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Decreto dirigenziale n. 110 del 17/03/2026

Il decreto disciplina le modalità di funzionamento della piattaforma, istituita presso il Centro elaborazione dati della Direzione generale per la motorizzazione, ai fini della presentazione della richiesta e del rilascio dei contrassegni identificativi dei monopattini a propulsione prevalentemente elettrica.

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti110

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il decreto disciplina in modo organico la piattaforma telematica del MIT per la richiesta, il rilascio, la gestione e la cancellazione del contrassegno identificativo dei monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. Definisce soggetti abilitati all’accesso, flussi operativi per cittadini, imprese e studi di consulenza automobilistica, modalità di rifornimento dei contrassegni agli uffici di motorizzazione civile e regole di interoperabilità con ANIA, ANPR e InfoCamere. Una parte rilevante è dedicata al trattamento dei dati personali, alle misure di sicurezza, ai tempi di conservazione e alla disciplina transitoria di entrata in operatività del sistema.

Modalità di funzionamento della piattaforma telematica per la richiesta e il rilascio del contrassegno identificativo dei monopattini elettrici

Modalità di funzionamento della piattaforma telematica per il rilascio del contrassegno dei monopattini elettrici

Il decreto della Direzione generale per la motorizzazione disciplina la piattaforma telematica istituita presso il CED del MIT per la richiesta e il rilascio del contrassegno identificativo dei monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. Il provvedimento si colloca nell’attuazione dell’articolo 1, comma 75-vicies quater, della legge n. 160/2019, come introdotto dalla legge n. 177/2024, e coordina le modalità operative con i precedenti decreti ministeriali del 2025 su caratteristiche del contrassegno, prezzo di vendita e disciplina tecnica.

Base normativa e finalità

La finalità del decreto è rendere operativo il sistema informatico necessario per l’ottenimento, la gestione e la cancellazione del contrassegno, assicurando al contempo la consultabilità dei dati per i controlli di polizia stradale e l’interoperabilità con ANIA per la verifica della copertura assicurativa. Il testo richiama inoltre il Codice della strada, il regolamento di esecuzione, la disciplina sulla dematerializzazione dei contrassegni assicurativi, il GDPR e il Codice privacy.

Definizioni rilevanti e ambito di applicazione

Ai fini del decreto sono definiti, tra gli altri, il contrassegno identificativo, il monopattino elettrico, la piattaforma, il richiedente, l’utente richiedente minorenne, gli studi di consulenza automobilistica, ANIA, ANPR e InfoCamere. La piattaforma è lo strumento esclusivo per la presentazione della richiesta e per il rilascio del contrassegno, nonché per la gestione dei dati e delle comunicazioni connesse.

Soggetti abilitati all’accesso e modalità di autenticazione

L’accesso alla piattaforma è consentito a cittadini, imprese, studi di consulenza automobilistica, personale del Dipartimento e degli UMC, autorità di polizia stradale e ANIA. I cittadini e i rappresentanti delle imprese accedono con SPID di secondo livello o CIE tramite il Portale dell’Automobilista o il Portale del Trasporto; gli studi di consulenza usano SPID o CIE con accesso tramite VPN e funzionalità riservate; il personale MIT accede con credenziali istituzionali e autenticazione a più fattori; le autorità di cui all’articolo 12 del Codice della strada accedono con modalità dedicate e livelli di sicurezza definiti dall’infrastruttura interforze.

La piattaforma consente anche l’accesso dei genitori o esercenti la responsabilità genitoriale per la richiesta del contrassegno in nome e per conto di minori che abbiano compiuto 14 anni.

Flussi operativi per la richiesta e il rilascio del contrassegno

Il decreto prevede tre modelli di presentazione dell’istanza:

  • richiesta diretta del cittadino o dell’impresa con ritiro presso un UMC;
  • richiesta diretta con ritiro presso uno studio di consulenza automobilistica;
  • richiesta presentata dallo studio di consulenza per conto del cliente.

Per i cittadini la piattaforma acquisisce codice fiscale, dati anagrafici, indirizzo di residenza e indirizzo e-mail ordinaria. Per i minori, il soggetto che esercita la responsabilità genitoriale dichiara, tramite flag e ai sensi del d.P.R. n. 445/2000, di agire in nome e per conto del minore. Per le imprese, il sistema acquisisce i dati del legale rappresentante o della persona munita di poteri di rappresentanza e, tramite collegamento con InfoCamere, denominazione, ragione sociale e sedi dell’impresa.

Dopo l’esito positivo delle verifiche, il richiedente seleziona l’ufficio e l’orario di ritiro, effettua il pagamento con PagoPA per l’importo dovuto ai sensi del decreto MIT n. 250/2025 e presenta l’istanza. Nel ritiro presso studio di consulenza, la piattaforma genera un codice di prenotazione da esibire allo sportello. Al momento della consegna, il sistema associa il codice fiscale del proprietario al codice alfanumerico del contrassegno disponibile.

