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Sentenza

Sentenza n. 4219/2026 - Napoli, Sezione 1

per l’accertamento e la condanna a) al risarcimento dei danni patrimoniali subiti et subendi conseguenti all'adozione da parte del Comune di Pozzuoli del provvedimento n.-OMISSIS- annullato dal Tribunale Amministrativo Regionale della Campania – Napoli con sentenza n. -OMISSIS- con cui l'ente pubblico ha disposto la demolizione delle opere realizzate dalla ricorrente sull'immobile (campeggio “-OMISSIS-”) concessole in locazione dalla Regione Campania (ubicato nel Comune di Pozzuoli, alla via -OMISSIS-, identificato al catasto al foglio -OMISSIS- ); b) per l'effetto, per la condanna del Comune di Pozzuoli al risarcimento dei danni patrimoniali subiti et subendi nelle voci del danno emergente e del lucro cessante da calcolarsi nella misura indicata nel ricorso e/o nella diversa misura ritenuta congrua dall'On. Tar; c) nonché per la condanna al risarcimento dei maggiori danni dovessero maturare a carico della società nel corso del presente giudizio; c) con ogni conseguenza di legge.

Giustizia amministrativa202300642

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. ISentenzaAzione risarcitoria

Atto impugnato: condotta amministrativa asseritamente lesiva derivante dall'adozione di un'ordinanza comunale di demolizione, successivamente annullata dal TAR

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha riassunto il giudizio davanti al giudice amministrativo dopo che il Tribunale civile di Napoli aveva declinato la giurisdizione. Ha chiesto il risarcimento del danno emergente, quantificato nei costi sostenuti per la riqualificazione dell'immobile, nei canoni di locazione corrisposti e nelle spese giudiziarie, nonché del lucro cessante, quantificato nel mancato guadagno che sarebbe derivato dall'apertura e dalla gestione della struttura turistico-ricettiva. Secondo la ricorrente, l'ordinanza di demolizione, notificata a lavori ultimati, avrebbe dapprima procrastinato l'apertura e poi vanificato l'iniziativa imprenditoriale. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità della riassunzione per mutamento dei fatti costitutivi e, nel merito, ha contestato la fondatezza della domanda risarcitoria.

La decisione

Il TAR ha respinto l'eccezione di inammissibilità, ritenendo che la riassunzione non introducesse una domanda nuova: sia nell'atto di citazione civile sia nel ricorso amministrativo la responsabilità del Comune era ricondotta all'illegittima ordinanza di demolizione. Nel merito, ha rigettato la domanda risarcitoria per difetto dei presupposti della responsabilità aquiliana della pubblica amministrazione. In particolare, ha escluso il nesso causale tra l'ordinanza e i danni lamentati, rilevando che l'efficacia del provvedimento era stata sospesa in tempi ravvicinati, dapprima in sede monocratica e poi collegiale, sicché i suoi effetti pregiudizievoli erano stati sostanzialmente sterilizzati. Inoltre, il nesso causale risultava comunque interrotto dagli atti di vandalismo e dai furti che avevano danneggiato il complesso immobiliare e compromesso la possibilità di apertura; la stessa ricorrente aveva riconosciuto che tali eventi avevano vanificato gran parte dei lavori e impedito una ripresa immediata dell'attività. I costi di riqualificazione, gli eventuali costi di riparazione e il mancato guadagno non erano quindi diretta conseguenza dell'ordinanza demolitoria. Il TAR ha altresì escluso la colpa del Comune, valorizzando la complessità dell'istruttoria necessaria in ragione della risalenza dei manufatti e della disponibilità della documentazione presso la Regione Campania. La società è stata condannata al pagamento di 2.000 euro per spese di giudizio.

Norme richiamate

  • art. 2043 c.c.

    La responsabilità aquiliana del Comune richiede la prova dell'illecito, del danno ingiusto, del nesso causale e dell'elemento soggettivo; nel caso concreto il TAR ha ritenuto non dimostrati il nesso eziologico e la colpa dell'amministrazione.

  • art. 30 c.p.a.

    La domanda risarcitoria per lesione derivante dall'esercizio illegittimo del potere amministrativo è stata esaminata alla luce dei presupposti della responsabilità della pubblica amministrazione, con particolare riguardo alla prova del nesso causale e della colpa.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in epigrafe con riferimento alla trattazione della controversia nell'ambito dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • L'annullamento giurisdizionale di un provvedimento amministrativo non determina automaticamente il diritto al risarcimento del danno: il danneggiato deve provare anche il nesso causale tra l'illegittimo esercizio del potere e ciascuna voce di danno lamentata, nonché l'elemento soggettivo dell'amministrazione.
  • La sospensione cautelare tempestiva dell'efficacia del provvedimento illegittimo può escludere o ridurre il nesso causale rispetto ai danni successivamente allegati, quando dimostri che gli effetti lesivi dell'atto sono stati sostanzialmente neutralizzati.
  • Il nesso causale tra provvedimento amministrativo e danno può essere interrotto da fattori esterni autonomi, quali vandalismi o furti, se tali eventi costituiscono la causa effettiva della perdita dell'investimento o dell'impossibilità di avviare l'attività economica.
  • La colpa dell'amministrazione può essere esclusa quando l'illegittimità del provvedimento sia maturata in un contesto istruttorio oggettivamente complesso, caratterizzato dalla risalenza dei manufatti e dalla disponibilità della documentazione rilevante presso un diverso ente pubblico.
  • Nel giudizio riassunto davanti al giudice amministrativo dopo una declinatoria di giurisdizione, non sussiste mutamento della domanda quando la responsabilità dell'amministrazione resta fondata sul medesimo fatto costitutivo già dedotto nel giudizio originario.

Come è indicizzato

MaterieDanno da provvedimento illegittimoGiurisdizione e riparto
RamiResponsabilità della pubblica amministrazioneProcesso amministrativo
IstitutiRisarcimento del danno da attività amministrativaOnere della prova e principio dispositivoRiparto di giurisdizione

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