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Legge

L.R. Toscana 33/2020

Gestione della sicurezza da rischio nivologico e dichiarazione di immunità dal pericolo di valanga. Modifiche alla l.r. 93/1993 e alla l.r. 39/2009. Invasi ed opere esistenti. Sanzioni. Modifiche alla l.r. 64/2009.

Normativa regionaleL.R. Toscana 33/2020Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge modifica la disciplina toscana sulla dichiarazione di immunità dal pericolo di valanga e sulla gestione dei dati nivologici, e aggiorna le sanzioni per invasi e sbarramenti esistenti. Introduce inoltre una previsione tecnica per il supporto regionale sulle valanghe. Non comporta nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale. Parte delle modifiche alla l.r. 93/1993 è stata poi abrogata nel 2025.

Gestione rischio nivologico, dichiarazione di immunità da valanga e sanzioni per invasi e sbarramenti

Gestione del rischio nivologico e sanzioni per invasi

La legge regionale della Toscana interviene su due ambiti distinti: la gestione della sicurezza da rischio nivologico e la disciplina sanzionatoria relativa agli sbarramenti di ritenuta e ai relativi bacini di accumulo. Il provvedimento modifica la l.r. 93/1993, la l.r. 39/2009 e la l.r. 64/2009, con effetti limitati al territorio regionale.

Gestione del rischio nivologico e supporto tecnico

Nel quadro della disciplina regionale sulla materia nivologica, viene potenziato il ruolo delle strutture tecniche regionali e del Laboratorio di monitoraggio e modellistica ambientale per lo sviluppo sostenibile. In particolare, tra le attività del consorzio è stato inserito il compito di rilevare, studiare ed elaborare dati in materia nivologica, fornendo supporto alle strutture regionali anche con riferimento specifico alla dichiarazione di immunità dal pericolo di valanghe.

Dichiarazione di immunità dal pericolo di valanga e relazione tecnica

La legge originariamente modificava la disciplina della dichiarazione di immunità dal pericolo di valanga e della relazione tecnica asseverata prevista dalla l.r. 93/1993. Tuttavia le disposizioni degli articoli 1 e 2 risultano successivamente abrogate dalla l.r. 31 luglio 2025, n. 41, art. 27; pertanto tali modifiche non sono più operative.

Sanzioni per invasi e opere esistenti

La parte più rilevante e ancora descritta dal testo riguarda l’aggiornamento delle sanzioni previste dalla l.r. 64/2009 per gli impianti e le opere di ritenuta. La disciplina distingue tra impianti “ordinari” e impianti di minori dimensioni, cioè quelli con altezza non superiore a 10 metri e volume d’invaso non superiore a 100.000 metri cubi.

Le sanzioni amministrative sono previste per diverse violazioni, tra cui la tardiva denuncia di esistenza degli impianti e il mancato rispetto delle prescrizioni di esercizio.

Importi sanzionatori

Per le violazioni sanzionate dall’articolo 13 della l.r. 64/2009, il testo stabilisce che:

  • se la violazione riguarda impianti di altezza inferiore o uguale a 10 metri e con volume d’invaso inferiore o uguale a 100.000 metri cubi, si applica una sanzione da 40 a 240 euro nei casi previsti dal comma 1;
  • per il ritardo superiore a 180 giorni nella presentazione della denuncia di esistenza degli impianti, la sanzione è da 1.500 a 15.000 euro;
  • per gli impianti minori, la sanzione per il ritardo nella denuncia e per la prosecuzione dell’esercizio in violazione delle prescrizioni è ridotta a una forbice da 150 a 1.500 euro;
  • per le opere superiori a 10 metri di altezza e con invaso superiore a 100.000 metri cubi, gli importi sanzionatori previsti dall’articolo 13 sono raddoppiati, salvo le fattispecie del comma 1 bis.

Regime finanziario

La legge prevede espressamente che dalla sua attuazione non derivano nuovi o maggiori oneri a carico del bilancio regionale.

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