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Sentenza

Sentenza del 16/05/2016 n. 1299 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

IVA - sovrafatturazione - Reverse charge - detraibilità dell'IVA - non consegue - debenza dell'IVA così come autofatturata - consegue. Sovrafatturazione - dimostrazione - utilizzo di presunzioni - è possibile - contiguità della compagine amministrativa societaria - è rilevante. Non è detraibile l'IVA esposta in fattura per prestazioni in parte inesistenti (c.d. sovrafatturazione) per contro restando, il contribuente italiano, obbligato al versamento dell'imposta qualora l'addebito avvenga mediante il meccanismo del c.d. "Reverse charge" in quanto trattasi di prestazioni di servizi (nel caso di specie, pubblicitari) prestati da soggetto non residente nel territorio dello stato ad operatore economico ivi localizzato.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava la detraibilità dell'IVA relativa a prestazioni pubblicitarie in parte inesistenti, configurando una fattispecie di sovrafatturazione. L'Ufficio aveva ritenuto che gli importi fatturati fossero sproporzionati rispetto al costo effettivo dei servizi e che vi fossero elementi di collegamento tra le società coinvolte, tra cui la contiguità delle rispettive compagini amministrative. Il contribuente contestava la ripresa dell'IVA, ma l'IVA era stata addebitata mediante il meccanismo del reverse charge.

La decisione

È stata esclusa la detraibilità dell'IVA esposta per la parte di prestazioni inesistenti o sovrafatturate. Tuttavia, il contribuente italiano è rimasto obbligato al versamento dell'IVA autofatturata tramite reverse charge, poiché l'imposta risultava comunque dovuta per i servizi ricevuti da un soggetto non residente. La sovrafatturazione può essere provata dall'Amministrazione mediante presunzioni qualificate, come la manifesta sproporzione tra il prezzo fatturato dall'intermediario e quello richiesto dal prestatore effettivo, nonché i rapporti di contiguità dirigenziale tra le società coinvolte.

Norme richiamate

  • Art. 6, comma 8, d.lgs. n. 471/1997

    Richiamato nel contesto degli obblighi e delle conseguenze connessi alla fatturazione irregolare e all'indebita esposizione dell'IVA.

  • Decreto-legge n. 16/2012

    Richiamato quale intervento normativo rilevante in materia di operazioni soggettivamente o oggettivamente inesistenti e di detrazione dell'IVA.

  • Art. 21, comma 7, d.P.R. n. 633/1972

    L'IVA indicata in fattura per operazioni inesistenti o per importi non corrispondenti alla realtà resta dovuta dal soggetto che l'ha esposta, anche se la relativa detrazione può essere negata al destinatario.

Massime di principio

  • L'IVA relativa a prestazioni in parte inesistenti o sovrafatturate non è detraibile, anche quando la fattura sia formalmente corretta.
  • Nel reverse charge, l'obbligo di assolvere l'IVA e il diritto alla detrazione sono distinti: l'imposta può restare dovuta anche se la detrazione viene negata.
  • L'Amministrazione finanziaria può dimostrare la sovrafatturazione mediante presunzioni qualificate, senza necessità di una prova diretta dell'intero disegno fraudolento.
  • La sproporzione evidente tra il prezzo fatturato e il costo effettivo della prestazione costituisce un indice rilevante di sovrafatturazione.
  • La coincidenza o contiguità degli amministratori e dei soggetti dirigenti di società coinvolte può costituire un ulteriore elemento presuntivo della non genuinità delle operazioni.
  • Per sostenere la detrazione, il contribuente deve poter documentare l'effettività, la consistenza e la congruità economica delle prestazioni ricevute.

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