Sentenza del 17/06/2015 n. 12527 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La società ha impugnato un avviso di accertamento relativo al 1998, con cui l'Agenzia delle Entrate aveva determinato maggiori redditi d'impresa, rilevanti anche ai fini dell'imputazione ai soci, nonché maggiori imposte IVA e IRAP. L'accertamento era stato fondato sull'applicazione al costo del venduto di una percentuale di ricarico del 25%, prevista dallo studio di settore dell'attività esercitata. La società contestava, tra l'altro, l'idoneità della percentuale media a rappresentare il valore effettivo degli articoli venduti, la diversa giacenza dei prodotti in magazzino e la riduzione della clientela conseguente alla chiusura di un supermercato vicino. La Corte ha tuttavia rilevato preliminarmente che il giudizio era stato promosso soltanto dalla società, senza la partecipazione dei soci, pur riguardando anche il reddito imputabile a questi ultimi.
La decisione
La Corte di Cassazione non ha esaminato nel merito la correttezza dell'accertamento fiscale né l'applicazione della percentuale di ricarico. Ha dichiarato la nullità dell'intero giudizio, poiché, trattandosi di accertamento unitario relativo a una società di persone e ai suoi soci, questi ultimi dovevano necessariamente partecipare al processo, salvo la deduzione di questioni personali. La causa è stata rinviata alla Commissione Tributaria Provinciale di Roma per un nuovo esame con contraddittorio integro. Le spese dell'intero giudizio sono state integralmente compensate tra le parti.
Norme richiamate
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 5
Imputazione dei redditi delle società di persone ai soci
Il reddito prodotto da una società di persone viene imputato automaticamente ai soci in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili, indipendentemente dall'effettiva percezione del reddito.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 14
Integrazione del contraddittorio
Quando la controversia tributaria riguarda inscindibilmente la società e tutti i soci, tutti i soggetti interessati devono partecipare allo stesso procedimento. Se alcuni non sono presenti, il giudice deve disporre l'integrazione del contraddittorio.
D.Lgs. n. 546 del 1992, art. 29
Riunione dei procedimenti
È possibile riunire procedimenti distinti quando riguardano la medesima fattispecie e gli stessi elementi impositivi, al fine di assicurare una decisione coerente.
Codice di procedura civile, art. 378
Memoria nel giudizio di cassazione
La società ha depositato una memoria successiva nel giudizio di Cassazione; tale disposizione disciplina il deposito di memorie illustrative prima dell'udienza.
Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 14815/2008
L'unitarietà dell'accertamento comporta un caso di litisconsorzio necessario originario
Nelle controversie riguardanti l'accertamento del reddito di una società di persone e la conseguente imputazione ai soci, la società e tutti i soci sono litisconsorti necessari, salvo che siano dedotte questioni esclusivamente personali. La mancata partecipazione di tutti determina la nullità assoluta dell'intero giudizio, rilevabile d'ufficio in ogni stato e grado.
Massime di principio
- Quando un accertamento fiscale riguarda una società di persone e si riflette automaticamente sui redditi dei soci, il ricorso deve normalmente essere proposto con la partecipazione della società e di tutti i soci interessati.
- La mancata partecipazione di uno o più soci non costituisce una semplice irregolarità: può comportare la nullità dell'intero processo, anche se la questione viene rilevata d'ufficio dalla Corte e anche in grado di Cassazione.
- Il litisconsorzio necessario può non operare solo per questioni strettamente personali del singolo socio, non riferibili agli elementi comuni dell'accertamento societario.
- Prima di esaminare la fondatezza dell'accertamento, i giudici devono verificare che il contraddittorio sia completo; in caso contrario, la causa deve essere rimessa al primo giudice per un nuovo esame.
- La decisione non stabilisce che la percentuale di ricarico del 25% fosse corretta o illegittima: il merito dell'accertamento dovrà essere valutato nuovamente dalla Commissione Tributaria Provinciale dopo la regolare partecipazione di tutti i soggetti necessari.
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