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Sentenza

Sentenza n. 195/2026 - Campobasso, Sezione 1

per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del T.A.R. Molise n. 235 del 4 agosto 2025 resa nel giudizio n.r.g. 366/2022.

Giustizia amministrativa202600017

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Molise - Campobasso, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: Mancata esecuzione della sentenza del TAR Molise n. 235 del 4 agosto 2025, passata in giudicato, relativa alla restituzione di un bene illegittimamente occupato, al risarcimento del danno e al pagamento delle spese processuali

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha dedotto l’inottemperanza del Comune di Bojano alla sentenza passata in giudicato, ritualmente notificata e divenuta definitiva, lamentando il mancato adempimento degli obblighi di restituzione del bene previa rimessione in pristino, di risarcimento del danno da illegittima occupazione secondo i criteri stabiliti nella sentenza presupposta e di pagamento delle spese processuali, del contributo unificato e degli accessori. Ha chiesto l’ordine di esecuzione, la nomina di un commissario ad acta per il caso di ulteriore inerzia, l’eventuale imposizione di una penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., nonché la condanna alle spese del giudizio di ottemperanza. Il Comune, pur regolarmente notificato, non si è costituito e non ha fornito elementi idonei a dimostrare l’avvenuta esecuzione del giudicato. Il TAR ha ritenuto integrati i presupposti processuali dell’azione, incluso il decorso del termine dilatorio previsto dal d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso per ottemperanza. Ha accertato la mancata esecuzione del giudicato e ordinato al Comune di Bojano, entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza, di: restituire il bene illegittimamente occupato previa rimessione in pristino, salvo il sollecito esercizio dei poteri di acquisizione sanante ex art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001; risarcire il danno da illegittima occupazione secondo i criteri fissati nella sentenza presupposta, mediante proposta di pagamento di una somma coerente; pagare le spese processuali del giudizio precedente, liquidate in € 1.500,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato. Ha nominato sin d’ora il Prefetto di Campobasso quale commissario ad acta, con facoltà di delega, stabilendo che intervenga su istanza del ricorrente se il Comune non adempia entro il termine assegnato e che provveda a sua volta entro ulteriori 60 giorni. Ha invece escluso, allo stato, la penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a., ritenendo sufficiente la nomina del commissario, fatta salva una successiva rivalutazione in caso di mancata collaborazione dell’amministrazione. Il Comune è stato condannato alle spese del giudizio di ottemperanza, liquidate in € 1.000,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    art. 114, comma 4, lett. e)

    Disciplina l’azione di ottemperanza e consente, tra l’altro, l’adozione di misure coercitive pecuniarie; nel caso concreto il TAR ha ritenuto non ancora necessaria la penalità di mora, in considerazione della contestuale nomina del commissario ad acta.

  • art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001

    Il Comune, in alternativa alla restituzione del bene previa rimessione in pristino, può esercitare sollecitamente il potere di acquisizione sanante, secondo quanto già previsto dal giudicato.

  • d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Il decorso del termine dilatorio previsto dalla disciplina richiamata costituisce, nel caso esaminato, presupposto di ammissibilità dell’azione di ottemperanza.

Massime di principio

  • L’azione di ottemperanza è ammissibile quando il giudicato sia divenuto definitivo, sia stato notificato all’amministrazione e sia decorso il termine dilatorio previsto per l’esecuzione nei confronti delle pubbliche amministrazioni.
  • In assenza di prova dell’adempimento degli obblighi conformativi e patrimoniali stabiliti dal giudicato, il giudice dell’ottemperanza può ordinare all’amministrazione di eseguire integralmente la sentenza entro un termine ultimativo, specificando le attività dovute.
  • Quando il giudicato relativo a un’occupazione illegittima impone la restituzione del bene previa rimessione in pristino, l’amministrazione può sottrarsi a tale esito soltanto mediante il sollecito esercizio del potere di acquisizione sanante previsto dall’art. 42-bis d.P.R. n. 327/2001, nei limiti stabiliti dalla sentenza ottemperanda.
  • Il giudice dell’ottemperanza può nominare già nella sentenza un commissario ad acta destinato a intervenire, su istanza dell’interessato, dopo l’inutile decorso del termine assegnato all’amministrazione.
  • La penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. può essere negata quando il giudice abbia predisposto una misura alternativa idonea a fronteggiare l’eventuale ulteriore inadempimento, ferma la possibilità di rivalutare la misura in caso di mancata collaborazione dell’amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieOccupazione illegittima e acquisizione sananteGiudizio di ottemperanza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcesso amministrativo
SottomateriePrevenzione collaborativa e aggiornamento
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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