Cassazione Penale, Sentenza n. 10988/2025 del 19/03/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Pavoncello ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva: dichiarato inammissibile la sua richiesta di riesame relativa a €5.380 per carenza di legittimazione; annullato il decreto di sequestro per tre orologi Bulgari restituendoli; e confermato il sequestro di una somma di circa €37.000 e di gioielli e preziosi custoditi in una cassetta di sicurezza (valore circa €62.000). La ricorrente sosteneva che i €37.000 erano risparmi di famiglia accumulati in 37 anni di matrimonio e che i gioielli appartenevano alla sua famiglia d'origine, e denunciava carenze motivazionali del Tribunale nel motivare la conferma del sequestro e nel respingere le sue istanze.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato: ha dichiarato inammissibile il ricorso per la maggior parte delle censure (confermando la decisione del Tribunale sul punto della somma di circa €37.000 e sull'inammissibilità della richiesta riguardante €5.380 per carenza di legittimazione), ritenendo congrue le argomentazioni del Tribunale circa l'assenza di prove che i risparmi fossero di proprietà della Pavoncello (affermazioni non supportate da documenti e contrastanti con il fatto che il coniuge era stata l'unica fonte di reddito). Tuttavia, ha annullato l'ordinanza limitatamente al sequestro dei gioielli rinvenuti nella cassetta di sicurezza, perché il provvedimento impugnato non fornisce alcuna motivazione circa la contestazione difensiva che si tratti di beni della famiglia di origine della donna; ha quindi rinviato al Tribunale di Roma per nuovo giudizio e nuova motivazione ai sensi dell'art. 324 comma 5 c.p.p.
Norme richiamate
art. 325 cod. proc. pen., comma 1
Il ricorso per cassazione avverso le ordinanze di riesame relative a misure cautelari reali è ammesso solo per violazione di legge (non per vizi logici della motivazione), salvo che la motivazione sia così carente da configurare un errore di diritto.
art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. e)
Richiamato per delimitare i motivi di cassazione non ammessi: la Corte osserva che i meri vizi logici della motivazione non costituiscono di per sé motivo in cassazione, salvo gravi carenze integranti violazione di legge.
decreto legislativo 74/2000, art. 2
Indica il reato contestato al coniuge indicato negli atti; la presenza di indizi a carico del coniuge è rilevante per valutare l'origine del denaro e dei beni sequestrati.
art. 324 cod. proc. pen., comma 5
Norma richiamata per stabilire la competenza al rinvio e alla rivalutazione in sede di riesame dopo l'annullamento parziale deciso dalla Cassazione.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze di riesame relative a misure reali è ammissibile principalmente per violazione di legge; i soli vizi logici o argomentativi non bastano a fondare la cassazione, salvo che la motivazione sia totalmente mancante o manifestamente insufficiente.
- Quando un terzo dichiara la proprietà di somme o beni sequestrati è necessario fornire elementi probatori oggettivi (documenti, fonti di reddito, scritture, titoli di provenienza): mere dichiarazioni del terzo o del coniuge indagato sono in genere insufficienti.
- Se il denaro è rinvenuto in ambito familiare e il coniuge era l'unica fonte di reddito, il giudice può ritenere maggiormente verosimile che il denaro provenga dalle attività del coniuge, salvo prova contraria adeguata.
- L'omessa o insufficiente motivazione quanto alla appartenenza di specifici beni (es. gioielli in cassetta di sicurezza) integra una violazione di legge che può determinare l'annullamento parziale dell'ordinanza e il rinvio per nuovo esame.
- Una domanda di riesame può essere dichiarata inammissibile per carenza di legittimazione se il richiedente non dimostra un interesse o una titolarità chiara sui beni contestati.
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