Sentenza del 25/03/2019 n. 8311 - Corte di Cassazione
Contenzioso- Ricorso per Cassazione - Giurisdizioni speciali - Consiglio di stato - Prospettato eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera legislativa- Esclusione.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato davanti alle Sezioni Unite della Corte di cassazione la sentenza del Consiglio di Stato che aveva confermato la legittimità della delocalizzazione, anche temporanea, delle loro attività commerciali. Hanno denunciato un eccesso di potere giurisdizionale per invasione della sfera riservata al legislatore, sostenendo che il Consiglio di Stato avesse creato una norma inesistente riconoscendo implicitamente al Comune il potere di individuare collocazioni alternative temporanee sulla base del potere di revoca.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato entrambi i ricorsi inammissibili. Ha stabilito che il Consiglio di Stato non aveva creato una nuova norma, ma aveva esercitato la propria funzione interpretativa coordinando le disposizioni del D.Lgs. n. 267/2000 e del D.Lgs. n. 42/2004, in particolare l'art. 52 sul potere di revoca. Anche qualora l'interpretazione fosse stata errata, si sarebbe trattato di un error in iudicando, non censurabile in Cassazione come eccesso di potere giurisdizionale. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese in favore delle amministrazioni e del CODACONS, oltre all'ulteriore contributo unificato.
Norme richiamate
Art. 111, comma 8, Costituzione
Il ricorso per cassazione contro le decisioni del Consiglio di Stato è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.
La disposizione limita il sindacato della Cassazione ai casi di violazione dei limiti esterni della giurisdizione, senza consentire il riesame dell'interpretazione delle norme sostanziali o processuali adottata dal giudice amministrativo.
Art. 362, comma 1, codice di procedura civile
Ricorso per cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione.
Il ricorso contro le decisioni del Consiglio di Stato è ammesso esclusivamente quando sia contestata l'esistenza, l'estensione o il difetto della giurisdizione.
Art. 110, codice del processo amministrativo
Il ricorso per cassazione contro le sentenze del Consiglio di Stato è ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.
Conferma la natura eccezionale e circoscritta del ricorso alle Sezioni Unite contro le decisioni del giudice amministrativo.
D.Lgs. 22 gennaio 2004, n. 42, art. 52
La norma è stata interpretata dal Consiglio di Stato, insieme ad altre disposizioni, come fondamento del potere dell'amministrazione di intervenire sulla localizzazione delle attività commerciali per esigenze di tutela del patrimonio culturale e del decoro.
D.Lgs. n. 267/2000
Le disposizioni del testo unico degli enti locali sono state utilizzate dal Consiglio di Stato nel coordinamento sistematico delle norme attributive dei poteri comunali.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, commi 1-bis e 1-quater
In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è tenuto al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, pari a quello dovuto per il ricorso.
Corte costituzionale, sentenza n. 6 del 2018
L'eccesso di potere giudiziario va riferito alle sole ipotesi di difetto assoluto o relativo di giurisdizione.
Il controllo della Cassazione sui limiti esterni della giurisdizione non comprende gli errori di interpretazione o applicazione della legge commessi dal Consiglio di Stato, anche se qualificati come abnormi o radicali.
Massime di principio
- Il ricorso alle Sezioni Unite contro una decisione del Consiglio di Stato non è un ulteriore grado di merito o di legittimità: può riguardare soltanto il superamento dei limiti esterni della giurisdizione.
- Si ha invasione della sfera legislativa solo quando il giudice speciale applichi una norma da lui stesso creata, sostituendosi al legislatore; non quando ricavi la regola applicabile da un'interpretazione sistematica delle norme esistenti.
- Un'interpretazione ritenuta errata, illogica o sfavorevole della legge costituisce normalmente un error in iudicando o in procedendo, che non può essere fatto valere in Cassazione ai sensi dell'art. 111, comma 8, Cost.
- La Cassazione può intervenire se il Consiglio di Stato afferma o nega la propria giurisdizione in modo assoluto, oppure decide su una materia attribuita a un'altra giurisdizione; non può invece correggere il contenuto concreto della decisione amministrativa.
- Nei contenziosi sulla localizzazione o delocalizzazione di attività commerciali in aree sottoposte a tutela culturale, l'amministrazione può adottare misure limitative o collocazioni alternative quando il potere risulti interpretabile dal coordinamento delle norme vigenti e sia adeguatamente motivato.
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