L.R. Campania 22/2006
Norme in materia di tutela, salvaguardia e valorizzazione dell'architettura rurale [...]
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge promuove censimento, tutela, recupero e valorizzazione dell’architettura rurale tradizionale in Campania, finanziando interventi di restauro e risanamento conservativo con contributi in conto capitale fino al 45% e 250.000 euro per intervento. Prevede convenzioni, vincoli d’uso e di alienazione, priorità per programmi di valorizzazione del paesaggio rurale, e demanda alla Giunta criteri attuativi e procedure.
Tutela, salvaguardia e valorizzazione dell’architettura rurale tradizionale campana
Tutela e valorizzazione dell’architettura rurale tradizionale in Campania
La legge disciplina, per il territorio della Regione Campania, un insieme di misure volte a conoscere, salvaguardare e valorizzare l’architettura rurale tradizionale, considerata parte essenziale del paesaggio e della memoria dell’economia rurale. Il provvedimento si inserisce nel quadro della pianificazione paesaggistica regionale e mira sia alla tutela dei manufatti sia alla promozione di attività di censimento, studio e divulgazione.
Finalità e obiettivi della disciplina
La Regione persegue la conoscenza, la salvaguardia e la valorizzazione di insediamenti agricoli, edifici e fabbricati rurali tradizionali presenti in Campania, con attenzione anche ai paesaggi ordinari. Gli obiettivi operativi riguardano:
- l’individuazione e l’analisi delle tipologie di architettura rurale tradizionale, dei materiali e delle tecniche costruttive;
- il censimento e il monitoraggio del patrimonio rurale tradizionale;
- la promozione della conoscenza sotto il profilo storico-antropologico, architettonico, paesaggistico-ambientale, sociale ed economico;
- il risanamento conservativo, il restauro e il recupero funzionale dei manufatti rurali;
- la previsione di incentivi per sostenere tali finalità;
- il coordinamento con le azioni di recupero rurale e paesaggistico previste dalla normativa urbanistica regionale.
Interventi ammessi a contributo
La Regione concede contributi per interventi finalizzati al recupero dei manufatti di architettura rurale tradizionale e alla conservazione del loro contesto. In particolare sono finanziabili:
- manutenzione straordinaria, consolidamento, restauro e risanamento conservativo dei manufatti individuati dalla deliberazione attuativa della Giunta;
- interventi coerenti con l’architettura bioecologica, per quanto compatibili con i principi di tutela;
- conservazione della destinazione d’uso originaria degli insediamenti, degli edifici, dei fabbricati rurali e delle aree circostanti;
- tutela dei tipi e dei metodi di coltivazione tradizionali;
- incentivazione di attività compatibili con le colture tradizionali tipiche.
Misura del contributo, soggetti beneficiari e condizioni
I contributi sono concessi in conto capitale nella misura del 45% delle spese ammissibili effettivamente sostenute, entro il limite massimo di 250.000 euro per ciascun intervento ammesso. Possono accedere ai contributi soggetti pubblici o privati proprietari o comunque aventi titolo sui manufatti interessati.
Non sono ammissibili:
- domande relative a interventi già realizzati;
- domande per interventi che abbiano già beneficiato di contributi regionali, statali o comunitari nei cinque anni precedenti la pubblicazione della legge.
È prevista priorità per gli interventi inseriti in programmi di valorizzazione del paesaggio rurale e in aree agricole urbane.
Convenzione, vincoli e obblighi del beneficiario
La concessione del contributo è subordinata al rilascio dei permessi necessari e alla stipula di una convenzione, da trascrivere presso le competenti agenzie del territorio. La convenzione deve disciplinare le cause di revoca, i tempi di attuazione e gli impegni del beneficiario, tra cui:
- la copertura del 55% del costo complessivo dell’intervento;
- il divieto di modificare la destinazione d’uso per almeno dieci anni;
- il divieto di trasferire la proprietà nei cinque anni successivi al rilascio del certificato di agibilità, con obbligo di comunicazione alla Regione;
- l’obbligo di consentire l’accesso al pubblico almeno un giorno al mese e in occasione di iniziative di valorizzazione dei contesti rurali.
La Giunta regionale deve approvare direttive per la redazione della convenzione.
Qualità degli interventi e documentazione tecnica
Gli interventi agevolati devono rispettare la normativa vigente in materia di restauro e i principi della Carta del restauro del 1972 e della Carta europea del patrimonio architettonico del 1975, oltre agli indirizzi della legge statale n. 378 del 2003. I progetti devono essere redatti e diretti da tecnici qualificati secondo la normativa vigente.
La presentazione della domanda di contributo comporta inoltre la richiesta regionale alla soprintendenza competente di avvio del procedimento per la dichiarazione dell’interesse culturale ai sensi del Codice dei beni culturali.
I soggetti beneficiari devono consentire l’uso della documentazione, dei dati, delle indagini storiche, dei disegni e delle immagini relativi agli interventi finanziati, per le attività di promozione e divulgazione previste dalla legge.
Censimento, catalogazione e promozione culturale
Per il perseguimento delle finalità di conoscenza e incentivazione, la Regione concede contributi prioritari per:
- censimento e catalogazione del patrimonio rurale tradizionale nei comuni campani;
- studi, ricerche, mostre e altre forme di divulgazione.
Tali attività sono promosse dalla Giunta regionale e affidate agli enti pubblici competenti per materia e territorio.
Attuazione e deliberazione della Giunta
La Giunta regionale, sentita la direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici e la commissione consiliare competente, deve individuare con propria deliberazione le tipologie di architettura rurale tradizionale entro 90 giorni dalla pubblicazione della legge.
La deliberazione attuativa deve anche definire:
- le azioni per promuovere la conoscenza del patrimonio rurale, con particolare riferimento a censimento, catalogazione, monitoraggio, studi, ricerche, mostre e divulgazione;
- le forme di riuso dei manufatti, purché compatibili con la tipologia architettonica e con lo sviluppo sostenibile del contesto;
- le azioni e gli interventi necessari per conservare gli elementi tradizionali e le caratteristiche storiche, architettoniche e ambientali, anche in funzione del risanamento conservativo, del recupero funzionale o del mantenimento dello stato di rudere;
- le procedure di accesso ai benefici, incluse modalità e termini per le domande, documentazione, criteri di ammissibilità, formazione della graduatoria, termini ed erogazione dei contributi, termini di ultimazione dei lavori e regole d’uso dei beni agevolati.
Aspetti finanziari
L’onere per l’anno 2006 è valutato in 1 milione di euro e viene coperto mediante apposito stanziamento di bilancio e prelievo da altra unità previsionale di base. Per gli anni successivi, la copertura è rinviata a specifici stanziamenti di bilancio.
Entrata in vigore e attualità della norma
La legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. È applicabile esclusivamente nel territorio regionale campano. Non emergono nel testo limiti temporali generali di efficacia, ma la disciplina finanziaria iniziale è riferita all’anno 2006 e alcune misure richiedono atti attuativi della Giunta. Il regolamento regionale n. 6/2010 risulta correlato all’attuazione della legge.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa regionale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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