L.R. Veneto 3/2022
Disposizioni per la promozione della parità retributiva tra donne e uomini e il sostegno all'occupazione femminile stabile e di qualità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa legge regionale Veneto n. 3/2022 promuove la parità retributiva tra donne e uomini e l’occupazione femminile stabile e di qualità. Istituisce un Registro delle imprese virtuose, prevede premialità e misure contro discriminazioni, molestie e licenziamenti illegittimi, campagne formative e informative, interventi per conciliazione vita-lavoro e sostegno a donne vittime di violenza. Vigente dal 18 febbraio 2022.
Parità retributiva di genere e occupazione femminile nel Veneto
Parità retributiva e occupazione femminile nel Veneto
La legge regionale del Veneto n. 3 del 2022 definisce un insieme di strumenti per promuovere la parità di genere nel lavoro, contrastare i differenziali retributivi tra donne e uomini e sostenere l’occupazione femminile stabile e di qualità. L’intervento opera esclusivamente nel territorio della Regione Veneto e si innesta nel quadro della normativa statale ed europea in materia di pari opportunità e non discriminazione.
Finalità generali e principi ispiratori
La Regione riconosce la parità di genere come presupposto di un sistema sociale equo e inclusivo e collega tale obiettivo al progresso sociale e allo sviluppo socio-economico del territorio. La legge mira in particolare a:
- favorire la parità retributiva e il contrasto alle differenze salariali di genere;
- sostenere permanenza, reinserimento e affermazione delle donne nel lavoro, incluse lavoratrici autonome e libere professioniste;
- diffondere una cultura organizzativa antidiscriminatoria;
- promuovere la conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e la distribuzione equilibrata dei carichi di cura familiare.
La Regione afferma inoltre il dovere di considerare la parità di trattamento e di opportunità in tutta l’attività legislativa, di governo e amministrativa, e riconosce il bilancio di genere come strumento di analisi dell’impatto delle politiche sulle condizioni di donne e uomini.
Strumenti per contrastare la differenziazione retributiva di genere
La legge prevede misure di incentivazione e premialità per imprese pubbliche e private con sede legale e operanti in Veneto che rendano conoscibili i dati sulla situazione del personale femminile e maschile. L’attenzione è rivolta in particolare a:
- tutela della maternità;
- formazione e promozione professionale;
- iniziative di conciliazione vita-lavoro;
- passaggi di categoria o qualifica;
- riconoscimento della qualifica professionale;
- retribuzione effettivamente corrisposta.
La Regione favorisce inoltre la diffusione di buone pratiche tra imprese ed enti locali, anche attraverso reti di imprese caratterizzate da modelli organizzativi di lavoro paritario, e incentiva l’occupazione femminile di qualità.
Registro regionale delle imprese virtuose
È istituito presso la struttura regionale competente in materia di lavoro il Registro delle imprese virtuose in materia retributiva di genere e di pari opportunità nel lavoro. Possono iscriversi:
- le imprese interessate dalla disciplina regionale;
- i professionisti e i lavoratori autonomi iscritti agli ordini professionali;
- i professionisti e lavoratori autonomi aderenti ad associazioni professionali ricomprese nell’elenco della legge n. 4/2013 e in possesso della relativa attestazione.
L’iscrizione avviene solo in modalità telematica. Hanno diritto all’iscrizione le imprese che dimostrino la redazione e trasmissione del rapporto sulla situazione del personale previsto dall’articolo 46 del d.lgs. n. 198/2006, sia in via obbligatoria sia volontaria. Al momento dell’iscrizione e poi ogni due anni, i soggetti devono rendere disponibili online dati su occupati, assunzioni, differenze retributive iniziali, inquadramenti, contratti full time/part time, retribuzione complessiva e componenti accessorie, nonché processi di selezione, reclutamento, formazione e misure di conciliazione.
La Giunta regionale assicura adeguata pubblicità dell’iscrizione nei propri siti istituzionali.
Misure a favore del lavoro delle donne e contrasto alle molestie
La Regione promuove interventi contro le molestie sul lavoro e contro l’abbandono lavorativo femminile dovuto a pressioni finalizzate alle dimissioni o al licenziamento, in particolare nel periodo compreso tra il congedo di maternità obbligatorio e il primo triennio di puerperio, nonché nei periodi di congedo previsti dalla normativa citata.
La Giunta regionale è chiamata ad adottare indirizzi verso strutture ed enti strumentali regionali e società controllate per inserire nei bandi e avvisi pubblici clausole che prevedano:
- premialità, anche economiche, per i soggetti iscritti nel Registro;
- divieto di iscrizione o cancellazione dal Registro per cinque anni, in caso di condanne definitive per dimissioni o licenziamenti illegittimi in violazione della normativa su pari opportunità, tutela di maternità e paternità, molestie o molestie sessuali sul lavoro.
La Regione promuove anche protocolli d’intesa con tribunali, corti d’appello del lavoro aventi sede in Veneto, servizi ispettivi nazionali e organizzazioni sindacali/datoriali maggiormente rappresentative, per la trasmissione dei dati utili all’attuazione delle misure.
Sostegno all’occupazione femminile stabile e di qualità
La Regione valorizza le imprese e i soggetti iscritti al Registro, con sede e attività in Veneto, nell’ambito delle politiche per l’occupazione femminile stabile e di qualità. Le relative misure si applicano anche agli interventi regionali per la promozione di nuove imprese e dell’imprenditoria femminile.
