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Regolamento

R.R. Puglia 7/2017

Regolamento Regionale: “Riordino ospedaliero della Regione Puglia ai sensi del D.M. N. 70/2015 e delle leggi di stabilità 2016-2017. Modifica e integrazione del R.R. N. 14/2015"

Normativa regionaleR.R. Puglia 7/2017Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il regolamento ridefinisce, per la Regione Puglia, la rete ospedaliera in attuazione del DM 70/2015 e della normativa finanziaria 2016-2017: classifica gli ospedali, rimodula posti letto e strutture complesse, disciplina riconversioni in PTA e presidi post-acuzie e prevede il successivo adeguamento delle reti cliniche. La messa a regime era prevista entro il 31/12/2017 e l’atto risulta abrogato dal 23/2019.

Riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia

Riordino ospedaliero della Regione Puglia

Il regolamento disciplina il riassetto della rete ospedaliera pugliese in attuazione del DM 70/2015, della legge di stabilità 2016 e della programmazione regionale. Definisce classificazione degli ospedali, dotazione di posti letto, riconversioni di presidi e linee di sviluppo delle reti cliniche, con efficacia limitata al territorio della Regione Puglia.

Finalità e criteri generali

Il provvedimento mira a rimodulare l’offerta ospedaliera regionale nel rispetto degli standard qualitativi, strutturali, tecnologici e quantitativi del DM 70/2015 e dei vincoli della L. 135/2012. La finalità dichiarata è anche il contenimento della spesa e il miglioramento dell’appropriatezza dell’assistenza.

La Regione intende:

  • classificare le strutture ospedaliere pubbliche, gli IRCCS pubblici e privati, gli enti ecclesiastici e le case di cura private accreditate;
  • rideterminare la dotazione dei posti letto secondo le tabelle allegate;
  • perseguire gli standard per disciplina, con compensazioni tra discipline motivate dalle specificità territoriali ed epidemiologiche.

Per il privato accreditato la rimodulazione non comporta incremento dei tetti di spesa ed è subordinata a preintesa e a istruttoria congiunta tra Dipartimento salute e A.Re.S. Puglia.

Dotazione di posti letto e obiettivi quantitativi

La dotazione massima regionale di posti letto per il 2016, calcolata secondo il DM 70/2015 applicando il coefficiente 0,65 al saldo della mobilità interregionale, è fissata in 14.783 posti letto, di cui 11.986 per acuti e 2.797 per post-acuti.

La configurazione della rete ospedaliera indicata dal regolamento è pari complessivamente a 13.288 posti letto, così ripartiti:

  • 11.373 per acuti;
  • 1.463 per post-acuti;
  • 452 per lungodegenza.

L’allineamento ai nuovi assetti è previsto progressivamente nel triennio 2016-2018 attraverso rimodulazioni annuali.

Classificazione delle strutture ospedaliere

La rete ospedaliera è articolata, in prima applicazione entro il 31/12/2017, in:

  • 5 ospedali di secondo livello;
  • 17 ospedali di primo livello;
  • 1 ospedale di area particolarmente disagiata;
  • integrazione con IRCCS pubblici e privati accreditati;
  • integrazione con case di cura private accreditate.

Sono indicati nominativamente i presidi appartenenti alle diverse categorie, con inclusione di strutture pubbliche, ecclesiastiche e private accreditate. La disciplina contempla anche una programmazione di medio periodo 2017-2025 che, secondo la tabella C_quater, prevede il passaggio da 5 ospedali di secondo livello, 17 di primo livello e 10 di base a un assetto a tendere con 6 ospedali di secondo livello, 16 di primo livello e 8 di base.

Evoluzione programmata della rete

Il regolamento prevede ulteriori riassetti successivi, collegati alla realizzazione di nuovi presidi o alla riorganizzazione di quelli esistenti. In particolare sono richiamati:

  • l’istituzione di un ente ospedaliero autonomo per il plesso pediatrico Giovanni XXIII di Bari;
  • l’aggregazione funzionale di chirurgia pediatrica, pediatria e oncoematologia pediatrica nel polo pediatrico del Vito Fazzi di Lecce;
  • la realizzazione del nuovo ospedale San Cataldo di Taranto, con riconversione dell’SS. Annunziata e dei plessi di Statte e Grottaglie;
  • la realizzazione del nuovo ospedale del Sud Salento, con riconversione di Scorrano e Galatina;
  • la realizzazione del nuovo ospedale di Andria, con riconversione di Andria, Corato e Canosa;
  • la realizzazione del nuovo ospedale Monopoli-Fasano, con riconversione di Monopoli e Fasano;
  • la realizzazione dell’ospedale del Nord barese, con riconversione di Bisceglie, Molfetta, Trani e Terlizzi.

Standard qualitativi, volumi di attività e monitoraggio

La riorganizzazione è costruita per adeguare la rete agli standard di legge, con particolare attenzione a:

  • indice di occupazione dei posti letto, da attestarsi tendenzialmente al 90%;
  • durata media di degenza per ricoveri ordinari, inferiore mediamente a 7 giorni, salvo esigenze clinico-assistenziali motivate;
  • soglie minime di volume di attività e soglie di rischio di esito previste dal DM 70/2015;
  • profilo epidemiologico e caratteristiche logistiche dei territori.

