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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 01498/2026 del 14/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Berardo Daniele, condannato per il reato previsto dall'art. 10-ter del d.lgs. n. 74/2000 alla pena di 6 mesi di reclusione, ha proposto ricorso articolando due motivi: (1) vizio di motivazione in ordine alla sussistenza dell'elemento psicologico del reato (contestazione sull'esistenza del dolo); (2) violazione di legge con riferimento all'esistenza del dolo alla luce della crisi di liquidità che aveva investito la società (argomentazione che l'azione era determinata da difficoltà economiche e non da volontà dolosa).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per intervenuta morte dell'imputato (certificato di morte: 29/07/2025 a Legnago). Ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per morte dell'imputato. Ha tuttavia confermato la misura di confisca ritenendola inerente al profitto del reato e obbligatoria ai sensi dell'art. 87 del D.lgs. 173/2024 (ex art. 12-bis del d.lgs. 74/2000), con richiamo anche all'applicabilità in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti (art. 444 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma che disciplina il reato per cui il ricorrente era stato condannato; la Corte non si è pronunciata sul merito delle censure relative al dolo a causa dell'estinzione del reato per morte dell'imputato.

  • art. 87 Dlgs. 173/2024 (ex art. 12-bis d.lgs. 74/2000)

    "nel caso di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti a norma dell'articolo 444 del codice di procedura penale per uno dei delitti previsti dagli articoli da 74 a 85, è sempre ordinata la confisca dei beni che ne costituiscono il profitto o il prezzo, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero, quando essa non è possibile, la confisca di beni, di cui il reo ha la disponibilità, per un valore corrispondente a tale prezzo o profitto"

    La disposizione stabilisce la confisca obbligatoria dei profitti/prezzi dei delitti indicati, estendendone l'applicazione anche alle sentenze su richiesta delle parti (patteggiamento). Prevede eccezione per beni appartenenti a persone estranee al reato e la facoltà di confisca per equivalente se la confisca diretta non è possibile. La Corte ha ritenuto che, nonostante l'estinzione del reato per morte, la confisca debba rimanere se è inerente al profitto del reato.

  • art. 444 c.p.p.

    Norma procedurale che disciplina l'applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento); richiamata dalla norma sulla confisca per estendere l'obbligo di confisca anche alle ipotesi di applicazione della pena ai sensi dell'art. 444.

Massime di principio

  • La morte dell'imputato estingue il reato e determina l'annullamento della sentenza penale per estinzione del reato; le impugnazioni diventano inammissibili per sopravvenuta morte.
  • Misure patrimoniali come la confisca possono essere confermate anche dopo l'estinzione del reato quando la normativa prevede la confisca obbligatoria sui profitti del reato e i beni non appartengono a persone estranee al reato.
  • L'art. 87 Dlgs. 173/2024 (ex art.12-bis) impone la confisca per i reati indicati sia in caso di condanna sia in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti (art. 444 c.p.p.), prevedendo la possibilità di confisca per equivalente se la confisca diretta non è possibile.
  • Per sottrarre beni alla confisca, gli aventi titolo (eredi o terzi) devono dimostrare che i beni appartengono a persona estranea al reato; altrimenti la confisca può essere mantenuta anche dopo l'estinzione del reato.
  • Quando sopravviene l'estinzione del reato, le corti di legittimità in genere non esaminano più le censure di merito sul dolo o sulla motivazione, per cui le questioni sostanziali possono rimanere non decise.

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