Sul piano delle politiche attive, la Giunta regionale può attivare azioni di sostegno e consulenza per facilitare inserimento e reinserimento delle donne nel mercato del lavoro, anche mediante:
- percorsi formativi con università e centri di ricerca;
- iniziative per colmare il divario di competenze;
- interventi rivolti a donne disoccupate.
La Regione assicura inoltre servizi specifici per il lavoro, tra cui orientamento specialistico, accompagnamento al lavoro, supporto al lavoro autonomo, all’autoimpiego e alle start up. Nell’ambito del sito istituzionale della Giunta è prevista una sezione dedicata, denominata “Sportello Donna”, per rendere fruibili avvisi, bandi e informazioni utili sull’incontro domanda-offerta e sulle opportunità formative.
Reinserimento delle donne vittime di violenza
Nell’ambito della normativa regionale sul contrasto alla violenza contro le donne, la Regione favorisce l’inserimento e il reinserimento sociale e lavorativo delle donne vittime di violenza, coinvolgendo enti locali, ULSS, associazioni, organizzazioni del settore e strutture di accoglienza presenti sul territorio.
La Giunta individua modalità per riconoscere le premialità previste dalla legge anche alle imprese che assumono a tempo indeterminato donne vittime di violenza prese in carico dalle strutture di accoglienza o donne vittime di tratta.
Benessere lavorativo del personale regionale e ruolo dei CUG
La Regione estende i principi della legge alla propria organizzazione e a quella degli enti strumentali regionali, promuovendo parità di genere, benessere lavorativo e contrasto alle discriminazioni nel reclutamento, nella gestione del personale e nello sviluppo professionale.
Attraverso il CUG regionale e nel rispetto della direttiva nazionale sulle pari opportunità nelle amministrazioni pubbliche, sono promosse azioni di formazione, sensibilizzazione e monitoraggio finalizzate a:
- affermare pari opportunità e pari trattamento, anche retributivo;
- contrastare discriminazioni e stereotipi di genere;
- favorire conciliazione vita-lavoro;
- garantire parità di accesso al lavoro, alla carriera e alla qualifica professionale;
- individuare eventuali differenziali retributivi e adottare azioni correttive;
- riequilibrare la presenza di genere nei ruoli e nelle posizioni gerarchiche o dirigenziali.
La Regione favorisce anche il reinserimento del personale assente per lunghi periodi e il rientro dalla maternità mediante misure di mantenimento e rafforzamento delle competenze. È riconosciuto un ruolo centrale ai CUG operanti nel Veneto, per i quali sono promossi coordinamento, formazione e messa in rete.
Conciliazione dei tempi di vita e di lavoro
La legge considera la distribuzione equilibrata delle responsabilità familiari come presupposto per pari opportunità effettive. A tal fine la Regione incentiva la riorganizzazione dei servizi pubblici e privati convenzionati per aumentarne flessibilità, coordinamento orario e capacità di ridurre il tempo necessario alla fruizione dei servizi.
Sono inoltre promossi interventi, anche economici, a sostegno della condivisione delle responsabilità di cura all’interno della famiglia.
Campagne formative e informative
La Giunta regionale promuove attività informative e formative rivolte a imprese, professionisti e cittadini per diffondere la conoscenza del Registro e delle politiche di genere, con particolare attenzione a:
- tutela della maternità;
- formazione e promozione professionale;
- misure di conciliazione vita-lavoro;
- valorizzazione delle pari opportunità nel lavoro.
È prevista anche una specifica campagna informativa sulla parità retributiva tra donne e uomini, finalizzata a contrastare la cultura discriminatoria e a favorire la presenza femminile nel mondo del lavoro.
Regolamento attuativo
Entro 60 giorni dall’entrata in vigore della legge, la Giunta regionale deve adottare un regolamento attuativo, sentita la commissione consiliare competente, che si esprime entro 30 giorni dalla richiesta. Il regolamento disciplina:
- parametri minimi, criteri e requisiti per l’iscrizione al Registro;
- modalità di iscrizione, tenuta, pubblicazione e aggiornamento del Registro;
- modalità e criteri per il riconoscimento dei benefici;
- ogni altro aspetto necessario all’attuazione della legge.
Monitoraggio e valutazione
Il Consiglio regionale esercita il controllo sull’attuazione della legge e ne valuta effetti e risultati. Decorsi due anni dall’entrata in vigore, la Giunta deve trasmettere annualmente entro il 31 dicembre una relazione sullo stato di attuazione, indicando azioni svolte, soggetti coinvolti, beneficiari, utilizzo delle risorse, partecipazione alle misure, grado di soddisfazione e criticità affrontate. La relazione deve evidenziare specificamente le misure adottate per prevenire e contrastare la disparità retributiva.
Le relazioni e gli eventuali documenti conclusivi dell’esame sono pubblicati sui siti istituzionali del Consiglio e della Giunta regionale.
Copertura finanziaria
Per la campagna informativa di cui all’articolo 9 è autorizzata una spesa di 100.000 euro per l’esercizio 2022. La copertura avviene mediante risorse già allocate nella Missione 15, Programma 03, Titolo 1 del bilancio 2022-2024, con corrispondente riduzione del fondo previsto dalla legge regionale n. 36/2021 nella Missione 20, Programma 03, Titolo 1.
Decorrenza e rilevanza pratica
La legge è stata pubblicata nel BUR Veneto n. 23 del 18 febbraio 2022 ed è quindi operativa a partire da tale pubblicazione, salvo le diverse scadenze interne previste per il regolamento, la relazione annuale e le misure attuative. Non risulta un termine finale di efficacia. La disciplina è ancora astrattamente utilizzabile, soprattutto per bandi, premialità, politiche del lavoro e misure organizzative regionali.
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