Ruolo degli studi di consulenza automobilistica

Gli studi di consulenza automobilistica possono presentare l’istanza per conto di cittadini e imprese in base a delega, previa acquisizione dei dati del richiedente e verifica della coerenza con ANPR o con il Registro imprese di InfoCamere. Il decreto prevede che il personale degli studi richieda i contrassegni agli UMC, gestisca le prenotazioni, associ il codice fiscale al contrassegno, e comunichi gli eventi di furto, smarrimento, deterioramento o cancellazione.

Per l’accesso e la gestione delle utenze è prevista una funzionalità di Access Management con riconoscimento del codice fiscale; il titolare dello studio, o un suo delegato, può creare, sospendere o revocare le utenze dei dipendenti.

Rifornimento dei contrassegni agli UMC e agli studi

Gli UMC dispongono di un quantitativo minimo di contrassegni definito dalla Direzione generale per la motorizzazione e possono richiederne ulteriori quantitativi. Gli studi di consulenza richiedono i contrassegni tramite la piattaforma e li ritirano presso l’UMC territorialmente competente, previa prenotazione e pagamento del prezzo dovuto ai sensi del decreto n. 250/2025. Gli UMC registrano il ritiro e il trasferimento allo studio.

Il decreto prevede che successivi provvedimenti della Direzione generale disciplinino le modalità di gestione delle richieste destinate all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato.

Cancellazione del contrassegno, furto, smarrimento e cessione del veicolo

In caso di deterioramento del contrassegno il richiedente deve darne comunicazione tramite piattaforma. In caso di furto o smarrimento del contrassegno o del monopattino, il richiedente deve sporgere denuncia entro 48 ore e comunicare in piattaforma numero di protocollo e data della denuncia. La richiesta di cancellazione richiede il pagamento dell’imposta di bollo e dei diritti di motorizzazione tramite PagoPA; se la cancellazione riguarda più contrassegni, è ammessa istanza cumulativa con un solo bollo e un versamento unitario dei diritti in misura proporzionale.

Il contrassegno è dichiarato strettamente personale e non duplicabile; nei casi di perdita o deterioramento il proprietario deve richiedere un nuovo contrassegno. La cancellazione può avvenire anche d’ufficio dall’UMC competente ai sensi dell’articolo 21-nonies della legge n. 241/1990.

In caso di cessione del monopattino o di trasferimento della proprietà, il cedente deve rimuovere il contrassegno e chiederne la cancellazione; il cessionario dovrà richiedere un nuovo contrassegno.

Interoperabilità con ANIA, ANPR e InfoCamere

La piattaforma dialoga con ANIA in modalità machine-to-machine con mutua autenticazione TLS. ANIA verifica l’associazione tra contrassegno e codice fiscale del proprietario e comunica i dati della copertura assicurativa di ciascun contrassegno. Il sistema effettua inoltre verifiche automatiche tramite ANPR e tramite il Registro imprese di InfoCamere per validare i dati di cittadini, minori e imprese.

Trattamento dei dati personali e ruoli privacy

Il decreto dedica un’ampia disciplina al trattamento dei dati personali. Il MIT, tramite il Dipartimento per i trasporti e la navigazione e la Direzione generale per la motorizzazione, è titolare dei trattamenti necessari alla gestione della piattaforma, all’autenticazione, al monitoraggio, alla consultazione delle richieste e al supporto delle attività degli UMC. Gli UMC sono individuati come soggetti autorizzati al trattamento; il MIT può avvalersi di responsabili del trattamento; gli studi di consulenza automobilistica operano come titolari autonomi per la propria utenza; le autorità di polizia stradale sono titolari autonomi per le consultazioni connesse ai controlli e alle sanzioni.

Sono previsti i principi di liceità, correttezza, trasparenza, minimizzazione e limitazione della conservazione, nonché misure di sicurezza adeguate ai sensi degli articoli 24, 25 e 32 del GDPR. Il provvedimento richiama anche l’informativa agli interessati ex articoli 13 e 14 GDPR e il diritto di esercitare i diritti previsti dagli articoli 15 e seguenti.

Misure di sicurezza, pseudonimizzazione e conservazione

L’allegato tecnico dettaglia le misure di sicurezza: IDS/IPS, autenticazione forte, VPN, logging, monitoraggio, controllo accessi, backup, cifratura, protezione fisica del CED, gestione incidenti e vulnerability assessment periodici. I dati sono cifrati in transito e a riposo; i dati pseudonimizzati possono essere riacceduti solo su richiesta dell’autorità giudiziaria mediante un meccanismo a doppia chiave con rotazione annuale.