Per il calcolo delle strutture per bacino territoriale vengono considerate le “strutture organizzative complesse” per il pubblico e i punti di erogazione dimensionati per il privato.

Le misure di riferimento per volumi ed esiti sono quelle del Programma Nazionale Esiti di A.Ge.Na.S., integrate con indicatori di performance di A.Re.S. Puglia. Entro il 31 dicembre di ogni anno deve essere predisposta una relazione di verifica sul rispetto degli standard, con eventuale individuazione di riconfigurazioni o interventi correttivi.

Strutture complesse e riequilibri disciplinari

La rete programmata prevede 541 strutture complesse di ricovero tra pubblico e privato assimilato, entro il range regionale minimo e massimo previsto. Per alcuni esuberi disciplinari il regolamento impone interventi di conversione entro il 31/12/2018:

  • Cardiologia: trasformazione in servizio senza posti letto per gli ospedali privi di Unità Coronarica;
  • Neurochirurgia: conversione, tramite preintesa con i privati accreditati, dei punti di erogazione a medio-bassa complessità con codice 30;
  • Nefrologia: conversione dei punti di erogazione con codice 29;
  • Pneumologia: conversione dei punti di erogazione con codice 68.

Per altre discipline in eccedenza rispetto ai limiti di bacino, la Regione considera fisiologica la presenza di presidi in ragione della conformazione geografica lunga e stretta del territorio pugliese, prevedendo un monitoraggio specifico per volumi ed esiti.

Rete ospedaliera di emergenza e rapporti con le reti territoriali

I disallineamenti rispetto alla rete di emergenza-urgenza devono essere risolti nel triennio 2017-2019, tenendo conto della disponibilità logistica dei presidi e della loro collocazione rispetto alle discipline di base e di primo livello.

Fuori dalle discipline e dai servizi espressamente regolati dal DM 70/2015, resta salva la discrezionalità delle aziende sanitarie di istituire punti di erogazione per discipline non contemplate, quando il fabbisogno locale o specifiche eccellenze lo richiedano.

Eventuali rimodulazioni della rete ospedaliera, della rete di emergenza-urgenza e delle reti territoriali sono adottate con provvedimenti della Giunta regionale.

Riconversione dei presidi ospedalieri

Il regolamento dispone la riconversione entro il 31/12/2017 in Presidio Territoriale di Assistenza (PTA) di:

  • San Nicola Pellegrino di Trani;
  • Umberto I di Fasano;
  • Ninetto Melli di San Pietro Vernotico;
  • San Camillo de’ Lellis di Mesagne.

Entro il 30/06/2018 devono essere riconvertiti in presidi di post-acuzie, con possibile integrazione del modello PTA:

  • Caduti in Guerra di Canosa di Puglia, plesso dell’ospedale di Andria;
  • Michele Sarcone di Terlizzi, plesso dell’ospedale di Corato;
  • Francesca Fallacara di Triggiano, plesso dell’ospedale Di Venere di Bari;
  • San Marco di Grottaglie, plesso dell’ospedale SS. Annunziata di Taranto, al termine dei lavori del nuovo San Cataldo.

Ai plessi e alle relative unità operative sono attribuiti sottocodici identificativi per il monitoraggio dei flussi di ricovero.

Regime transitorio e tempi di attuazione

La messa a regime della riorganizzazione è fissata al 31/12/2017. Il regolamento ammette, tuttavia, che in questa prima fase alcuni disallineamenti rispetto agli standard ministeriali siano dovuti a limiti tecnologici e strutturali di breve periodo.

Per i Presidi Territoriali di Assistenza e per gli Ospedali di Comunità, nelle more della disciplina specifica, è prevista una fase sperimentale in cui i presidi di conversione possono garantire le funzioni territoriali, inclusa la degenza territoriale, sulla base di protocolli di intesa recepiti dalle ASL. Per gli Ospedali di Comunità, in tale fase, possono essere provvisoriamente inseriti nel fabbisogno e autorizzati solo posti letto per pazienti adulti.

Reti cliniche da definire o adeguare

Entro 60 giorni dall’entrata in vigore del regolamento la Regione, con il supporto di A.Re.S. Puglia, deve emanare disposizioni per definire o adeguare le seguenti reti cliniche:

  • emergenze cardiologiche;
  • ictus;
  • traumatologica;
  • neonatologica e punti nascita;
  • medicine specialistiche, con particolare riguardo alle reti ematologica, dialitica, gastroenterologica, dermatologica, reumatologica e delle malattie neurodegenerative;
  • oncologica, con particolare riferimento alle breast unit;
  • pediatrica;
  • terapia del dolore;
  • malattie rare.

Obsolescenza dell’atto

L’atto è espressamente indicato come abrogato dal R.R. 23/2019. Inoltre riguarda una programmazione ospedaliera riferita a un arco temporale ormai concluso, con scadenze fissate tra il 2017 e il 2019, per cui oggi ha rilievo prevalentemente storico.

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