Sentenza n. 11360/2026 - Roma, Sezione 1B
per l'annullamento del provvedimento di diniego opposto all’istanza di assegnazione presso le sedi "Bordo Terra" di Taranto, Brindisi o Grottaglie, presentata al fine di assistere disabile in situazione di gravità titolare di indennità di accompagnamento;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego dell'istanza di assegnazione presso sedi "Bordo Terra" di Taranto, Brindisi o Grottaglie per assistere un familiare disabile in situazione di gravità
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il diniego opposto dal Ministero della Difesa alla richiesta di assegnazione presso alcune sedi territoriali, motivata dalla necessità di assistere una persona disabile in situazione di gravità titolare di indennità di accompagnamento. Il Ministero ha eccepito l'incompetenza territoriale del TAR Lazio in favore del TAR Liguria, evidenziando che il militare presta servizio presso il Comando STELMILIT di Chiavari. Nel corso del giudizio il ricorrente ha dichiarato di rinunciare al ricorso, precisando di averlo riproposto davanti al giudice territorialmente competente.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La dichiarazione di rinuncia non era valida come rinuncia agli atti ai sensi dell'art. 84, comma 1, c.p.a., perché sottoscritta dal solo difensore senza apposito mandato speciale; la procura alle liti contenente la generica facoltà di rinunciare agli atti non è sufficiente. Tuttavia, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., la dichiarazione è stata valutata quale argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, anche in considerazione della riproposizione del ricorso davanti al TAR territorialmente competente. Le spese sono state compensate in ragione della pronuncia in rito.
Norme richiamate
art. 60 c.p.a.
Consente la definizione del giudizio con sentenza semplificata, sentite le parti, quando la causa è matura per la decisione.
art. 84, comma 1, c.p.a.
La rinuncia agli atti del giudizio richiede la sottoscrizione della parte personalmente o del difensore munito di mandato speciale; la generica previsione della facoltà di rinuncia nella procura alle liti non è sufficiente.
art. 84, comma 4, c.p.a.
Anche una dichiarazione di rinuncia formalmente inidonea può essere valutata come argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Giustifica l'oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute in caso di diffusione del provvedimento.
art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679
Rileva ai fini della protezione dei dati relativi alla salute e dell'oscuramento disposto per la diffusione della sentenza.
art. 2-septies d.lgs. 196/2003
Integra la disciplina nazionale di protezione dei dati relativi alla salute, posta a fondamento dell'oscuramento.
Massime di principio
- La rinuncia agli atti del giudizio amministrativo è valida solo se effettuata dalla parte personalmente o dal difensore munito di mandato speciale; la generica attribuzione, contenuta nella procura alle liti, della facoltà di rinunciare agli atti non integra un mandato speciale.
- Una dichiarazione di rinuncia formalmente invalida può comunque costituire argomento di prova della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, ai sensi dell'art. 84, comma 4, c.p.a., e giustificare la declaratoria di improcedibilità quando emerga che il ricorrente non intende più coltivare la controversia.
- La riproposizione della medesima domanda davanti al giudice amministrativo territorialmente competente può confermare la sopravvenuta carenza di interesse alla prosecuzione del giudizio originario, senza determinare una valida rinuncia agli atti in assenza dei requisiti formali.
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