Ordinanza n. 152/2026 - Catania, Sezione 2
per l'accertamento dell’illegittimità dell’occupazione delle aree di proprietà del ricorrente posta in essere dalla Provincia Regionale di Messina, adesso Città Metropolitana di Messina, con contestuale domanda di condanna alla restituzione dei terreni illegittimamente occupati ed al pagamento in favore del ricorrente di quanto dovuto a titolo di risarcimento per tutti i danni derivanti dall’illecita occupazione, con interessi e rivalutazione monetaria, nella misura di legge, ovvero, all’acquisizione delle predette aree ed al risarcimento del danno in suo favore ai sensi dell’art. 42-bis del D.P.R. n. 327/2001.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: occupazione di aree private asseritamente illegittima, con domanda di restituzione, risarcimento o acquisizione ai sensi dell’art. 42-bis d.P.R. 327/2001
Esito
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità dell’occupazione di terreni di sua proprietà posta in essere dalla Provincia Regionale di Messina, oggi Città Metropolitana di Messina, nonché la condanna alla restituzione delle aree e al risarcimento dei danni derivanti dall’occupazione illecita, con interessi e rivalutazione. In via alternativa, ha domandato l’acquisizione delle aree da parte dell’amministrazione e il risarcimento previsto dall’art. 42-bis d.P.R. 327/2001. L’ordinanza non esamina nel merito tali domande, ma rileva l’omesso deposito da parte dell’amministrazione degli atti e documenti rilevanti per la controversia.
La decisione
Il TAR ha disposto un incombente istruttorio, ordinando all’amministrazione resistente di depositare, entro il termine previsto per la costituzione in giudizio e in vista dell’udienza di merito fissata al 10 settembre 2026, l’eventuale provvedimento impugnato, gli atti e i documenti posti a fondamento dell’atto, quelli in esso richiamati e ogni ulteriore documento utile alla decisione. Il Collegio ha precisato che la nozione di atti “utili al giudizio” comprende qualsiasi atto potenzialmente incidente sulla decisione, anche ai fini dell’applicazione dell’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990. L’ordinanza è stata comunicata alla Segreteria; non contiene una decisione sulla fondatezza delle domande sostanziali né una regolazione delle spese.
Norme richiamate
art. 46, comma 2, c.p.a.
eventuale provvedimento impugnato, nonché gli atti e i documenti in base ai quali l’atto è stato emanato, quelli in esso citati e quelli che l’Amministrazione ritiene utili al giudizio
Impone all’amministrazione di depositare, entro il termine per la costituzione in giudizio, il provvedimento eventualmente impugnato e la documentazione rilevante per la controversia.
art. 65, comma 3, c.p.a.
ove l’Amministrazione non provveda, il presidente, un magistrato delegato oppure il collegio ordina l’esibizione di tali atti
Consente al giudice di ordinare l’esibizione degli atti che l’amministrazione non abbia depositato spontaneamente.
art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990
È richiamato per chiarire che tra gli atti utili al giudizio rientrano anche quelli potenzialmente rilevanti per verificare l’eventuale non annullabilità del provvedimento per vizi formali o procedimentali.
art. 42-bis d.P.R. 327/2001
È indicato nel testo quale base normativa della domanda alternativa di acquisizione delle aree occupate e di risarcimento del danno; l’ordinanza non ne interpreta i presupposti.
Massime di principio
- Quando l’amministrazione non deposita spontaneamente il provvedimento impugnato e gli atti rilevanti per la decisione, il giudice amministrativo può ordinare l’esibizione della documentazione ai sensi degli artt. 46, comma 2, e 65, comma 3, c.p.a.
- L’obbligo di deposito degli atti utili al giudizio comprende ogni documento potenzialmente idoneo a influire sulla decisione della controversia, inclusa la documentazione rilevante per valutare l’applicabilità dell’art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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