chiaro la nuova quantificazione della pena: l'omissione può essere sanata dalla Cassazione se la riduzione è deducibile in modo univoco dagli altri elementi del dispositivo o della motivazione.
  • La concessione della sospensione condizionale della pena è indicativa del fatto che la pena è rientrata nei limiti che consentono il beneficio; se tale elemento rende univoca la riduzione, la Cassazione può rideterminare la pena senza rinvio ai sensi dell'art. 620 cod. proc. pen.
  • La Corte di cassazione può annullare solo la parte del provvedimento viziata (qui il trattamento sanzionatorio) e sostituirsi nella determinazione della pena quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto.
  • Per evitare rischi di vizio motivazionale, il difensore deve chiedere espressamente in motivazione la rideterminazione numerica della pena quando vengono riconosciute attenuanti; in mancanza, va comunque argomentato perché la diminuzione sia desumibile dal dispositivo.
  • Le pene accessorie devono essere coerenti con la rideterminazione della pena principale; la riduzione della pena principale comporta, se del caso, la corrispondente modifica della durata delle pene accessorie.

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