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Sentenza

Sentenza del 14/01/2015 n. 224 - Comm. Trib. Prov. Milano

DIVIDENDI - DISTRIBUZIONE A CASA MADRE OLANDESE - Utilizzo per copertura perdite e non per distribuzione di utili alla controllante malese - Direttiva Madre-Figlia - Abuso - Non sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La distribuzione dei dividendi senza ritenuta alla fonte è stata ritenuta non abusiva. La società olandese è stata considerata effettiva beneficiaria dei dividendi (beneficial owner) e non una mera società conduit. Pertanto, non è stato ravvisato un uso indebito della Direttiva Madre-Figlia e il trattamento fiscale agevolato è stato riconosciuto.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguardava la distribuzione di dividendi da una società italiana a una società madre residente nei Paesi Bassi, effettuata senza applicazione della ritenuta alla fonte ai sensi della Direttiva Madre-Figlia. L'Amministrazione contestava l'eventuale abuso del regime, sostenendo che la società olandese potesse essere una conduit company, ossia una società interposta destinata a trasferire successivamente i dividendi alla controllante malese per beneficiare delle condizioni fiscali più favorevoli previste dai rapporti tra Paesi Bassi e Malesia. È stato invece rilevato che la società olandese aveva utilizzato i dividendi per coprire proprie perdite e non li aveva distribuiti alla controllante malese.

Norme richiamate

  • Direttiva 1990/435/CE (Direttiva Madre-Figlia)

    Il regime di esenzione dalla ritenuta sui dividendi può essere applicato quando la società beneficiaria residente nell'altro Stato membro è il reale beneficiario dei dividendi e non una società interposta utilizzata per trasferire il reddito a soggetti ulteriori.

  • Convenzioni contro le doppie imposizioni tra Paesi Bassi e Malesia

    Le condizioni fiscali favorevoli previste dai rapporti tra Paesi Bassi e Malesia non possono essere considerate automaticamente rilevanti per dimostrare l'abuso, soprattutto quando i dividendi non sono stati trasferiti alla controllante malese.

Massime di principio

  • L'applicazione della Direttiva Madre-Figlia non è abusiva per il solo fatto che la società beneficiaria appartenga a un gruppo multinazionale o abbia una controllante residente in un Paese terzo.
  • Per qualificare una società come conduit company occorre dimostrare che essa sia priva di effettiva autonomia e che abbia il compito sostanziale di trasferire i dividendi a un altro soggetto, beneficiando indebitamente di un regime fiscale più favorevole.
  • L'utilizzo dei dividendi per esigenze proprie della società beneficiaria, come la copertura di perdite, costituisce un elemento favorevole alla qualificazione della stessa come effettiva beneficiaria.
  • L'accertamento dell'abuso richiede una valutazione concreta della funzione economica della società, della destinazione effettiva dei dividendi e dell'esistenza di artificiosità, non potendo fondarsi soltanto sulla struttura del gruppo o sull'eventuale vantaggio fiscale.
  • In situazioni analoghe, è opportuno documentare l'autonomia della società beneficiaria, la disponibilità effettiva dei dividendi, il loro impiego e l'assenza di obblighi contrattuali o automatici di retrocessione alla controllante o ad altri soggetti.

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