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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 4712/2022 del 14/02/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione in Cassazione avverso la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato nullo il lodo arbitrale ma aveva ritenuto valida la transazione 'Valli' e aveva disposto una consulenza tecnica d'ufficio sulla congruità dell'offerta reale del 20/10/1994. I ricorrenti deducevano, tra l'altro, che la corte d'appello aveva errato nel ritenere l'offerta non conforme all'art. 1208 c.c. per insufficiente calcolo degli interessi moratori, omettendo invece di valutare il conclamato inadempimento di Gian Piero (eccezione inadimpleti non est adimplendum) che avrebbe giustificato la sospensione dell'adempimento da parte dei fratelli e reso inesigibile il diritto agli interessi; denunciavano altresì difetti procedurali relativi all'ammissibilita del ricorso incidentale e alla carenza espositiva del controricorso.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale per carenza della prescritta esposizione sommaria dei fatti nel controricorso; ha invece ritenuto fondato, con assorbimento degli altri, il secondo motivo del ricorso principale (omesso esame di fatto decisivo). La Corte ha quindi annullato la pronuncia impugnata nella parte interessata e ha rinviato la causa alla Corte d'Appello per nuovo esame, richiedendo che venga valutata correttamente l'eccezione di inadempimento del beneficiario, la proporzionalità della sospensione dell'adempimento e le conseguenze sul computo degli interessi e sulla validità/congruità dell'offerta reale.

Norme richiamate

  • art. 366 c.p.c.

    Richiede l'esposizione sommaria dei fatti della causa nel ricorso (e nel controricorso quando contenga ricorso incidentale); la sua mancata o insufficiente osservanza determina l'inammissibilità dell'impugnazione per carenza di chiarezza e comprensibilità delle doglianze.

  • art. 334 c.p.c.

    Consente l'impugnazione incidentale tardiva a determinate condizioni; la Cassazione conferma la possibilità di proporre ricorso incidentale oltre i termini se ricorrono i presupposti previsti dalla norma e dalla giurisprudenza consolidata.

  • art. 1208 c.c.

    Stabilisce che l'offerta reale è valida solo se comprende la totalità della somma dovuta, compresi gli interessi già certi; la Corte ha richiamato tale principio nell'analisi della congruità dell'offerta reale.

  • art. 1460 c.c.

    Prevede l'eccezione di inadempimento 'inadimpleti non est adimplendum': la parte che legittimamente sospende l'adempimento in ragione dell'inadempimento altrui non può essere considerata in mora e non è tenuta al pagamento degli interessi moratori, salvo valutazione di proporzionalità e buona fede.

  • art. 1219 c.c.

    Riguarda l'effetto della scadenza di un termine e la decorrenza della mora; la Corte ha ritenuto rilevante la presenza di un termine per l'adempimento nella transazione e la necessità di valutare eventuali sospensioni giustificate.

  • art. 1976 c.c.

    Indica che la transazione ha effetto estintivo rispetto ai rapporti precedenti; se la transazione ha natura novativa, non può essere risolta per inadempimento dei precedenti rapporti estinti.

  • art. 1201 c.c.

    Regola il deposito dell'offerta reale; la Corte ha considerato la validità del deposito subordinata alla regolarità formale e quantitativa dell'offerta.

  • art. 1218 e art. 1224 c.c.

    Riguardano l'obbligazione di adempiere e la responsabilità per inadempimento; la Corte ha richiamato i criteri applicabili nel valutare se il creditore abbia diritto agli interessi moratori o se la sospensione dell'adempimento sia giustificata.

  • art. 1429 c.c. e art. 1419 c.c.

    Riguardano i vizi del consenso (errore) e gli effetti dell'annullamento; la Corte ha esaminato le deduzioni relative all'errore del mandatario ma ha ritenuto che quelle censure fossero state valutate nei gradi di merito.

Massime di principio

  • Quando un controricorso contiene un ricorso incidentale deve recare, ai sensi dell'art. 366 c.p.c., una esposizione sommaria chiara ed esauriente dei fatti della causa; la sua carenza rende il ricorso incidentale inammissibile.
  • L'impugnazione incidentale tardiva è ammessa (art. 334 c.p.c.) se ricorrono le condizioni previste dalla giurisprudenza: la parte soccombente deve aver riservato l'impugnazione e la decisione finale deve toccare anche posizioni favorevoli alla controparte.
  • L'offerta reale ai sensi dell'art. 1208 c.c. deve comprendere l'intero ammontare del credito, compresi interessi e accessori già certi; errori nel computo degli interessi possono rendere l'offerta non convalidabile e il deposito inefficace.
  • L'eccezione di inadempimento (art. 1460 c.c.) può giustificare la sospensione dell'adempimento e impedire che chi sospende venga considerato in mora, ma la sospensione deve essere proporzionata all'inadempimento dell'altra parte e valutata oggettivamente dal giudice.
  • Se la transazione ha natura novativa e sostituisce il precedente rapporto (art. 1976 c.c.), le parti non possono ottenere la risoluzione riferendosi a rapporti precedenti estinti dalla novazione; va valutato tuttavia l'eventuale inadempimento successivo agli effetti della transazione.
  • In caso di contestazione sulla congruità di un'offerta reale, il giudice di merito deve esaminare tutte le circostanze rilevanti, compresa l'eventuale sospensione dell'adempimento per inadempimento dell'altra parte, e motivare esplicitamente ogni discostamento dagli esiti della consulenza tecnica d'ufficio.
  • La Corte di Cassazione può annullare e rinviare la causa al giudice di merito quando rileva l'omesso esame di un fatto decisivo; il giudice richiamato dovrà riconsiderare il caso alla luce dei principi di proporzionalità e buona fede.

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