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Cassazione Civile, Ordinanza n. 14238/2026 del 14/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

Un concessionario di ricevitoria del lotto ha opposto un'ordinanza-ingiunzione con cui gli era stata applicata una sanzione pecuniaria per il tardivo pagamento dei proventi del lotto relativi alla settimana contabile di riferimento, in violazione dell'obbligo di versamento entro il giovedì previsto dall'art. 24 del d.P.R. n. 303/1990. Il Giudice di pace aveva accolto l'opposizione, ma in appello il Tribunale aveva riformato la decisione ritenendo tardivo il pagamento perché il bonifico era stato accreditato solo il giorno successivo alla scadenza, non bastando che l'ordine fosse stato impartito entro il termine. Nel ricorso per cassazione sono stati dedotti due motivi: con il primo si è lamentata la violazione degli artt. 23 e 24 del d.P.R. n. 303/1990 e delle norme sulla contabilità pubblica, sostenendo che, essendo il giovedì l'unico giorno utile per il versamento, il ritardo dell'accredito non sarebbe imputabile al concessionario quando il bonifico sia stato disposto tempestivamente; con il secondo si è contestata l'applicabilità dei principi sul pagamento di obbligazioni pecuniarie, deducendo che il concessionario avrebbe natura di agente contabile e non di debitore dello Stato.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendo infondati entrambi i motivi. Ha affermato che il termine fissato dall'art. 24 del d.P.R. n. 303/1990 è perentorio e che, ai fini del rispetto del termine, non è sufficiente l'ordine di bonifico, occorrendo che la somma entri nella disponibilità dell'amministrazione o del concessionario entro il giovedì. Ha inoltre escluso che la qualità di agente contabile del raccoglitore-concessionario consenta di superare tale conclusione, essendo decisivi la fonte regolamentare del termine, la conseguenza automatica della revoca e la funzione di interesse pubblico di garantire l'immediata disponibilità delle somme per il pagamento delle vincite. La Corte ha anche condannato il ricorrente alle spese e, avendo definito il giudizio in conformità alla proposta ex art. 380-bis c.p.c., ha applicato l'art. 96, commi 3 e 4, c.p.c. con condanna a favore della controparte e della Cassa delle ammende, oltre al contributo unificato aggiuntivo se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 23 d.P.R. n. 303/1990

    È richiamato come disposizione che disciplina il meccanismo dell'estratto conto e del saldo dovuto nella gestione del lotto.

  • art. 24 d.P.R. n. 303/1990

    Il raccoglitore deve versare ... entro il giovedì della settimana successiva all'estrazione, il saldo a proprio debito

    Il termine è perentorio e il versamento si considera tempestivo solo se le somme risultano effettivamente disponibili entro la scadenza, non essendo sufficiente il solo ordine di bonifico.

  • artt. 179, 181 e 187 R.d. n. 827/1924

    Sono richiamati dal ricorrente e considerati non decisivi per escludere la perentorietà del termine e la rilevanza dell'effettivo accredito.

  • art. 178 R.d. n. 827/1924

    Invocato dal ricorrente per sostenere la natura di agente contabile; la Corte ritiene tale profilo irrilevante rispetto alla disciplina del termine di versamento.

  • art. 360, comma 1, n. 3), c.p.c.

    È il parametro processuale dei motivi di violazione di legge dedotti in cassazione.

  • art. 380-bis c.p.c.

    La decisione è stata resa in conformità alla proposta del consigliere delegato, con conseguente applicazione dell'art. 96 c.p.c. nei casi previsti.

  • art. 96, commi 3 e 4, c.p.c.

    La Corte lo applica come conseguenza legale della definizione del ricorso in conformità alla proposta, ravvisando una forma di abuso del processo/lite temeraria.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    È dato atto dei presupposti per il versamento dell'ulteriore importo pari al contributo unificato dovuto.

Massime di principio

  • Quando la legge o il regolamento impongono il pagamento entro un termine perentorio, il rispetto del termine richiede che la somma sia entrata nella disponibilità del creditore o dell'amministrazione entro la scadenza; il solo ordine di bonifico non basta.
  • La qualificazione soggettiva del debitore come agente contabile, anziché come debitore in senso stretto, non elide la necessità di rispettare il termine perentorio di versamento se la disciplina speciale collega al ritardo una conseguenza automatica e persegue un interesse pubblico alla pronta disponibilità delle somme.
  • La buona fede non serve a ridefinire il dies ad quem di un termine di adempimento, ma può rilevare solo per valutare il contenuto del comportamento esigibile nel rispetto del termine.
  • Nei rapporti di pagamento eseguiti tramite bonifico, l'effetto solutorio si produce con l'accredito effettivo della somma sul conto del creditore, non con la mera disposizione dell'ordine da parte del debitore.
  • In presenza di una proposta ex art. 380-bis c.p.c. seguita da decisione conforme, la Corte può applicare la disciplina sanzionatoria dell'art. 96, commi 3 e 4, c.p.c., quale espressione di contrasto alla lite temeraria.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniInadempimento
RamiProcesso civileObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezzaAbuso del diritto

Testo integrale

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