Ordinanza n. 15193/2026 - Roma, Sezione 5B
per l'annullamento del decreto di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza (K10/-OMISSIS-);
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto di rigetto dell’istanza di concessione della cittadinanza italiana, fondato su elementi riservati emersi a carico del coniuge della richiedente
Esito
La controversia
La richiedente ha impugnato il decreto di rigetto della propria istanza di concessione della cittadinanza. Il diniego è motivato con il fatto che, nel corso dell’istruttoria, sarebbero emersi a carico del coniuge elementi tali da non consentire di escludere pericoli per la sicurezza della Repubblica. Il provvedimento richiama dati riservati potenzialmente pregiudizievoli per la sicurezza nazionale, senza identificare specifiche note informative mediante riferimenti temporali e numeri di protocollo. Il testo non espone ulteriori motivi di ricorso.
La decisione
Il TAR non ha definito il ricorso né deciso sulla legittimità del diniego. Ha disposto un’integrazione istruttoria a carico del Ministero dell’Interno, che entro 90 giorni dalla comunicazione dell’ordinanza o dalla sua notificazione, se anteriore, dovrà trasmettere alla Segreteria della Sezione, in plico riservato e sigillato, la documentazione istruttoria posta a fondamento del decreto, adottando le cautele necessarie, inclusi stralci e omissis, per proteggere le fonti, l’attività di intelligence e gli elementi non strettamente rilevanti. In alternativa, il Ministero dovrà trasmettere una relazione che esponga le specifiche ragioni per cui ritiene ragionevole non inviare gli atti. Dopo il deposito, il difensore della ricorrente, previamente avvisato, potrà visionare la documentazione senza estrarne copia all’udienza di trattazione. La causa è stata rinviata alla camera di consiglio del 17 febbraio 2027; nessuna statuizione sulle spese.
Massime di principio
- Quando il diniego di concessione della cittadinanza si fonda su informative classificate come riservate, l’amministrazione può ometterne la divulgazione ordinaria per tutelare la sicurezza, ma il giudice può acquisire in giudizio la documentazione con cautele idonee a proteggere le fonti informative e l’attività di intelligence.
- Per garantire il contraddittorio e la parità delle armi in controversie fondate su informative riservate, deve essere consentita al difensore dello straniero la visione degli atti in giudizio secondo modalità e cautele compatibili con la tutela della riservatezza; nel caso in esame il TAR ha disposto la visione senza possibilità di estrarre copia.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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