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Legge

L.R. Emilia-Romagna 25/2002

MODIFICA DELLA L.R. 10 DICEMBRE 1997, N. 41 "INTERVENTI NEL SETTORE DEL COMMERCIO PER LA VALORIZZAZIONE E LA QUALIFICAZIONE DELLE IMPRESE MINORI DELLA RETE DISTRIBUTIVA. ABROGAZIONE DELLA L.R. 7 DICEMBRE 1994, N. 49"

Normativa regionaleL.R. Emilia-Romagna 25/2002Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge aggiorna la disciplina regionale del commercio della Emilia-Romagna, ampliando l’ambito degli interventi alle aree urbane e ai centri/frazioni di montagna e pianura, includendo anche le piccole e medie imprese dei servizi. Ridefinisce la destinazione dei fondi e alcuni requisiti/progetti agevolabili, con applicazione nell’ambito della L.R. n. 41/1997 ancora per la parte vigente.

Modifiche alla legge regionale Emilia-Romagna n. 41/1997 sul commercio e le imprese minori

Modifiche alla disciplina regionale sul commercio in Emilia-Romagna

La legge interviene sulla L.R. Emilia-Romagna 10 dicembre 1997, n. 41, aggiornandone alcuni ambiti applicativi e criteri di riparto delle risorse a favore delle imprese minori della rete distributiva e dei servizi. Il provvedimento opera esclusivamente nel territorio della Regione Emilia-Romagna e si innesta sulla disciplina già esistente, modificandone contenuti puntuali.

Ambito territoriale e finalità degli interventi

La nozione di aree urbane rilevante per gli interventi viene ampliata, includendo espressamente anche:

  • i capoluoghi;
  • le frazioni dei comuni di montagna e di pianura.

Sul piano delle finalità, viene confermata la logica di valorizzazione e qualificazione delle imprese minori della rete distributiva, con un’attenzione rafforzata alle aree urbane a vocazione commerciale e ai centri storici.

Soggetti ammessi agli interventi

Tra i destinatari degli interventi vengono ricomprese anche le piccole e medie imprese dei servizi, sia singole sia associate.

Per i progetti specificamente previsti dalla disciplina richiamata, la realizzazione è consentita ai soggetti appartenenti alle categorie indicate dalla legge regionale modificata, con estensione espressa ai soggetti operanti nei servizi e alle relative forme associative.

Destinazione delle risorse finanziarie

La legge conferma un vincolo rilevante sull’utilizzo dei fondi regionali: almeno l’80% delle risorse stanziate dal bilancio regionale per gli interventi dei Titoli III e IV deve essere destinato a:

  • imprese con un numero complessivo di addetti non superiore a dieci;
  • loro forme associative;
  • consorzi o società, anche cooperative, costituiti da tali imprese.

Per gli interventi previsti da alcune lettere del comma 3 dell’art. 3 della legge del 1997, il beneficio può estendersi anche a forme associative di imprese costituite in misura prevalente da imprese con meno di dieci addetti.

Tipologie di intervento agevolabili

Tra gli interventi agevolabili viene esplicitamente ricompresa la riqualificazione e l’ammodernamento:

  • delle strutture distributive;
  • dei servizi;
  • dei centri storici;
  • delle aree urbane a vocazione commerciale.

La formulazione aggiornata rafforza quindi la connessione tra sostegno pubblico e processi di recupero e modernizzazione dei contesti commerciali urbani.

Requisiti e riferimenti ai programmi di sostegno

Viene inoltre modificato un rinvio contenuto nella disciplina previgente, sostituendo il riferimento alle imprese “comprese nell’Obiettivo 5/b” con quello alle imprese “beneficiarie di” tali misure, in modo da adeguare il testo al sistema di riferimento dei finanziamenti.

Decorrenza e attualità della legge

La legge è del 2002 e ha natura modificativa di una disciplina regionale del 1997. Non contiene un termine finale di efficacia né un regime temporaneo espresso; tuttavia opera come modifica permanente della legge regionale richiamata, per la parte ancora vigente.

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