I log di autenticazione sono conservati per 24 mesi dall’ultimo accesso; i dati relativi a richiesta e rilascio del contrassegno sono pseudonimizzati dalla cancellazione del contrassegno e conservati per 35 anni, salvo ulteriori esigenze dell’autorità giudiziaria. I dati non sono trasferiti fuori dallo SEE se non nei casi consentiti dal GDPR.

Disposizioni transitorie e decorrenza

Fino alla piena operatività dell’autenticazione a due fattori via VPN, per studi di consulenza e personale del MIT l’accesso può avvenire con le credenziali rilasciate dal centro elaborazione dati. Gli articoli 5 e 7 acquistano efficacia dalla data stabilita con successivo provvedimento della Direzione generale; in prima applicazione non è prevista l’assegnazione agli studi di contrassegni in dotazione, che vengono ritirati presso gli UMC secondo le modalità dell’articolo 8.

L’obbligo per il proprietario del monopattino di dotarsi del contrassegno decorre dal sessantesimo giorno successivo all’entrata in vigore del decreto. Il provvedimento precisa inoltre che non derivano nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

Punti principali

Oggetto e base normativa

Il provvedimento attua il quadro normativo introdotto dalla legge n. 160/2019, come modificata dalla legge n. 177/2024, che impone ai proprietari di monopattini elettrici di richiedere un contrassegno identificativo stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Il decreto dà attuazione anche ai precedenti atti ministeriali del 2025 sul prezzo di vendita, sulle modalità di richiesta e rilascio e sulle specifiche tecniche del contrassegno, disciplinando il funzionamento della piattaforma telematica unica.

Accesso alla piattaforma e soggetti abilitati

Sono abilitati all’accesso cittadini, imprese tramite i loro rappresentanti, studi di consulenza automobilistica, personale MIT/UMC, autorità di polizia stradale e ANIA. L’accesso avviene con SPID di secondo livello o CIE per cittadini, imprese e studi, mentre per il personale ministeriale e le autorità sono previste credenziali istituzionali, autenticazione a più fattori e, per alcuni utenti, rete privata virtuale. La piattaforma è utilizzabile anche per conto di minori dai 14 anni in su da parte di chi esercita la responsabilità genitoriale.

Procedure per richiesta, ritiro e associazione del contrassegno

Il decreto distingue tre canali operativi: richiesta diretta con ritiro presso UMC, richiesta diretta con ritiro presso studio di consulenza, e richiesta presentata dallo studio per conto del cliente. In ogni caso il richiedente inserisce i dati anagrafici, effettua il pagamento tramite bollettino PagoPA generato dalla piattaforma e, dopo l’esito positivo delle verifiche, il sistema associa il codice fiscale al codice alfanumerico del contrassegno. Nel caso di ritiro presso studio, la piattaforma genera un codice di prenotazione da presentare al ritiro.

Rifornimento dei contrassegni e ruolo degli UMC

Gli uffici di motorizzazione civile sono dotati di un quantitativo minimo di contrassegni definito dalla Direzione generale per la motorizzazione e ne richiedono ulteriori disponibilità alla stessa Direzione. Gli studi di consulenza automobilistica richiedono i contrassegni tramite la piattaforma, effettuano il pagamento del prezzo dovuto e li ritirano presso l’UMC territorialmente competente; gli UMC registrano poi gli estremi del ritiro e il trasferimento allo studio.

Cancellazione, furto, smarrimento e cessione del monopattino

Il contrassegno va cancellato in caso di deterioramento, furto, smarrimento o cessione del monopattino. Per furto e smarrimento è richiesto che la denuncia sia presentata entro 48 ore e che in piattaforma siano indicati data e numero di protocollo. La cancellazione comporta l’eliminazione dell’associazione con il proprietario; nei casi di cessione il venditore deve rimuovere il contrassegno e chiedere la cancellazione, mentre l’acquirente deve richiederne uno nuovo. È prevista anche la cancellazione d’ufficio nei casi di autotutela ex articolo 21-nonies della legge n. 241/1990.

Trattamento dei dati personali, interoperabilità e conservazione

Il MIT è titolare del trattamento per le finalità di gestione della piattaforma, accessi, monitoraggio, gestione delle richieste e attività degli UMC. Gli studi di consulenza e le autorità di polizia operano come titolari autonomi per le rispettive attività; sono previste misure tecniche e organizzative di sicurezza, crittografia, logging, backup, pseudonimizzazione e limitazione degli accessi. I dati di log sono conservati per 24 mesi dall’ultimo accesso; i dati relativi a richiesta e rilascio sono pseudonimizzati dopo la cancellazione del contrassegno e conservati per 35 anni, salvo ulteriori esigenze dell’autorità giudiziaria.

Come è indicizzato

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