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Sentenza

Sentenza n. 919/2026 - Salerno, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501942

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: aggiudicazione del Lotto n. 2 del servizio di pulizia giornaliera, periodica e sanificazione, unitamente agli atti presupposti e consequenziali

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (stazione appaltante e aggiudicataria)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha impugnato la deliberazione del Direttore Generale dell'ASL Avellino che, prendendo atto di una sentenza del Consiglio di Stato, ha disposto l'aggiudicazione del Lotto n. 2 in favore dell'impresa controinteressata, nonché la nota dell'ufficio legale, gli atti relativi alla verifica dei requisiti dell'aggiudicataria, gli atti tecnici concernenti la modifica delle superfici oggetto dell'affidamento e la comunicazione di subentro. Ha inoltre chiesto l'accertamento del diritto all'aggiudicazione o, in subordine, la rinnovazione della gara. Il ricorso era stato proposto anche con domanda cautelare, ma l'istanza di misure cautelari monocratiche era stata respinta e, successivamente, la ricorrente aveva rinunciato alla domanda cautelare.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che la ricorrente, con memoria depositata prima della decisione, aveva espressamente dichiarato di non avere più interesse alla definizione del giudizio. Secondo il principio dispositivo che governa il processo amministrativo, il ricorrente dispone dell'interesse a ricorrere e può rinunciare alla coltivazione della domanda sino a quando la causa è trattenuta per la decisione. Il giudice, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, deve prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse e dichiarare l'improcedibilità. Le spese di lite sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Costituisce il fondamento processuale della declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nel quadro delle disposizioni applicabili alla definizione del giudizio.

  • art. 56 c.p.a.

    Richiamato in relazione alla domanda di misure cautelari monocratiche proposta dalla ricorrente.

  • art. 133, comma 1, lett. d), n. 1), c.p.a.

    Richiamato dalla ricorrente quale fondamento della domanda di accertamento in materia di procedure di affidamento.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo il ricorrente dispone dell'interesse a ricorrere e può dichiarare di non avere più interesse alla decisione sino al momento in cui la causa viene trattenuta per la decisione.
  • Quando il ricorrente dichiara espressamente la sopravvenuta carenza di interesse alla coltivazione del ricorso, il giudice, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell'interesse ad agire, deve dichiarare l'improcedibilità del gravame.
  • La sopravvenuta carenza di interesse integra il venir meno di una condizione dell'azione e impedisce al giudice di esaminare nel merito le censure dedotte.
  • La declaratoria di improcedibilità non esclude la necessità di provvedere sulla regolazione delle spese di lite, che possono essere compensate in ragione della definizione in rito della controversia.

Come è indicizzato

MaterieAggiudicazione, revoca e annullamento della garaGiurisdizione e ripartoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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