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Cassazione Civile, Ordinanza n. 15389/2026 del 20/05/2026

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tour operator)

La controversia

I ricorrenti avevano partecipato a un viaggio organizzato ai Caraibi e, nella fase di rientro, avevano subito la cancellazione del volo da Guadalupe a Roma Fiumicino, con attesa di oltre sette ore, incertezza sui tempi di riprotezione e asserita mancanza di adeguata assistenza e informazione. In primo grado avevano chiesto la compensazione pecuniaria prevista dal Reg. CE n. 261/2004 e il risarcimento ulteriore ai sensi della Convenzione di Montreal e del Codice del turismo. Dopo che il giudice di pace aveva riconosciuto solo l’indennizzo ex Regolamento nei confronti del vettore aereo e respinto la domanda risarcitoria, il tribunale aveva rigettato l’appello confermando l’esclusione di responsabilità del tour operator. In cassazione i viaggiatori proponevano due motivi contro tale esito, ma la Corte non li esamina nel merito perché rileva d’ufficio l’improcedibilità del ricorso per mancato tempestivo e rituale deposito della copia autentica della sentenza impugnata nel fascicolo telematico, come richiesto dall’art. 369 c.p.c.; viene precisato che il deposito successivo ex art. 372 c.p.c. non sana il vizio.

La decisione

La Corte dichiara improcedibile il ricorso per cassazione, ritenendo decisivo il mancato deposito tempestivo e rituale della copia autentica della sentenza impugnata nel fascicolo telematico ai sensi dell’art. 369, secondo comma, n. 2, c.p.c. Esclude che il successivo deposito correttivo possa sanare la carenza e afferma che l’art. 372 c.p.c. consente solo la produzione di atti e documenti relativi all’ammissibilità del ricorso, non la sanatoria del difetto di procedibilità. Conseguentemente condanna i ricorrenti alle spese e al pagamento di somme ex art. 96 c.p.c., oltre all’ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 369, 2° co., n. 2, c.p.c.

    Il mancato tempestivo e rituale deposito della copia autentica del provvedimento impugnato nel fascicolo telematico comporta l’improcedibilità del ricorso per cassazione, senza possibilità di sanatoria.

  • art. 372 c.p.c.

    In sede di legittimità consente la produzione dei soli atti e documenti relativi all’ammissibilità del ricorso, ma non può essere utilizzato per sanare il difetto di procedibilità derivante dal mancato deposito della sentenza impugnata.

  • art. 96, 3° e 4° co., c.p.c.

    La Corte condanna i ricorrenti al pagamento di somme a titolo di responsabilità aggravata, ritenendo sussistenti i presupposti di legge.

  • art. 13, comma 1 quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    Viene dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    Richiamato quale parametro per l’importo dell’ulteriore contributo unificato dovuto in caso di soccombenza nei presupposti previsti.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione il deposito della copia autentica della sentenza impugnata entro il termine di legge costituisce adempimento essenziale ai fini della procedibilità del ricorso.
  • La mancanza del deposito tempestivo e rituale della sentenza impugnata non è sanabile né mediante acquiescenza della controparte né con un successivo deposito effettuato ex art. 372 c.p.c.
  • L’art. 372 c.p.c. ha funzione limitata alla produzione documentale rilevante per l’ammissibilità del ricorso e non può essere impiegato per rimediare a un difetto originario di procedibilità.
  • Quando il ricorso è dichiarato improcedibile, il ricorrente soccombente è tenuto alle spese e può essere condannato anche alla responsabilità aggravata ove ne ricorrano i presupposti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civileContrattiObbligazioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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