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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14555/2026 del 21/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti chiedevano l'annullamento della sentenza di appello che li aveva confermati colpevoli di più furti pluriaggravati commessi contro sportelli ATM (periodo ottobre 2019 - giugno 2021). Le doglianze principali erano: vizio di motivazione e contraddittorietà (diverso modus operandi in un episodio rispetto agli altri), erronea valutazione e applicazione delle aggravanti ex art. 625 (nn. 2, 5 e 7 c.p.), vizio nella valutazione della recidiva ex art. 99 c.p., mancato riconoscimento delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p., e difetti nella determinazione degli aumenti per la continuazione. Altri motivi riguardavano l'insufficienza probatoria degli indizi (es. positioning telefonico) e la presunta improcedibilità per sopravvenuta procedibilità a querela in seguito al d.lgs. 150/2022.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi: ha ritenuto la valutazione del merito (interconnessione delle intercettazioni, tabulati telefonici, risultanze testimoniali e confronto con precedente sentenza di primo grado) adeguata e non viziata dai profili dedotti; ha confermato l'applicabilità delle aggravanti e della recidiva alla luce delle motivazioni e precedenti, respinto le censure sulle attenuanti e sugli aumenti per continuazione (ritenuti motivati e proporzionati), e dichiarato infondate le doglianze sulla procedibilità a querela. Ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese della parte civile.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen. (nn. 2, 5, 7)

    art. 625, comma 1, n. 2, 5 e 7 c.p.

    Le Sezioni hanno ritenuto integrabili le aggravanti: n.2 (uso di chiavi false/violenza sulle cose) e n.7 (mezzo fraudolento, inteso anche come uso di chiavi o codici ottenuti indebitamente); n.5 (numero dei correi) è stato ritenuto integrato sulla base del compendio probatorio

  • art. 62-bis cod. pen.

    Richiamata in relazione alla richiesta di attenuanti generiche: i giudici del merito hanno valutato discrezionalmente e motivatamente il diniego, ritenendo insufficienti gli elementi positivi prodotti dalla difesa

  • art. 99 cod. pen.

    La Corte ha ritenuto applicabile la recidiva contestata, ritenendo che la pluralità e la natura dei precedenti e la tempistica giustificassero la valutazione di maggiore pericolosità sociale

  • art. 606 cod. proc. pen.

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e) c.p.p. e lett. e) per motivazione

    Norma che disciplina i motivi di cassazione: i ricorsi hanno invocato violazioni della legge e vizi di motivazione, ma la Corte ha ritenuto assenti i vizi denunciati

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Richiamato rispetto ai criteri di valutazione della prova indiziaria; la Corte ha ritenuto che la valutazione congiunta degli elementi indiziari fosse adeguata

  • d.lgs. 150/2022 (riforma procedibilità art. 624 c.p.)

    d.lgs. 10.10.2022 n. 150, art. 85 (disposizione transitoria) e modifiche alla procedibilità

    La difesa ha invocato la sopravvenuta procedibilità a querela per alcuni furti; la Corte ha verificato e ritenuto inammissibili o infondate le doglianze sul punto, considerando le denunce/querela esistenti e le disposizioni transitorie

  • art. 624 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla questione della procedibilità a querela dopo la riforma: i giudici hanno valutato la sussistenza delle condizioni procedibili nei singoli casi

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato nei limiti del cumulo per la continuazione: la Corte ha ritenuto che gli aumenti fossero nei limiti previsti e non configurassero un cumulo surrettizio

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato come parametro di riferimento per la determinazione della pena e per la valutazione dei criteri rilevanti (gravità del fatto, colpevolezza, circostanze personali)

  • art. 530 cod. proc. pen.

    Citato relativamente all'assoluzione per non avere commesso il fatto (utilizzato nel motivare l'assoluzione di De Luca per uno dei capi)

Massime di principio

  • Il furto ai danni di sportelli ATM può integrare l'aggravante dell'esposizione del bene alla pubblica fede: non rileva soltanto la presenza di una cassaforte o di dispositivi di protezione, ma l'affidamento del denaro al servizio ATM e la mancanza di custodia diretta giustificano l'aggravante
  • L'uso di chiavi alterate, duplicazioni o codici ottenuti indebitamente può integrare sia l'aggravante della violenza sulle cose (n.2) sia, quando sussista un artificio idoneo a sorprendere la vittima, il mezzo fraudolento (n.7); occorre valutare caso per caso se si tratti di mera destrezza o di un effettivo artifizio
  • La recidiva ex art. 99 c.p. è soggetta a valutazione motivata dal giudice di merito: la Cassazione sindaca la legittimità e la razionalità della motivazione, non la mera opportunità della decisione
  • La localizzazione telefonica (positioning) è un elemento indiziario utile ma non decisivo da solo: è necessario inserirlo in un quadro probatorio più ampio (intercettazioni, tabulati, immagini, dichiarazioni) per fondare una condanna
  • Le valutazioni di merito sulla prova e sulla determinazione della pena godono di ampia discrezionalità; in Cassazione sono sindacabili principalmente i vizi di diritto o di illogicità/manifesta contraddittorietà della motivazione, non una diversa rivalutazione globale del fatto
  • In presenza di riforme procedurali (es. procedibilità a querela) è fondamentale verificare la data del fatto, l'esistenza di denunce/querela e l'applicazione delle disposizioni transitorie per stabilire la procedibilità dell'azione penale

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