Sentenza del 24/05/2016 n. 3115 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia
PROCESSO TRIBUTARIO - ATTO DI APPELLO - AGENZIA DELLE ENTRATE - DIRIGENTE FIRMATARIO - POTERI - DIFETTO ASSOLUTO DI ATTRIBUZIONE - INAMMISSIBILITÀ.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL'atto di appello dell'Agenzia delle Entrate è stato dichiarato inammissibile. La carenza dei poteri del firmatario impedisce di considerare validamente proposta l'impugnazione, con conseguente prevalenza della posizione processuale della parte privata e possibile stabilizzazione della decisione precedentemente impugnata.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale il privato
La controversia
L'appello dell'Agenzia delle Entrate è stato sottoscritto da un funzionario indicato come dirigente, ma privo della reale qualifica dirigenziale e, quindi, dei necessari poteri di rappresentanza e sottoscrizione dell'atto processuale. Tale carenza è stata considerata un difetto assoluto di attribuzione, poiché il sottoscrittore non disponeva dei poteri e delle funzioni richiesti per proporre validamente l'impugnazione.
Norme richiamate
Norme processuali tributarie in materia di sottoscrizione e rappresentanza dell'Ufficio
L'atto di appello dell'Amministrazione finanziaria deve essere sottoscritto da un soggetto munito dei poteri necessari. La mancanza della qualifica e dei poteri del firmatario comporta l'inammissibilità dell'impugnazione.
Principio del difetto assoluto di attribuzione
Quando l'atto è adottato o sottoscritto da un soggetto privo in modo assoluto della competenza e dei poteri necessari, il vizio non è una mera irregolarità sanabile, ma incide sulla validità dell'atto processuale e ne determina l'inammissibilità.
Massime di principio
- Prima di valutare il merito di un appello dell'Amministrazione, occorre verificare che il firmatario abbia effettivamente la qualifica e i poteri necessari, non essendo sufficiente la sola indicazione formale della qualifica nell'atto.
- La sottoscrizione di un atto processuale da parte di un funzionario privo dei poteri di rappresentanza può determinare l'inammissibilità dell'impugnazione e non una semplice irregolarità formale.
- La contestazione deve riguardare concretamente l'esistenza dei poteri del sottoscrittore, normalmente sulla base della documentazione relativa alla sua qualifica, delega o investitura.
- In situazioni analoghe, l'accertamento del difetto assoluto di attribuzione può impedire all'Amministrazione di ottenere una decisione sul merito dell'appello e lasciare ferma la pronuncia impugnata.
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